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URZÌ (FDI – AANC) * AGENZIA GIUSTIZIA: « IN CONSIGLIO REGIONALE TN-AA È ANDATO IN SCENA IL GRANDE INCIUCIO CHE NON TI ASPETTI, VOLUTO E CERCATO DAL SOTTOSEGRETARIO FRACCARO »

Consiglio regionale con finale a sorpresa per due volte. È andato in scena il grande inciucio che non ti aspetti: voluto e cercato dal sottosegretario Fraccaro dei 5 Stelle ha aperto la strada ad una Agenzia della Giustizia che relegherà una delle colonne su cui si regge il sistema democratico a organo “strumentale” del potere politico, dal punto di vista della organizzazione del servizio e del personale (esclusi magistrati e dirigenti amministrativi). Con un gravissimo condizionamento ambientale del sistema giustizia a livello regionale.

La Svp si è lamentata del severo ostruzionismo messo inizialmente in atto dal consigliere trentino dei 5 Stelle che rischiava di fare saltare l’operazione avviata con una norma di attuazione dettata nel 2017 dal governo Gentiloni, ossia dal PD.

Fraccaro ha ricevuto a Roma il messaggio chiaro: se il tuo grillino a Trento insiste con questa storia della divisione dei poteri e della democrazia non ti assicuriamo più al Senato i nostri voti sul bilancio dello Stato a giorni al voto.

E Fraccaro ha messo immediatamente in riga il suo alfiere a Trento. Ufficialmente senza sconfessarlo (aveva fatto anche un comunicato pro forma severo nei giorni scorsi) ma concedendo immediatamente un assist a Kompatscher: dacci pro forma una commissione consultiva attivandola sulla Agenzia della Giustizia (ossia chiacchiere) che ti faccio finire l’ostruzionismo.

E così è stato. Kompatscher ha chiesto anche il voto sulla norma presentata in bilancio dello Stato che prevede l’accesso all’Ordine dei medici anche di medici austriaci e tedeschi che non parlano italiano: un grande regalo al business della sanità privata che non dialogherà con il sistema sanitario nazionale.

E’ stato Kompatscher ad annunciare l’accordo fatto: concesso ai 5 Stelle un parere per una inutile commissione nella quale non sono nemmeno rappresentati tutti i gruppi politici (attenzione, parere “non vincolante”, si dice, quindi il nulla assoluto) e ostruzionismo rimosso.

Un inciucio in chiave nazionale per i voti Svp al Senato giocato sul tavolo trentino a spese del povero consigliere Marini costretto a ritirare tutti gli emendamenti, immolato sull’altare del governo Conte in affanno e alla ricerca di voti strategici.
Alla faccia dei principi.

Ne ho approfittato per “fare miei” gli emendamenti abbandonati dal consigliere Marini creando un nuovo sbarramento all’approvazione della legge collegata ed ho posto la questione dell’incompatibilità degli amministratori comunali che svolgano incarichi connessi all’edilizia pubblica.
La Svp contro sentenze di Cassazione e Tar aveva presentato un emendamento di interpretazione autentica che di fatto invece riscriveva la legge disponendo che se la competenza in materia

urbanistica veniva delegata ad un assessore il sindaco rimaneva esonerato da questa incompatibilità, come se il conflitto di interessi non ci fosse.
Insomma una norma che faceva pensare di risolvere un caso specifico con una norma generale. Una norma ad hoc.

Le minoranze dopo l’acquisizione degli emendamenti Marini da parte mia hanno richiesto un incontro al Presidente Kompatscher ed in questo ho dichiarato la mia disponibilità a ritirare gli emendamenti se la questione fosse stata rinviata ad un approfondimento estraneo al bilancio.

La minoranze hanno sostenuto questa linea e il Presidente Kompatscher ha ritirato l’emendamento che creava un precedente per cui ogni amministratore comunale avrebbe potuto continuare ad occuparsi professionalmente di edilizia pubblica e privata sul territorio in cui amministra con il rischio di grave inquinamento.
Minaccia al momento sventata. Il tema sarà rinviato alla Commissione competente. E così ho potuto ritirare gli emendamenti.

 

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Alessandro Urzì
Consigliere regionale di Fratelli d’Italia