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UNIONE PER IL TRENTINO * CORONAVIRUS E CRISI ECONOMICA: « LA GIUNTA PAT DEVE AVERE IL CORAGGIO E LA CAPACITÀ PER PREVENIRE I CONTRACCOLPI ECONOMICI PERICOLOSI »

Coronavirus e crisi economica. E’ il momento del coraggio e della capacità. Stiamo attraversando un momento delicatissimo per il nostro Paese, non solo dal punto di vista sanitario ma anche economico e finanziario.

I provvedimenti adottati per arginare la diffusione del Coronavirus, com’era prevedibile stanno mettendo in ginocchio le economie delle tre regioni che, insieme, rappresentano la metà del Pil italiano: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto con conseguenze importanti per tutto il territorio nazionale.

Naturalmente non spetta a noi, ma agli esperti del nostro servizio sanitario nazionale, adottare tali provvedimenti, giudicandone preventivamente la bontà.
Ma come succede per certe terapie che hanno bisogno di essere compensate con farmaci che ne limitino i pesanti effetti collaterali, anche la cura messa in atto dal governo per affrontare l’epidemia ha bisogno di essere a sua volta neutralizzata con riguardo agli effetti collaterali che in campo economico potrebbero rivelarsi devastanti e, per quanto ne sappiamo, persino peggiori di quelli della grande crisi del 2008.

In queste ore apprendiamo dalle agenzie di stampa che il dibattito all’interno del governo e delle forze politiche si sta indirizzando verso l’adozione di provvedimenti di sostegno dell’economia sull’intero territorio nazionale.

Questo è un fatto positivo. Ciò che desta qualche perplessità è l’approccio debole e incerto a cominciare dalla discussione sugli “zerovirgola” di scostamento del rapporto deficit/pil per garantire sostenibilità ai provvedimenti. Si parla di circa 3,6 miliardi, per non impattare troppo sul debito pubblico, rinviando ad una una fase successiva (senza ulteriori specificazioni) l’adozione di ulteriori provvedimenti.

La gravità della situazione economica del Paese, dimostrata dalle prime previsioni negative, a cominciare da turismo e dall’export, vieppiù appesantita da previsioni ancor più allarmanti per il futuro prossimo in considerazione del semplice fatto che non sappiamo ancora quanto durerà questa emergenza, è tale da imporre subito interventi massicci per rilanciare l’economia: farsi prendere dalla sindrome del farmacista, corroborata da sterili discussioni intorno ai menzionati “zerovirgola” sarebbe la risposta sbagliata in quanto assolutamente insufficiente.

Il debito pubblico italiano è cresciuto di quasi 200 miliardi nel triennio 2016-2019 e nessuno si è agitato (purtroppo) più di tanto. Tuttavia, pensare adesso di costruire dei provvedimenti tampone ad effetti limitati sul debito pubblico lascerebbe spazio a danni di grave entità all’economia e allo stesso debito pubblico: il tessuto economico, se non viene adeguatamente sostenuto, riverbererà i suoi pesanti effetti sul pil e, di conseguenza, sul debito pubblico in misura di gran lunga superiore a quelli che si vorrebbero evitare ora; infatti, con un gettito fiscale inferiore a causa del fermo economico delle tre regioni trainanti con riflessi nel tessuto dell’intero Paese, il debito pubblico subirebbe un aggravio pesantissimo.

Il governo deve agire con capacità e coraggio facendo tesoro della lezione impartitaci dalla grande crisi del 2008 e prevenendo in modo intelligente i contraccolpi di una crisi economica da considerarsi alla stregua di danno collaterale alla crisi sanitaria.

Questo è il momento di prendere il classico toro per le corna: affrontare, con coraggio e determinazione, i problemi che attanagliano il Paese da tempo immemorabile e che ci relegano all’ultimo posto in Europa in termini di crescita, a cominciare dalla burocrazia che blocca lo sviluppo delle imprese, da una tassazione che costringe molti imprenditori a rinunciare ad ogni sorta di investimento, dall’assenza di pianificazione (e quindi di prospettiva) che costringe migliaia di giovani a fuggire all’estero depauperando il Paese di risorse preziose, fino alle questioni attinenti le infrastrutture, il clima e le crisi umanitarie.

La giunta provinciale trentina deve ragionare allo stesso modo: coraggio, capacità e determinazione per prevenire, accanto alla lotta emergenziale al virus, contraccolpi economici pericolosi, soprattutto in considerazione di un Pil territoriale debole e, perciò, esposto a notevoli rischi con conseguenze considerevoli per le casse provinciali.

 

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Valter Giacomazzi
Alessio Rauzi
Responsabili politici Unione per il Trentino