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UIL TRENTINO * A22 – AUTOSTRADA DEL BRENNERO SPA: PETROLLI, « DEGLI UTILI RECORD BENEFICIANO I SOCI PUBBLICI E PRIVATI, PER I DIPENDENTI INVECE CASSA INTEGRAZIONE  E SUPERLAVORO »

Situazione strana in A22, in questo primo semestre 2020, caratterizzato dal periodo di piena pandemia e di lockdown, in cui i sindacati hanno condiviso ed accettato le 9 settimane di CIGO concesse dal Governo. Questo  a fronte di un esigenza sanitaria di distanziamento sociale ed un effettivo brusco e forte calo dei transiti in autostrada.

Ora però, con la fase 2 dell’emergenza, in cui si sono riaperti i confini regionali e nazionali, il traffico in autostrada sta  tornando ai livelli pre Covid.

Per questo risulta oggi inaccettabile che A22  abbia chiesto ulteriori 5 settimane di CIGO. Non è giustificabile né per il traffico in aumento, né per il discorso sanitario, riguardo al quale A22 ha avuto due mesi di tempo per mettere in atto tutte le misure previste per attuare quanto previsto circa la sicurezza dei propri dipendenti. Misure condivise e anche proposte dai sindacati, per la cui attuazione si registrano comunque forti ritardi. .

La Uiltrasporti denuncia il fatto inoltre che anche rispetto alle ulteriori 5 settimane di CIGO, l’azienda ha negato il confronto con le organizzazioni sindacali, coinvolgendole solo a decisione avvenuta e  già convalidata da parte del CDA.

Quello stesso CDA che ha licenziato il bilancio 2019 con un utile record di 87 milioni di euro, destinati ai Soci pubblici del territorio, ma anche a quelli privati, che continuano indisturbati a godere di una comoda e tranquilla rendita. E’ preoccupante inoltre la decisione di proseguire con l’ulteriore cassa integrazione, per un mero risparmio economico, che comunque si traduce in  un attacco all’occupazione ed al reddito delle lavoratrici e dei lavoratori.

Alla luce quindi di queste unilaterali deliberazioni di  A22 e per il venir meno delle normali Relazioni Industriali, le organizzazioni sindacali di categoria in data 1 giugno hanno dichiarato lo STATO DI AGITAZIONE.

Oltre alla cassa integrazione, A22 ha imposto infatti un cambio orario di lavoro a diversi dipendenti di diversi settori, cambio che peggiora le condizioni di lavoro e che poco si concilia con i diversi problemi familiari di lavoratrici e lavoratori.

Ci si augura che queste modifiche all’organizzazione del lavoro ed alla turnistica riguardino  solo  il periodo di CIGO e non siano  un preludio ad un cambio definitivo. Cambio di orario che non può essere imposto ai lavoratori, ma deve essere concordato ed accettato dai lavoratori e dai loro rappresentanti sindacali. Altro motivo di rammarico, relativamente all’organizzazione del lavoro, il fatto che in un’azienda pubblica all’ 85%, il ricorso allo smart working è stato molto modesto e l’azienda non ha espresso volontà od intenzione di incrementarne ulteriormente la mìsura, né in tempo di Covid, né a fine emergenza.

Le vicende più critiche le riscontriamo nel settore esazione, dove  si è creata poi una situazione paradossale in cui l’Azienda vuole mantenere in quasi tutte le Stazioni un solo operatore a presidio delle stesse, a fronte di un ritorno al traffico consueto, quando in periodo pre Covid gli operatori applicati erano molteplici.

Mantenere uno scarno e solitario  presidio risulta assolutamente insufficiente e porta ad un inevitabile DISSERVIZIO  nei confronti dell’utenza, che si vedrà costretta a code e lunghe attese. Tanto più inadeguato visto che AutoBrennero, a livello tecnico ed organizzativo, non è ancora pronta ad una spinta automazione come quella di altre autostrade, sulle quali già da tempo sono arrivati al solo presidio automatico  delle Stazioni.

L’operatore di Stazione trovandosi solo a fronteggiare aumenti di traffico, incidenti, imprevisti, guasti e anomalie, inevitabilmente si viene a trovare in una situazione di disagio, senza poter avere nessun  aiuto e senza poter mai abbandonare il posto di controllo, nemmeno per  soddisfare  ai propri bisogni fisiologici,  e  con l’onere, sempre in solitaria, di  risolvere i problemi degli utenti,  uno alla volta, dovendoli pure  mettere in coda quando questi si presentano contemporaneamente.

Stesso discorso vale per tecnici ed ausiliari, che in questo momento vengono lasciati ancora in numero assolutamente esiguo, creando così grossi problemi sulle Stazioni e sulla rete autostradale. Ed i tempi di intervento risultano inevitabilmente lunghi.

Un ulteriore situazione  critica si presenta anche nei Centri Servizi,  nei quali l’azienda persiste nel lasciare un solo operatore in front-office con l’onere aggiuntivo di dover far rispettare all’utenza le norme igienico sanitarie previste dal protocollo Covid 19,  creando anche qua,  lunghe code di utenti in fila, con conseguenti malumori e intemperanze che stanno  diventando ingestibili  per una persona sola, sia dal punto di vista  della mole,  che di quello della qualità del lavoro.

Per far fronte quindi a tutte  queste esigenze, piuttosto di prorogare la cassa integrazione, ci sarebbe l’esigenza di ricorrere all’assunzione dei consueti stagionali, per sopperire sia all’aumento del traffico che  alle ferie del personale fisso, ormai in alcuni settori ridotto all’osso.

Molti degli stagionali “storici”, preparati e formati già da diversi anni, in difficoltà occupazionale, sono a casa in trepidante attesa di una chiamata da A22, almeno per la stagione estiva, dato che l’assunzione a tempo determinato invernale non gli è più concessa per le variate norme dei contratti a tempo determinato.

Uiltrasporti auspica perciò che il management della società riprenda normali relazioni industriali con le organizzazioni sindacali ed affronti tutte queste problematiche, levando il dubbio che persegua solo il mero profitto, obiettivo che per una Azienda quasi interamente pubblica, come A22, deve essere secondario rispetto alla efficacia del servizio alla comunità, ovviamente nel rispetto delle condizioni e della qualità del lavoro.

 

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Petrolli Nicola

Segretario Generale Uiltrasporti del Trentino