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Intervista Procuratore regionale Corte Conti dottor Marcovalerio Pozzato

Al via la quarta edizione del Teatro della Meraviglia (TdM) che continua il suo percorso di studio, analisi e proposta legata al teatro che racconta la scienza. Con una nuova edizione, in scena dal 19 al 29 febbraio al Teatro Sanbàpolis, il Festival va oltre la fase sperimentale e si presenta più ricco e maturo con un cartellone adatto a vari tipi di pubblico. Oltre agli spettacoli in programma, l’edizione 2020 del TdM dedica molte energie alla ricerca che si svolge all’Università di Trento per creare una connessione ancora più forte con la cittadinanza e incoraggiare il supporto della società. Per farlo, si sforza di aprire canali nuovi per comunicare la scienza in modo spettacolare. Anche la nuova veste grafica, ispirata all’Uomo Vitruviano, sottolinea la volontà del Festival di raccontare il lato umano della scienza.

In cartellone quattro spettacoli, una serata dedicata alla narrazione scientifica e sei “augmented lecture”, lezioni-spettacolo nate dalla collaborazione fra il TdM, i ricercatori e le ricercatrici dell’Ateneo trentino e sei artisti professionisti attivi sul territorio. Novità di questa edizione l’allargamento delle discipline coinvolte per proporre la scienza come “esperienza del sapere”. Non solo fisica, quindi, ma in questa edizione 2020 si parlerà anche di letteratura antica, future studies, biosfera, economia circolare, informatica e chimica.
Dopo il lancio promozionale per l’acquisto dei biglietti “al buio” per Natale che ha riscosso molto successo, ora il momento di svelare il programma.

La quarta edizione della rassegna è stata presentata questa mattina dal direttore del Dipartimento di Fisica, Giulio Monaco, dal responsabile del Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche, Stefano Oss, insieme al direttore della Compagnia Arditodesìo/Teatro Portland, Andrea Brunello, e dalla presidentessa dell’Opera Universitaria, Maria Laura Frigotto. Nella conferenza stampa è stata ricordata la collaborazione avviata negli anni anche grazie all’istituzione del Jet Propulsion Theatre, un laboratorio permanente di creazione teatrale ispirata alla scienza a cui partecipano Università di Trento e Compagnia Arditodesìo/Teatro Portland.

Il Teatro della Meraviglia è un progetto congiunto della Compagnia Arditodesìo, Teatro Portland, Opera Universitaria e Università di Trento. La direzione artistica e scientifica è di Andrea Brunello e Stefano Oss, quella organizzativa è del Teatro Portland. Gli spazi sono forniti dall’Opera Universitaria, mentre l’Università di Trento offre un supporto economico e contribuisce alla diffusione dell’iniziativa. Il Festival gode anche del sostegno della Fondazione Cassa Risparmio di Trento e Rovereto, della Provincia Autonoma di Trento, di IPRASE, del Comune di Trento e della Regione Trentino Alto Adige. Crushsite.it e Cooperativa Mercurio sono media partner.

Il programma
Il Festival si aprirà proprio con una delle augmented lecture, “Meraviglia, Lucrezio e noi” di e con Zeno Gaburro (Dipartimento di Fisica) accompagnato dal musicista Enrico Merlin che si terrà mercoledì 19 febbraio alle 20.30. A seguire la stessa sera ci sarà Rocco Scolozzi (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale) con l’attore Giulio Federico Janni che proporranno “I futuri sono nostri e ce li coltiviamo noi!”.

Le lecture continuano venerdì 21 febbraio alle 20.30 con “La biosfera, la famiglia e l’economia circolare: storie del quotidiano, ma guardando più lontano” di e con Luca Fiori (Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e meccanica) e con l’attore Giacomo Anderle. A seguire, la stessa sera, “La bellezza computazionale della Natura”, una lezione aumentata di Alberto Montresor (Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’informazione) e il musicista Carlo La Manna.

