Grande impegno della Giunta Fugatti nel revocare alloggi Itea agli assegnatari ed a irrigidire i requisiti per accedere all’edilizia pubblica. Nessun investimento invece nel documento di bilancio 2020  per il  rilancio di Itea e per  la realizzazione di nuove case. Diminuita l’assegnazione di quelle Itea  di “risulta”, nel 2018, del 22%.

Continuano, anche in sede di stesura della legge finanziaria, i provvedimenti già presi da Fugatti & c. a latere dell’assestamento di bilancio riguardo all’irrigidimento dei requisiti di accesso alle politiche abitative sociali e del regolamento cui devono attenersi anche gli attuali assegnatari. Dopo l’introduzione del requisito dei 10 anni di di cittadinanza e l’aumento degli anni di residenza necessari per presentare domanda di casa o di contributo all’affitto, “l’adozione della patente a punti” (a scalare per le infrazioni alle nuove regole,  fino alla revoca dell’assegnazione dell’alloggio), ora si propone la revoca della casa, non solo all’assegnatario condannato definitivamente per gravi reati, che ci può stare, ma anche ad altro componente del nucleo familiare, effettivo assegnatario.

La Uil la pensa come il Sindaco Inama di Denno, che solleva la questione dell’individualità della legge penale e dell’ingiustizia della revoca dell’alloggio che potrebbe colpire i genitori o il coniuge di familiari condannati, in caso di adozione della proposta di modifica della Legge Dalmaso, nella finanziaria appunto che andrà il mese prossimo in Consiglio Provinciale. Con la previsione, non subito, ma fra pochi mesi di una cascata di ricorsi in magistratura, sia rispetto alla costituzionalità di tanti provvedimenti sui diritti oggettivi delle persone, che riguardo alla legge 392/78 dell’equo canone, a cui anche Itea, in quanto società e comunque soggetto privato deve rispettare ed attenersi nei rapporti con i propri inquilini.

Tutta una politica volta a diminuire le richieste di accesso all’edilizia sociale ed a revocare le assegnazioni già in essere, per ridurre, sulla carta, la domanda di alloggi ed aumentarne, magari a spese di famiglie già in balia di drammatiche situazioni, l’offerta dei sempre meno alloggi pubblici a disposizione dei circa 2000 richiedenti in lista d’attesa.

Nessun investimento invece nel documento di bilancio per il rilancio dell’edilizia sociale o a canone moderato o per la realizzazione di nuove case, nemmeno un’idea o un modesto stanziamento, come quella messa in legge di bilancio a livello nazionale, con il Piano di rinascita urbana.

Solo una volgare campagna populista e propaganda demagogica per cui aumenteranno solo i conflitti e l’emergenza casa rischierà di surriscaldarsi ulteriormente, con conseguenti problemi di equilibrio del mercato dell’affitto e, ahinoi, di ordine pubblico.

 

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Walter Alotti

Segretario Generale Uil del Trentino