VIDEOINTERVISTA AL SEGRETARIO UIL FPL TRENTINO

MARCELLA TOMASI

Focus su: « Pat ed Enti Locali/ Covid / Contratti Collettivi / Scuola / Centrosinistra e Lega

L’Unione per il Trentino prende posizione per il NO al prossimo Referendum Costituzionale per la riduzione del numero dei Parlamentari. Lo ha fatto con un incontro stampa alla presenza del prof. Roberto Toniatti.

“Abbiamo voluto invitare un grande esperto di istituzioni e di Autonomia, apprezzato per la sua indipendenza di giudizio, proprio per sottolineare che il nostro NO non deriva da calcoli tattici, ma dalla forte preoccupazione degli effetti che questa micro riforma costituzionale potrebbe avere sul nostro sistema democratico” hanno detto i vertici del partito Alessio Rauzi e Walter Giacomazzi.

Avvertiamo la responsabilità di un partito che si colloca nel solco della tradizione degasperiana: sappiamo bene che l’onda della pubblica opinione oggi lascia pensare ad una prevalenza del SI. Troppa benzina si è buttata sul fuoco dell’anti politica e dell’anti parlamentarismo. E troppi errori hanno compiuto le classi dirigenti politiche dalla fine della Prima Repubblica in poi. Ma da questa deriva non si esce rincorrendo i populismi. La democrazia è un bene troppo prezioso. E questa pseudo riforma non affronta affatto i problemi del suo funzionamento ma si limita ad uno spot populista. Scarica sulle istituzioni le frustrazioni e le debolezze della politica.

Il professor Roberto Toniatti ha evidenziato le radici anti parlamentari di questa modifica costituzionale, che agisce sulla dimensione solo quantitativa delle Camere ma non incide sulla qualità della rappresentanza e del lavoro parlamentare, che anzi verrà peggiorato.

Ancor più grave è il fatto che nel contempo stanno venendo avanti proposte correlate di ulteriore modifica costituzionale tendenti a superare la “derivazione regionale” del Senato. Esattamente il contrario dell’obbiettivo fondamentale di un “Senato delle Regioni”. Stessa radice statalista e anti regionalista hanno le proposte tendenti a ridurre il numero dei delegati regionali chiamati a concorrere alla elezione del Presidente della Repubblica.

Tutto questo senza nessun tentativo di differenziare le funzioni delle due Camere e a fronte di risparmi finanziari assolutamente marginali.

Toniatti ha poi ricordato gli effetti della eventuale modifica costituzionale oggetto di Referendum sul nostro ordinamento autonomistico, per quanto riguarda la conseguente scomparsa della Regione nella formale rappresentanza dentro il Senato della Repubblica. In assenza di un qualsiasi disegno di revisione dello Statuto di Autonomia e di riprogettazione della nostra Autonomia, tutto questo non può che preoccupare.

Ha concluso l’incontro la vice presidente del partito, Chiara Maule, capolista di “Azione-Unione” per il Comune di Trento, che ha richiamato l’insegnamento degasperiano ad opporsi sempre e comunque alle pulsioni populiste. Servono serietà e rigore istituzionale, ha concluso Chiara Maule: l’opera di derisione e delegittimazione della democrazia rappresentativa non produce più diritti democratici ma più lontananza e separatezza tra popolo e politica. E questo spazio potrà essere colmato purtroppo solo da un ulteriore rigurgito di populismo e di verticalizzazione del potere.