VIDEONEWS & sponsored

(in )

UIL TEC – TRENTO * DOLOMITI AMBIENTE / COVID-19: « MANCANO LE MASCHERINE, È STATO DI AGITAZIONE PER IL TRASPORTO DI RIFIUTI PERICOLOSI A CAUSA DEL CONTAGIO CORONAVIRUS »

Il Settore dell’igiene ambientale è uno dei settori più a rischio tra le categorie di servizi pubblici essenziali.

Evidentemente trasportando rifiuti pericolosi (rifiuti contaminati da Covid 19) riteniamo inaccettabili le mancanze sulla sicurezza e salute dei lavoratori.

I lavoratori di Dolomiti Ambiente stanno lavorando stoicamente e coraggiosamente senza far nulla mancare al servizio nonostante il virus ormai da tempo diffuso ovunque.

La preoccupazione dei lavoratori però è elevatissima in quanto non si sentono tutelati da un’azienda, che ha deciso come impostazione di adottare solo ed esclusivamente quanto previsto dai decreti senza ascoltare i lavoratori e i loro rappresentanti di ogni livello su quanto sia indispensabile e prioritario operare correttamente al fine di lavorare senza il terrore di contrarre il virus.

Nel Gruppo Dolomiti la prima volta in cui si è parlato di mascherine è stato il 4/02/2020 in merito alla richiesta di alcuni lavoratori di poterle portare in quanto a contatto con il pubblico. L’azienda non ha concesso la possibilità di portarle, non ha voluto fornire disinfettante e ha informato di possibile provvedimento disciplinare a chi le avrebbe portate. Il 24/02/2020 durante un incontro per la sicurezza, l’azienda ha continuato a dare dell’esagerato a chi chiedeva più sicurezza e nuovamente avevano un atteggiamento molto superficiale dicendo che le mascherine servissero a poco.

Tutto ciò aiuta a capire l’approccio del Gruppo al problema virus. Nell’incontro specifico per Dolomiti Ambiente dell’11/03/2020 è stato richiesto dalla Uiltec a gran forza di avere delle mascherine, di essere tutelati dai rifiuti i quali potevano essere dei vettori di contagio verso i lavoratori e addirittura verso la comunità intera.

È stato risposto che i rifiuti non avevano nessuna contagiosità e che addirittura i rifiuti dei quarantenati/contagiati dovevano essere trattati come rifiuti qualsiasi. Ci sembrava logica la connessione tra la pericolosità degli oggetti inanimati e i rifiuti, ma abbiamo dovuto aspettare il rapporto dell’istituto superiore della sanità che il 14/03/2020 ha stabilito le misure minime di sicurezza, tra le quali la contagiosità dei rifiuti. Solo allora abbiamo avuto un cambio delle misure della Dolomiti che si è solo adeguata al nuovo standard minimo.

Abbiamo assistito ad una continua rincorsa da parte di questa azienda ai nuovi standard di sicurezza, senza mai agire di prevenzione. Come Uiltec abbiamo ribadito in tutti gli incontri successivi che i lavoratori dei servizi ambientali hanno bisogno di essere protetti da mascherine almeno ffp2 che consentano di poter alzarsi la mattina e tornare dal lavoro un po’ più sereni, nonostante le paure di contagio provenienti dai rifiuti e dai lavoratori stessi che in 240 circa, vengono a contatto tra loro.

Qualora si diffondesse un contagio in un servizio del genere lasciamo solo all’immaginazione cosa potrebbe accadere, con rifiuti contagiati nelle città di Trento e Rovereto. Abbiamo dunque dovuto aprire lo stato di agitazione, inascoltati e preoccupati per il futuro. Se l’azienda continuerà a non ascoltarci, proseguiremo sino allo sciopero con le conseguenti astensioni dal servizio di raccolta.

 

 

 

[pdf-embedder url=”https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/wp-content/uploads/2020/04/Comunicato-Da-21042020.pdf” title=”Comunicato Da 21042020″]