PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Giornata dell'Autonomia (5/9/2019)

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Bilancio consuntivo: risorse per la crescita sostenibile dell’Ateneo. Approvato oggi dal Consiglio di amministrazione il Bilancio unico d’Ateneo 2018. Proventi e contributi per 185 milioni a fronte di costi operativi per 163,6 milioni. Principale voce di costo è sempre il personale con 92 milioni. Il Cda chiede al rettore di impiegare l’utile per sostenere la crescita sostenibile dell’Ateneo nei prossimi anni. Segnalato un incremento anomalo delle entrate da tasse universitarie legato al cambio del modello di calcolo della contribuzione. Prosegue l’impegno nello sviluppo edilizio: con l’acquisto del compendio “ex CTE” nuovi servizi per la comunità studentesca

Nella seduta di oggi in Rettorato il Consiglio di amministrazione dell’Università di Trento ha approvato all’unanimità il Bilancio unico d’Ateneo 2018. Il conto economico evidenzia proventi operativi per 185,5 milioni a fronte di costi operativi per 163,6 milioni. Un dato stabile e incoraggiante in linea con gli esercizi precedenti, che è stato messo in evidenza più volte durante la seduta. Le risorse ministeriali a sostegno dei Dipartimenti di eccellenza e i progetti di sviluppo previsti dall’Ateneo nel proprio Piano strategico stanno segnando in questi anni una fase di grande crescita per l’Università di Trento.

Uno sviluppo positivo che dovrà però essere sostenuto anche in futuro, nei prossimi decenni, con risorse adeguate. Per questo, il Consiglio di amministrazione ha chiesto al rettore di quantificare le risorse accantonabili e di valutarne l’impiego di una parte per la definizione di piani di finanziamento a lungo termine per dare continuità allo sviluppo dell’Ateneo. L’obiettivo è quello di far crescere nel tempo l’Università in modo sostenibile, sia nei numeri, sia nella qualità.

Le entrate – Sono composte principalmente da contributi dalla Provincia autonoma di Trento (126 milioni) e da altri enti, per un totale di 138,4 milioni, in diminuzione del 2,9% rispetto allo scorso anno. I contributi ricevuti dall’Unione europea ammontano invece a 12,5 milioni: di questi, 11,5 sono destinati al finanziamento di progetti di ricerca e 0,9 milioni alle borse di studio e altri progetti nell’ambito della mobilità internazionale. Questo è un dato che testimonia ancora una volta la capacità dell’ateneo trentino di attrarre finanziamenti consistenti anche a livello internazionale nonostante la crescente concorrenza. Per quanto riguarda i contributi ricevuti dallo Stato, con 6,7 milioni (+3%) si conferma il trend di aumento dello scorso anno. A questi si aggiungono infine i 661 mila euro da parte della Fondazione Caritro. In questo capitolo rientrano anche i proventi da attività di ricerca per 19,8 milioni (-5,3%) e le tasse studentesche, che ammontano a 22,7 milioni (+12,4%).

Tasse universitarie – A determinare un maggior gettito riguardo a questa voce è stato il passaggio del sistema di calcolo della contribuzione dall’ICEF all’ISEE nell’anno accademico 2017/18. Il 38,8% degli iscritti non ha presentato la dichiarazione ISEE e, di conseguenza, si è visto applicare l’importo massimo dei contributi previsti per il proprio corso di studio. «Il fatto che molti studenti e studentesse, per varie ragioni, non abbiano calcolato la condizione economica del proprio nucleo familiare ai fini della riduzione delle tasse universitarie non è una novità.

Con il sistema ICEF il dato si attestava già intorno al 35%» commenta Paolo Zanei, responsabile della Direzione didattica e servizi agli studenti. «Con il nuovo sistema, ancora più focalizzato sulla gradualità della tassazione, i contributi massimi per i più abbienti si sono inevitabilmente alzati. Il nuovo sistema, a parità di iscritti/e, mirava a mantenere invariato il gettito da contribuzione, ma l’effetto combinato dell’innalzamento della tassa massima e di una percentuale di quasi il 40% di studenti e studentesse che hanno versato quegli importi, perchè privi dell’ISEE, ci porta a dire che questo è un anno anomalo, senz’altro non l’inizio di un trend di crescita di questa tipologia di ricavi. Ci aspettiamo infatti che, una volta presa confidenza con l’ISEE il numero di studenti e studentesse che lo presenteranno aumenterà e di conseguenza i contributi dovuti diminuiranno. Le prime proiezioni dell’anno accademico in corso confermano questo andamento».

Le uscite – Il totale dei costi d’esercizio 2018 ammonta a 163,6 milioni di euro, con un leggero incremento, pari allo 0,3%, rispetto all’esercizio 2017. La voce più significativa è quella del costo del personale, strutturato e non strutturato: 91,7 milioni, in lieve aumento (1,2%) rispetto allo scorso esercizio.

Un’altra voce consistente è quella dei costi della gestione corrente che è pari a 53,6 milioni (+2,8% rispetto al 2017), di cui 24,8 specificatamente destinati alle attività di didattica e ricerca ed al sostegno agli studenti.
L’accantonamento per “rischi ed oneri” è costituito principalmente da risorse destinate al personale dipendente.

L’edilizia – L’attività edilizia nel 2018 si è concentrata su alcuni immobili.
Polo di collina. A Mesiano sono proseguiti i lavori di realizzazione della nuova biblioteca. Inoltre, nella sede di Povo zero che ospita i dipartimenti di Fisica e matematica, sono terminati i lavori di messa in sicurezza e parziale ristrutturazione di una parte dell’edificio colpito da un evento doloso nel 2017. Si è dato corso alla progettazione definitiva della ristrutturazione del Laboratorio Prodi e si è proceduto all’incarico della progettazione definitiva del nuovo sistema antincendio di tutto il compendio immobiliare.

Polo di Rovereto. Al compendio Manifattura è proseguito il programma di sviluppo edilizio dell’edificio 14 B. A maggio 2018 sono stati aggiudicati i lavori relativi agli impianti meccanici ed idrosanitari per 585mila euro e quelli relativi agli impianti elettrici per 368mila ed è stato avviato il cantiere. A settembre sono stati avviati i lavori per gli impianti meccanici ed elettrici, in aggiunta alle opere edili e alle opere da cartongessi.

Polo di città. Nell’ultimo decennio si sono registrati importanti investimenti a favore delle sedi umanistiche anche con l’aggiunta di uno spazio ulteriore su cui indirizzare i servizi rivolti all’intera comunità universitaria. A dicembre 2018 si è proceduto infatti all’acquisizione del compendio Immobiliare denominato “ex CTE”, per 11,3 milioni (più oneri). Questo acquisto consentirà all’Ateneo di realizzare nuovi servizi per la comunità studentesca, tra cui una nuova area di ristorazione al piano interrato con una mensa in grado di offrire circa 1.500 pasti a turno di ristorazione. Il progetto prevede anche il ridisegno dei parcheggi esterni. Tutto questo in attesa di capire dal Comune come evolverà la questione della ricollocazione degli spazi attualmente occupati da Trento Fiere.