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URZÌ (FDI) * COALIZIONI: « LA NOTIZIA NON È L’ADESIONE DEL CONSIGLIERE PROVINCIALE VETTORI A FORZA ITALIA, MA L’OPA DELLA QUINTA ARMATA SVP E DEL PATT SU FORZA ITALIA »

La potremmo definire l’Opa della quinta armata Svp e del Patt su Forza Italia: la notizia non è l’adesione del consigliere provinciale Carlo Vettori a Forza Italia, è la confluenza di Forza Italia nel piano di Svp e Patt.

A chi chiedeva a Carlo Vettori perché avesse lasciato la Lega rispondeva: “Se dovevo giocare a fare il fascista andavo in Fratelli d’Italia”, schiaffeggiando quello che in teoria oggi dovrebbe essergli un alleato. A chi gli chiedeva perché avesse fondato un movimento dal nome Alto Adige Autonomia senza dicitura in tedesco rispondeva sornione: “La traduzione c’è già, da 50 anni, ed è SVP”.

Vettori aveva aderito poi in Regione al gruppo del PATT, i trentini tirolesi: “Una scelta condivisa con Svp e Patt”, spiegava lo stesso Vettori che ora ha portato a termine l’operazione per dotare la Svp anche di un collettore di voti italiani al servizio della Stella Alpina.

Come è stato Vettori in questi primi due anni e mezzo di legislatura si è piegato senza condizioni alla Svp, spesso in modo anche smaccato. Insomma: la succursale italiana del partito che per proprio Statuto non può iscrivere italiani.

Tanto da votare a favore dei finanziamenti agli Schuetzen, da sostenere senza se e senza ma la libertà dei terroristi secessionisti, sempre pronto a sostenere la giunta quando era in difficoltà. Un voto in più per la Svp sempre e comunque.

Ora l’Opa gestita a distanza anche dal Patt trentino, di cui Vettori appunto è componente in Regione. Con una Forza Italia che rimane l’ombra di sé: e che l’ultima volta che l’abbiamo vista in regione è stato per regalare a Dorfmann dell’Svp un posto da eurodeputato con nulla in cambio.

Insomma, ci spiace che la storica ed eroica Forza Italia si sia ridotta a questo. Ad una succursale di via Brennero, sede della Svp. L’idea degli Italiani “schiavi e derisi” (come recita il nostro inno Fratelli d’Italia) è quanto di più distante da me e da noi. Che vogliamo Italiani alla pari, capaci di mostrare quello che sono, e non ventriloqui.

 

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Alessandro Urzì
Coordinatore regionale di Fratelli d’Italia