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UIL – TRENTINO * DOLOMITI ENERGIA: ALOTTI, « RISULTATI 2020 E DIVIDENDI IN LINEA CON GLI ANNI PRECEDENTI, MA QUALE STRATEGIA PER IL PRESENTE ED IL FUTURO? »

Gruppo Dolomiti Energia: risultati esercizio 2020 e dividendi in linea con gli anni precedenti, ma quale strategia per il presente e il futuro?

Ogni anno, in questo periodo di bilanci, leggiamo dei risultati di esercizio del Gruppo Dolomiti Energia. Il focus della stampa si concentra, come per altre società pubbliche, le cosiddette galline dalle uova d’oro, sui dividendi che queste distribuiscono ai loro soci pubblici.

Ma è proprio questo lo scopo delle società pubbliche? Molte di esse sono nate e operano per fornire servizi alla cittadinanza contenendo il prezzo di vendita ed evitando che, lo stesso servizio in mani private, sia venduto alla cittadinanza a prezzi più alti da altre società private. Per quanto riguarda il Gruppo Dolomiti Energia sembra valere la regola contraria: fare tanti utili e distribuire ai loro soci pubblici, e non solo, tanti dividendi, più ne danno e meglio è.

Cosi come il caso dell’autostrada A22. Ma con una differenza: per A22 la grandissima parte del fatturato e quindi dei dividendi provengono da clienti di passaggio non trentini, sfruttando così il corridoio del Brennero, mentre per il Gruppo Dolomiti Energia gli utili di conto economico provengono dai ricavi fatti sulla pelle delle imprese e delle famiglie trentine alle quali vengono venduti dei servizi (principalmente luce e gas) a dei prezzi molto maggiori dei costi di produzione degli stessi. Ne vale veramente la pena? E il tutto per dare molti dividendi ai soci pubblici, che ovviamente li reinvestiranno sul loro territorio in termini di maggiori investimenti e servizi alla cittadinanza (speriamo, ma questo collegamento finora non è mai stato sempre chiaro), ma non dobbiamo scordarci che gran parte della strategia dei grandi dividendi va anche molto a beneficio dei soci privati.

Ebbene si, pochi si ricordano come questi valorosi investitori siano entrati molti anni or sono in Dolomiti Energia e anche in A22 e Mediocredito, ma altrettanto sempre troppo poco viene considerato il loro ruolo nelle decisioni e nelle strategie di queste società pubbliche.

In A22 stanno tenendo in scacco la società e la politica regionale, non mollando l’osso (dorato e foriero di lauti dividendi), con il rischio di fargli perdere la preziosa concessione (disastro !), come altrettanto sta avvenendo ancora in Mediocredito, dove addirittura i soci pubblici li hanno delegato anche la stessa gestione, ed idem sta avvenendo anche in Dolomiti Energia dove, con la scusa di elargire, sembra come unico scopo gestionale, molti dividendi ai soci pubblici se ne distribuiscono di altrettanto corposi anche a sé stessi.

Rimaniamo su Dolomiti Energia e sottolineiamo che, il settore dei gestori energetici, vive anch’esso un problema di concessioni, sui quali la politica provinciale vive un certo imbarazzo, soprattutto vedendo il diverso orientamento ed i diversi risultati ottenuti dai cugini altoatesini che hanno messo al sicuro per sempre centrali e proventi, e che la politica dei lauti dividenti del settore energetico trentino causa un rallentamento degli investimenti e, soprattutto, una carenza di risorse finanziarie per effettuarli, costringendo il Gruppo Dolomiti Energia ad indebitarsi per decine di milioni di euro. E’ un po’ come se una persona con un alto stipendio, fa sempre dei bei regali alla moglie (ma anche all’amante privata) e quindi, per comprare casa, deve fare un mutuo. Forse sarebbe il caso di cambiare strategia e consolidare maggiormente il settore dell’energia trentina nelle mani pubbliche. Ben vanga quindi il diritto di prelazione nell’acquisto delle quote messe in vendita dai privati. A patto però che anche i soci pubblici la smettano di “mungere”, indirettamente, la clientela-cittadinanza per ottenere grandi dividendi che forse vanno a finanziare anche qualche inefficienza gestionale nella loro macchina burocratica.

Ultima cosa, una idea che forse potrebbe mettere in collegamento i due colossi dell’energia e del credito: …e se tra i soci che premono di entrare in Mediocredito bussasse alla porta anche il Gruppo Dolomiti Energia che, vista anche la timidezza degli imprenditori trentini, con qualche corposo investimento di denaro potrebbe portare quell’aumento di capitale e di patrimonio alla banca in grado così di mettere il turbo al sostegno alle imprese provinciali trentine ed evitando pericolosi ingressi di altre “banchette” fuori provincia?

 

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Walter Alotti
Segretario Generale
Uil del Trentino