Il caso delle “palafitte” di S.Bartolomeo, il cui progetto ventennaLe verrà presentato alla cittadinanza lunedì prossimo,  è l’emblema del ritardo, dell’incompetenza e dello trascinamento fino all’inverosimile delle politiche abitative sociali pubbliche trentine, una vicenda che coinvolge Comune del Capoluogo, Itea e Provincia Autonoma.

Oggi il Comune ipotizza che: “se tutto andasse nella giusta direzione, partendo comunque nel 2021 il primo lotto del piano attuativo di via dei Tigli, gli alloggi potrebbero essere consegnati per il 2023”…!  Abbi fede quindi cittadino in graduatoria!!!

Si sono impiegati quasi 15 anni per abbattere le costruzioni fatiscenti disabitate di via dei Tigli, e si è passati dalla pianificazione iniziale di 105 alloggi a canone sociale (in 4/6 palazzine) a quella di 98 appartamenti, diventati a canone moderato, in 4 edifici, fino all’ultima proiezione di  28 alloggi, sempre a canone moderato, in un palazzo unico, che ospiterebbe – il condizionale a questo punto crediamo sia d’obbligo – anche la biblioteca ed alcuni negozi.

Certo se questi sono stati e tuttora rimangono  i tempi e la volontà di affrontare il problema casa, soprattutto nel comune a più alta densità abitativa della provincia, diventa difficile credere alle buone intenzioni della politica, tanto più in un’area (Casa Girelli), a Trento Sud, dove pare si è ventilato, nella discussione in corso sul PRG, di  raddoppiare pure lo “studentato”. Ciò con un  probabile aumento dei costi dell’affitto per le famiglie della zona che rischieranno vedersi  ridotta certamente l’offerta di alloggi e aumentare i canoni di locazione. Affitti che per l’usato “privato”, in zona,  si attestano tranquillamente attorno agli 11 euro al metro quadro, circa  € 750 al mese per un appartamento di 70/80 mq. Ora si aggiunge la Provincia che ipotizza un altro studentato per 100 persone sempre a S.Bartolomeo, a Sanbapolis, per le future esigenze della nascente facoltà di Medicina e per “restituire” all’Opera la ventina di posti letto dello Studentato di Cristo Re, assegnati alla Questura per gli agenti di polizia in arrivo, di rinforzo, a Trento.

Per la Uil la previsione di un impattante ulteriore ampiamento degli insediamenti studenteschi, concentrati tutti nell’area di Trento Sud (ricordiamo anche  l’ipotizzato studentato alla “Nave” in S.Pio), che in realtà avrebbe una destinazione prevalentemente “da produttiva a zona mista residenziale commerciale direzionale”, rimane assolutamente improponibile.

Anche perché sarebbe, oggettivamente, l’addio a Trento Sud di qualsiasi altra ipotesi di programmazione di alloggi di edilizia popolare o a canone moderato pubblici.   E sempre che vada in porto almeno la realizzazione del mitico progetto “palafitte”,  che tanti finanziamenti ha avuto, comunali, provinciali, Itea e finanche statali,  ma che ancora è lontano dal concretizzarsi, anche solo in minima parte.  Un pessimo esempio di programmazione urbanistica e gestione della cosa pubblica.

 

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Walter Alotti

Segretario Generale Uil del Trentino