QUALI SONO I VERI NUMERI DELLA PANDEMIA IN TRENTINO?

Diretta video a cura di "Trentino In Azione "

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VIDEOINTERVISTA AL SEGRETARIO UIL FPL TRENTINO

MARCELLA TOMASI

Focus su: « Pat ed Enti Locali/ Covid / Contratti Collettivi / Scuola / Centrosinistra e Lega

Da quasi trent’anni ogni 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, in ricordo del brutale assassinio delle tre sorelle Mirabal, attiviste politiche nella Repubblica Dominicana, avvenuto nel 1960. Una data simbolica che viene sottolineata da tante azioni di sensibilizzazione. Anche l’Università di Trento, attraverso il suo Ufficio Equità e Diversità, partecipa con due iniziative nei prossimi giorni: uno spettacolo teatrale e una tavola rotonda per contribuire alla prevenzione e al contrasto nei confronti della violenza di genere.

Lo spettacolo “Eppur m’uccise” dell’associazione “Giardino delle arti” promosso insieme da Opera Universitaria di Trento e Università con il Comitato Unico di Garanzia e l’Ufficio Equità e Diversità andrà in scena in una veste online, nel rispetto delle restrizioni dovute alla situazione sanitaria, mercoledì 25 novembre alle 20.30. Lo spettacolo sarà trasmesso sul canale Youtube della compagnia Giardino delle Arti, preceduto da un’introduzione della professoressa Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento.

Lo spettacolo, teatrale e musicale, nasce da un’idea di Rocco Sestito (che ha curato anche l’adattamento e la regia) e Maria Letizia Grosselli. Racconta il femminicidio attraverso due quadri, ciascuno dedicato a un grande melodramma di fine ‘800: il primo sulla Carmen di Bizet, il secondo l’Otello di Verdi. Lo spettacolo vedrà in scena due cantanti liriche che daranno voce ai personaggi così diversi di Carmen e Desdemona, e un attore che con la sola voce recitata interpreterà sia Don Josè che Otello.

È dedicata invece agli stereotipi di genere che riguardano gli uomini e alla retorica sui ruoli maschile e femminile la tavola rotonda “Se questo è un uomo. Identità maschili e violenza di genere”. Si terrà sempre online, venerdì 27 novembre alle 15 sulla piattaforma Zoom. Dopo il saluto introduttivo – anche da parte della presidente della Commissione provinciale pari opportunità tra donna e uomo Paola Maria Taufer – prenderà la parola la prorettrice Barbara Poggio per un’introduzione ai lavori, che saranno moderati insieme a Patrizia Tomio, responsabile dell’Ufficio Equità e Diversità dell’Università di Trento. Interverranno poi la prof.ssa Giuseppina Pacilli, docente all’Università degli Studi di Perugia e autrice del volume: “Uomini duri. Il lato oscuro della mascolinità (2020)” e il dott. Stefano Ciccone, fondatore dell’Associazione nazionale “Maschile Plurale”. L’iscrizione (obbligatoria) e le informazioni sull’evento sono disponibili all’indirizzo:. L’evento in diretta sarà poi riproposto sul canale Youtube dell’Università di Trento.

 

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Scheda dello spettacolo “Eppur m‘uccise”
Lo spettacolo racconta il fenomeno del femminicidio attraverso due grandi melodrammi di fine ‘800, Carmen di Bizet e Otello di Verdi. Con la Carmen nel 1875, per la prima volta nella storia, si metteva in scena senza veli e pudori l’omicidio di una donna da parte del suo amante. Carmen è non solo il dramma di una donna nata per essere libera – “Jamais Carmen ne cédera! Libre elle est née et libre elle mourra!” grida lei stessa a Don Josè poco prima di essere uccisa – ma anche il dramma di un uomo che, come oggi succede troppo spesso, confonde il suo desiderio di possesso con l’amore.

Otello invece è il dramma della gelosia, di un uomo di successo, un generale, un combattente osannato e amato da tutti ma che in realtà si dimostra un uomo estremamente debole che non è in grado di sopportare nemmeno il sospetto del tradimento.

Se Carmen combatte per la propria libertà andando incontro alla morte con risolutezza, Desdemona al contrario combatte fino alla fine per avere salva la vita “C’io viva questa notte… Un’ora… Un istante… Sol ch’io dica un’ave” urla Desdemona in faccia all’omicida che ha il volto della persona che ama. La sua è l’implorazione disperata di chi non ha colpe, è il grido lancinante di migliaia di donne che nulla possono dinanzi alla follia se non elemosinare ancora un istante, ancora un respiro di vita.

Il testo recitato scandaglia anche il punto di vista maschile per capire cosa succede nella mente di uomo nell’attimo in cui sta per mettere fine alla vita della sua amata e contemporaneamente di se stesso. La scelta inoltre di usare la voce cantata per le donne e quella recitata per i personaggi maschili sta proprio a significare la difficoltà di comunicazione tra i due sessi, una sorta di incomunicabilità assoluta presente nella nostra società ieri come oggi.
Testi di Wilde, Giraldi Cinzio, Mérimée, Shakespeare e musiche di Bizet e Verdi. Interpretazioni di Vito Catanzaro, Alessandra Andreetti (mezzosoprano), Maria Letizia Grosselli soprano) Francesca Vettori e Oksana Tverdokhlebova (pianoforte). Lo spettacolo è reso possibile grazie al contributo della Provincia autonoma di Trento e del CUG – Comitato Unico di garanzia dell’Università di Trento.

 

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Iniziative dalle associazioni studentesche
Previste per l’occasione anche due iniziative da parte dell’Associazione studentesca UNITiN. La prima sarà la conferenza via Zoom “Quanto ci costa?” mercoledì 2 dicembre alle 18. Economicamente il gender gap è un fenomeno ampiamente diffuso in ogni paese del mondo, ma la differenza di salario tra uomo e donna e la differenza di tasso di disoccupazione sono molto accentuate qui in Italia. Nell’incontro si vuole analizzare il fenomeno dal punto di vista economico e sociale capendo il perché della sua esistenza e cosa comporta. Interverranno Barbara Poggio, docente al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale e prorettrice alle politiche di equità e diversità e Paola Villa, docente al Dipartimento di Economia e Management di UniTrento.

I

lgiorno successivo, mercoledì 9 dicembre sempre alle 18, si parlerà invece di “Medicina e Genere” sempre sulla piattaforma Zoom. Uomini e donne dovrebbero essere uguali e avere gli stessi diritti. I corpi delle donne e degli uomini anatomicamente e biologicamente sono però differenti e meriterebbero cure e attenzioni diversificate. Ad oggi però la medicina prende principalmente in considerazione un essere umano standard, tendenzialmente di genere maschile e con un determinato peso e altezza. Questo determina lacune in termini di diagnosi e trattamento delle patologie che a volte va a discapito delle donne. Se ne parlerà con il dottor Maurizio del Greco, cardiologo e direttore del reparto di Cardiologia dell’Ospedale Santa Maria del Carmine e la dottoressa Elena Bravi, psicologa.