Le lezioni continueranno anche la settimana successiva, giovedì 27 febbraio alle 20.30 con “Contronatura. Dalla cenere al fuoco” di e con Paolo Tosi (Dipartimento di Fisica) accompagnato dall’attore e comico Mario Cagol. La stessa sera, la lecture: “Lucienne, Perreca e le onde gravitazionali” con in scena il fisico Antonio Perreca insieme alla figlia, l’attrice Lucienne Perreca.

Non solo scienza, ma vita vissuta, sogni, motivazioni, fallimenti e successi. Per parlarne, il Festival si sposta, ma solo per una sera, al Teatro Portland di Trento venerdì 28 febbraio alle 20.30 per un evento dedicato ad altri ricercatori e ricercatrici dell’Ateneo trentino, raccontati da Progetto Apollo, un gruppo di universitari e universitarie che da alcuni anni si dedicano allo storytelling scientifico. Gli studenti e le studentesse racconteranno, in forma di narrazione, aneddoti personali e i dietro le quinte della ricerca in UniTrento.

In piena continuità con le edizioni passate, il Teatro della Meraviglia ospiterà anche quattro produzioni teatrali vere e proprie che aumentano la proposta del Festival rendendola ancora più ricca e spettacolare. Ogni spettacolo sarà preceduto da un “aprispettacolo” a cura di Progetto Apollo. Si comincia giovedì 20 febbraio alle 20.30 con “IncoScienza. Riflessioni scientifiche sull’Universo” di Carlo Costantino, messo in scena dal duo comico I Papu (Ramiro Besa e Andrea Appi) che invitano il pubblico ad avvicinarsi alla scienza con fiducia e con il sorriso spiazzandolo mentre toccano temi come il ruolo della Scienza, le leggi naturali, la relazione micro-macro e la meccanica quantistica.

Sabato 22 febbraio alle 20.30 l’attrice e autrice Giuliana Musso proporrà “Qualcosa d’Invisibile – Concerto per theremin, pianoforte e parole”, in scena con Leo Virgili (theremin) e Giovanna Pezzetta (pianoforte). Il theremin è stato il primo strumento musicale elettronico e rimane ancora oggi qualcosa di veramente meraviglioso: una musica che nasce dall’invisibile e che assomiglia alla voce umana. Due antenne, un campo elettromagnetico, due mani che muovono l’invisibile. Una mano muove le intonazioni, l’altra l’intensità. Solo mani sospese nel vuoto.

Nel Teatro della Meraviglia di questa edizione vi sarà spazio dedicato anche a Nikola Tesla, un personaggio assolutamente unico, un’icona della scienza moderna che quando era in vita veniva però considerato un pazzo da silenziare. “Il Funambolo della Luce” di e con Ciro Masella andrà in scena mercoledì 26 febbraio alle 20.30 per raccontare che uscire dagli schemi possa essere molto pericoloso.
Il quarto appuntamento spettacolare sarà con la compagnia trentina Arditodesìo che chiuderà il Festival sabato 29 febbraio alle 20.30 con la sua ultima produzione, “Fly Me to the Moon”. Lo spettacolo di Andrea Brunello, con Laura Anzani e Ettore Distasio, regia di Fabrizio Visconti, porta il pubblico nel fantastico mondo delle missioni Apollo e della corsa verso la Luna, ma lo fa senza celebrazioni gratuite. Lo spettacolo racconta di un uomo, di una donna, della Luna e di un’ossessione che non si può calmare.

 

La mostra
Un programmatore può essere anche un artista? A questa domanda cerca di rispondere la mostra “Estetica del Codice: Programmatori dell’Arte” che sarà allestita per tutta la durata del Festival nel foyer del Teatro Sanbàpolis con opere di Arte procedurale, curate dai programmatori-artisti dell’Istituto Tecnico “Guglielmo Marconi” di Verona. Dove lo strumento per creare arte non è il pennello ma il computer e la tela è il codice informatico, là si aprono nuove vie per esplorare l’unione tra arte e scienza.