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URZÌ (FDI – AANC) * AGENZIA REGIONALE TN-AA GIUSTIZIA: « L’INTERVENTO A GAMBA TESA DEL SOTTOSEGRETARIO M5S HA FATTO CADERE LA MASCHERA, L’INCIUCIO FRACCARO-KOMPATSCHER È SERVITO »

Il grande inciucio che non ti aspetti: l’intervento a gamba tesa del sottosegretario Fraccaro dei 5 Stelle ieri sulla discussione della legge regionale per la costituzione dell’Agenzia regionale della Giustizia ha fatto cadere la maschera.

L’Agenzia della Giustizia? Solo un pretesto. Fraccaro ha dato la dimensione nazionale giusta al tema: riguarda la spasmodica corte dei 5 Stelle ai voti della Svp sul bilancio dello Stato. Senza quei voti Conte rischia e i parlamentari del Movimento di Grillo rischiano di tornare tutti a casa.

La Svp ha posto le sue condizioni per il sostegno al governo sempre più zoppicante. Da Bolzano lo coprono di insulti (si leggano oggi le dichiarazioni di mezza giunta provinciale verso Conte e Speranza) ma a Roma trattano per votarlo.

In cambio alcuni voti strategici per categorie di interesse ma soprattutto la norma che autorizzerebbe a medici che non parlino l’italiano di iscriversi all’ordine dei medici italiano, frantumando il sistema sanitario nazionale che smetterebbe di potere dialogare al suo interno.

Peraltro un mega regalo di Natale alle lobby della sanità privata che si stanno già preparando per affiancare la sanità pubblica altoatesina rilevando i servizi che si stanno progressivamente indebolendo se non dismettendo. Alimentando le cliniche private con medici austriaci e germanici creando un sistema nel sistema. Che non parla italiano.
Per fare votare questo boccone amaro ai 5 Stelle i grillini hanno chiesto come minimo la fiducia a Conte.

Ma ieri ha fatto irruzione in Regione il tema della Agenzia della Giustizia. La delega praticamente al potere politico di governare anche una colonna della democrazia, la magistratura indipendente, cominciando dalla gestione di immobili, personale, struttura, organizzazione con la sola esclusione di dirigenti amministrativi e magistrati che continueranno ad essere dipendenti dello Stato ma si troveranno ad operare poggiando i piedi su una macchina che gestiranno ora Kompatscher come presidente della regione e domani direttamente le Province, alla faccia della divisione dei poteri e dei condizionamenti ambientali nonché dell’intreccio degli interessi.

Ma la Svp questa cosa la vuole, e non concede sconti. Tanto che ieri di fronte alla opposizione manifestata dal consigliere 5 Stelle trentino (che nessuno aveva avvisato della trattativa a Roma) la Svp si è innervosita. Non dico che ha chiamato Fraccaro ma quasi.

Comunque Fraccaro servizievolmente ha tuonato lanciando proclami contro manovre oscure sulla magistratura libera ed indipendente. Ma già ieri sera (vedasi registrazione della seduta del Consiglio regionale ripresa alle 19.45) era chiaro che al di là dei proclami si era accordato con Kompatscher per fare decadere l’ostruzionismo del povero Marini, sacrificato sull’altare della Realpolitik, con l’impegno a fare approvare una inutile commissione (peraltro solo consultiva e nemmeno vincolante) per discutere del bilancio annuale dell’Agenzia.
Insomma l’Agenzia della Giustizia si farà, i 5 Stelle se la faranno andare giù portando a casa una commissione di facciata per salvare la faccia, intanto però strada spianata all’approvazione della norma che la Svp pretende a Roma salva “medici che non parlano italiano” come obolo alle cliniche private in attesa di partire e fare guadagni sull’inefficienza della sanità altoatesina, e la Svp concederà il suo voto al Senato a Conte.

E vissero tutti felici e contenti. L’inciucio Fraccaro/Kompatscher è servito.

 

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Alessandro Urzì
Consigliere regionale di Fratelli d’Italia