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URZÌ (FDI-AANC) * DIMISSIONI ASSESSORE CIA: « PER NICOLINI – MARINI – UNTERHOLZNER FRATELLI D’ITALIA È UN CONCENTRATO DI NEOFASCISTI »

Fratelli d’Italia? Non ha diritto di cittadinanza democratica, è un concentrato di neofascisti i cui rappresentanti vorrebbero il trasferimento coatto dei cittadini di lingua tedesca al di là del Brennero.

Una convulsione delirante da social, come ne vediamo molte? No! Un documento istituzionale redatto e sottoscritto dai consiglieri regionali dei Cinque Stelle Nicolini (di Bolzano) e Marini (di Trento) assieme al transfuga del Team K Unterholzner e i due consiglieri secessionisti di Suedtiroler Freiheit Atz Tammerle e Knoll.

La mozione è quella di sfiducia verso la giunta regionale da cui si è dimesso per autonoma decisione annunciata il giorno stesso della sua adesione a Fratelli d’Italia, nel dicembre scorso, dal collega consigliere regionale e assessore Claudio Cia.

Una scelta limpida, quella di Cia (le dimissioni per dimostrare coerenza, senza nulla richiedere in cambio, sono un atto raro in politica), su cui lo sparuto drappello male assortito di secessionisti e Cinque Stelle ha giocato la sua mossa propagandistica alzando il tiro, sfiduciando l’intera giunta. Perché? Per delle scelte politiche? No. Perché al suo interno ha lavorato chi poi ha deciso (annunciando subito le dimissioni) di aderire a Fratelli d’Italia.

Un marchio di infamia, pare di capire, per questi personaggi, l’essere solo stato “a contatto” di un esponente di Fratelli d’Italia. Nemmeno il Coronavirus.
Nessuna critica politica, solo una censura a prescindere con un durissimo attacco alla nostra leader Giorgia Meloni e il ricorso a falsità assolute come “il deportamento” dei cittadini di lingua tedesca in Austria attribuito a nostri sconosciuti “rappresentanti”.

Inammissibile dichiarare come accoglibile un documento di questo tipo, ho già comunicato ai capigruppo del Consiglio regionale. Non è ammissibile che una Istituzione sia trattata come strumento al servizio della peggiore propaganda di notizie fake in modo conclamato.

Ma ciò che impressiona è l’approccio segregazionista verso Fratelli d’Italia, da anni Settanta, con esclusione d’autorità morale dal novero delle organizzazioni ammesse nell’arco costituzionale.

La firma dei Cinque Stelle (quelli della democrazia, a parole) al fianco dei secessionisti fa temere se si considera che il Movimento di Grillo è al governo nazionale: e se una forza di governo dichiara illegittima de facto un partito politico votato da milioni di italiani c’è da indignarsi e preoccuparsi tanto a Trento, a Bolzano come a Roma.

Mi opporrò con ogni forma al riconoscere a questo documento la possibilità di essere anche solo messo all’ordine del giorno dei lavori se non saranno rimosse le fake news che ha lo scopo di propagandare. Le sfiducie? Legittime. Ma non le fake news.

 

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Alessandro Urzì
Portavoce regionale e consigliere regionale di Fratelli d’Italia