PROVINCIA DI TRENTO

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Un generatore di numeri casuali, molto avanzato, piccolo e poco costoso, che garantisce la sicurezza delle comunicazioni. L’innovativo dispositivo è stato realizzato da ricercatori e ricercatrici di Q@TN, il laboratorio nato due anni fa dalla collaborazione tra Università di Trento, Fondazione Bruno Kessler e Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e della Fondazione Caritro.

Un esempio di applicazione della fisica quantistica e del principio di indeterminazione di Heisenberg all’Internet delle cose. Si potrà assistere a una dimostrazione del generatore nell’incontro promosso mercoledì 10 luglio alle 10 da Q@TN al Polo Ferrari 1 (Povo – Via Sommarive, 5), aula A207, per presentare al pubblico il programma transdisciplinare di dottorato in Scienze e Tecnologie quantistiche. Il dispositivo sarà illustrato proprio da un dottorando, Nicolò Leone. L’incontro, che si aprirà con gli interventi di Lorenzo Pavesi, Iacopo Carusotto, Gianluigi Casse e Francesco Pederiva (membri del board del Laboratorio Q@TN e del dottorato transdisciplinare), vedrà anche la partecipazione di Alexander Szameit (Institute of Physics, University of Rostock, Germany) che terrà una relazione sulla fotonica topologica.

Lorenzo Pavesi, professore dell’Università di Trento, spiega: «Il generatore si basa sui brevetti SiQURO ed è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra UniTrento e FBK e l’Università di Ginevra nell’ambito del progetto QRANGE finanziato dalla commissione europea. Il dispositivo è un generatore quantistico di numeri casuali che si auto-certifica in tempo reale. Il principio di funzionamento è direttamente conseguente dal principio di indeterminazione di Heisenberg, ovvero che non si possono conoscere contemporaneamente con assoluta precisione due proprietà caratteristiche di una singola particella (esempio velocità e posizione). Caratteristica importante del dispositivo è che si basa su un chip compatto e quindi è poco costoso e piccolo e perciò adatto a rendere quantisticamente sicure le comunicazioni all’interno dell’Internet of Things».

Iacopo Carusotto, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-INO) Centro BEC nonché presidente del Panel del programma transdisciplinare, ha ricordato: «Il programma transdisciplinare di dottorato in Quantum Sciences and Technologies coinvolge i dottorati in Physics, Mathematics, Materials, Mechatronics and Systems Engineering (MMSE), Information and Communication Technologies (ICT), Civil, Environmental and Mechanical Engineering. Il primo gruppo di 7 dottorandi/e ha appena finito di seguire i corsi iniziati lo scorso novembre e ora è pienamente attivo su progetti di ricerca con i primi risultati scientifici. Il prossimo novembre ci sarà l’avvio dei corsi per il secondo gruppo (con 10 borse)».

Al momento sono cinque i settori di impegno di Q@TN, in linea con quanto previsto dalla flagship europea che mette a disposizione complessivamente un miliardo di finanziamenti in dieci anni: lo sviluppo di nuova conoscenza attraverso l’approfondimento delle scienze quantistiche, l’uso del paradigma quantistico per abilitare nuovi protocolli sicuri di comunicazione, il superamento dei limiti attuali nel calcolo automatico attraverso l’uso di quibit al posto dei bit classici in nuove architetture di computer quantistici, la modellazione di fenomeni complessi attraverso simulatori quantistici che permettano di riprodurre in sistemi controllati la loro evoluzione e infine l’uso di singole particelle per sensori e misure ad altissima risoluzione e sensibilità.