QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

I dati di Banca d’italia confermano l’esigenza che Mediocredito resti un istituto di credito autonomo, territoriale, non a maggioranza CCB (Cassa Centrale Banca). Manzana e gli imprenditori trentini non chiedano sempre e solo l’intervento di “mamma” Provincia, ma si assumano la responsabilità di esser protagonisti della partita, investendo in un Mediocredito veramente trentino.

I dati dell’ultima semestrale di Banca Italia confermano la sofferenza del credito alle piccole medie imprese, in tutta la Regione, ma in particolare in Trentino.

Ma gli imprenditori trentini dove sono? Perché nessuno di loro o dei pochi soggetti finanziari locali rileva le quote PAT o almeno della Provincia di Bolzano? Oltre a chiedere sempre e solo l’intervento do “mamma” Provincia, come il presidente di Confindustria Manzana, si assumano la responsabilità di esser protagonisti della partita, investendo in un Mediocredito veramente trentino.

Certo magari sganciandosi dalle banche altoatesine a cui negli ultimi anni, magari anche solo per assenza di partner trentini, si sono affidati.

Mediocredito è l’ultima banca trentina per le imprese trentine.

Le altre banche nazionali in Trentino fanno sostanzialmente raccolta ma poi prestano fuori provincia a tassi più alti.

Per la Uil sarebbe in’ultima opportunita’ per le imprese trentine ed anche per i cittadini trentini, che potrebbero divenire piccoli azionisti di una public company, a difesa dei propri interessi e della nostra autonomia.

 

*

Walter Alotti
Segretario Generale
Uil del Trentino