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UNTERBERGER – CONZATTI – TESTOR – BOSCHI -GEBHARD – ROSSINI * MIGRAZIONI: « IL DIBATTITO SULLA SEA WATCH HA LIBERATO I PEGGIORI ISTINTI SESSISTI »

“Al di là di ogni giudizio di merito sulla vicenda della Sea Watch, c’è un dato che dovrebbe accomunare tutti quanti e cioè la più ferma condanna di ogni forma di violenza contro le donne.

Ne sono state vittima la comandante della nave Carola Rackete, che è stata letteralmente subissata di ingiurie di inusitata violenza sessista fino ad augurarle uno stupro di gruppo, la cantante Emma Marrone, la cui unica colpa è quella di aver espresso solidarietà nei confronti dei migranti, ma anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, per aver avuto una posizione di netta contrarietà rispetto al comportamento della Ong e Alessandra Vella, Gip di Agrigento, per aver disposto la scarcerazione della comandante della Sea Watch.

Tutte queste donne, al netto delle loro posizioni e delle loro idee, ma soprattutto quando sono nell’esercizio delle loro funzioni come nel caso della Gip di Agrigento, meritano la massima solidarietà perché in alcun modo lo scontro politico, anche quando è particolarmente aspro e divisivo, può degenerare in questo modo.

Il clima di misoginia e di violenza contro le donne che si nasconde e alimenta attraverso la Rete è un problema enorme, che avvelena e inquina il dibattito pubblico, provando a spingere le donne in un ruolo di marginalità rispetto alla vita pubblica.

È importante quindi, pur nella diversità delle idee, non far mai venire meno la solidarietà per le donne che sono oggetto di certi attacchi. Così come è necessario dotarsi di strumenti normativi che colpiscano in maniera dura chi sulla Rete si rende protagonista di tali comportamenti. Ci vuole tolleranza zero. I femminicidi e le violenze contro le donne hanno come radice culturale questo clima di violenza amplificato dalla Rete. Ciascuno deve essere responsabile delle proprie parole e deve pagarne fino in fondo le conseguenze davanti la Giustizia. È un fatto inaccettabile e bisogna intervenire con la massima decisione.”

Lo scrivono in una nota congiunta le deputate del Trentino-Alto Adige/Südtirol Julia Unterberger, Donatella Conzatti, Elena Testor, Maria Elena Boschi, Renate Gebhard ed Emanuela Rossini.

 

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GEWALT GEGEN FRAUEN: PARLAMENTARIERINNEN JULIA UNTERBERGER, DONATELLA CONZATTI, ELENA TESTOR, MARIA ELENA BOSCHI, RENATE GEBHARD UND EMANUELA ROSSINI: DISKUSSION UM DIE „SEA WATCH“ HAT SCHLIMMSTE SEXISTISCHE INSTINKTE FREIGESETZT
„Unabhängig von der Bewertung der Ereignisse rund um die ‚Sea Watch’ sollten wir uns zumindest in einem Punkt einig sein: Jede Form von Gewalt an Frauen ist auf das Schärfste zu verurteilen“, bekräftigen die Parlamentarierinnen der Region Trentino – Südtirol Julia Unterberger, Donatella Conzatti, Elena Testor, Maria Elena Boschi, Renate Gebhard und Emanuela Rossini in einer Aussendung.

„Opfer der jüngsten Angriffe war vor allem Carola Rackete, die Kapitänin des Rettungsschiffes. Sie ist mit sexistischen Beleidigungen, bis hin zur Aufforderung zur Gruppenvergewaltigung, regelrecht überschüttet worden”, sagen die Parlamentarierinnen. “Aber auch die Sängerin Emma Marrone, deren einziges Vergehen es ist ihre Solidarität gegenüber den Flüchtlingen ausgedrückt zu haben und Giorgia Meloni, Vorsitzende von ‚Fratelli d’Italia’, die eine Gegenposition zum Verhalten der Nichtregierungsorganisation eingenommen hat, sowie die Richterin Alessandra Vella, die die Festnahme nicht bestätigt hat, haben die gleiche Behandlung erfahren.“

„Es ist bedenklich, wenn Frauen, die in der Öffentlichkeit agieren als Huren und Freiwild für eine Vergewaltigung bezeichnet werden. Denn keine politische Auseinandersetzung darf auf diese Weise entarten – auch wenn sie noch so hart geführt wird, betonen die Parlamentarierinnen.“

„Frauenfeindlichkeit und Aufruf zu Gewalt gegenüber Frauen, die über die sozialen Netzwerke verbreitet werden, wird zu einem immer größeren Problem“, unterstreichen die Parlamentarierinnen. Die öffentliche Diskussion werde regelrecht vergiftet: „Es wird versucht Frauen einzuschüchtern und die Rolle, welche sie im öffentlichen Leben einnehmen zu diskreditieren.“

„Daher ist es – bei aller Vielfalt der Meinungen – wichtig, niemals die Solidaritätsbekundung gegenüber Frauen zu vergessen, die solchen Angriffen ausgesetzt sind. Ebenso braucht es aber auch eine gesetzliche Handhabe, um die Verantwortlichen ob ihrer Aktivitäten in den sozialen Netzwerken belangen zu können.“

Die Parlamentarierinnen fordern „null Toleranz“: „Frauenfeindlichkeit und Gewalt gegen Frauen in sozialen Netzwerken sind der kulturelle Nährboden für physische Gewalttätigkeiten und Frauenmorde.“ Jeder Mensch sei für seine Äußerungen verantwortlich und müsse für sein Verhalten die Konsequenzen tragen, auch vor Gericht. „Gewisse Aussagen sind einfach nicht tolerierbar; in diesen Fällen muss entschieden eingegriffen werden.“