Avanzo di amministrazione Comune di Trento: con parte di quei 15 milioni di euro si pensi al problema della casa, completamente sottovalutato da Fugatti e Segnana. La UIL chiede al Comune di Trento l’istituzione del “Fondo per la Morosità incolpevole” .

La Giunta Fugatti e l’Assessora Segnana non hanno proprio preso in considerazione alcun provvedimento per le famiglie del mercato privato dell’affitto, colpite dalle conseguenze della riduzione dei redditi e quindi dalle difficoltà, per molte di loro, di fare fronte al costo della pigione di casa, che per certi stipendi supera abbondantemente il 50% degli stessi.
La Uil del Trentino chiede quindi al Consiglio Comunale di Trento, che sta discutendo di come destinare i 15 milioni di euro dell’avanzo di amministrazione 2019, di inserire fra le misure che, sia maggioranza che minoranza, stanno proponendo per sostenere la ripartenza dal ciclone Covid_19, l’istituzione del “Fondo per la morosità incolpevole” .
Questo Fondo soccorre come dice il nome quei nuclei familiari che versano in una situazione di sopravvenuta difficoltà per perdita del lavoro, riduzione del salario, cassa integrazione, cessazione di attività autonome per forza maggiore, malattia o decesso o uscita dal gruppo familiare di un componente che contribuiva al reddito familiare e non riescono appunto a fare fronte all’affitto dell’abitazione principale.
Proprio la precisa situazione creatasi dalla pandemia Corona Virus.
La misura è nazionale, prevista dal D.L. 102 del 2013, finanziata dallo Stato a mezzo delle Regioni e delle Province Autonome (assegnate in aprile 2020 ben 46 mln di risorse dal Ministero delle Infrastrutture) ed in Trentino è stato attivato solo nel 2018 dalla Comunità di Valle della Vallagarina. Questo ci fa pensare che le risorse degli anni successivi provenienti da Roma sono state assorbite dalla Provincia e non destinate ai Comuni o alle Comunità di Valle, se queste non ne hanno fatto specifica richiesta.

La Giunta Fugatti ha pensato sì a provvedimenti di aiuto all’affitto, ma solo delle aziende e degli attori economici, senza pensare al problema delle famiglie ed ai provvedimenti in soccorso delle stesse, ancora al vaglio degli Assessorati alle Politiche sociali e di quello al Lavoro e Sviluppo Economico.
Se sul fronte dell’edilizia sociale Itea prevede già delle misure di accompagnamento degli assegnatari degli alloggi pubblici in difficoltà e riguardo a chi sta pagando mutui per l’acquisto della prima casa lo Stato ha imposto alle banche una moratoria temporanea dei versamenti, per l’affitto della casa nel libero mercato nessuno a livello provinciale ha previsto nulla.
L’Istituzione di questo Fondo, nel Comune a più alta densità abitativa, potrebbe essere un valido supporto alle famiglie, già fragili, colpite nel reddito ed a forte rischio povertà ed emarginazione, una volta che sarà tolto il blocco degli sfratti, anche per i morosi incolpevoli, a cessata emergenza.
E potrebbe essere anche un segnale politico ed amministrativo dal territorio che un’altra modalità di affrontare le crisi ed un’altra visione e concezione del Welfare, diversa da quella della maggioranza in Provincia, è ancora possibile.

 

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Walter Alotti
Segretario Generale UIL del Trentino

 

Foto: archivio Opinione