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UIL – TEC / TRENTINO * DOLOMITI ENERGIA: DI CHIARA, « STATO DI AGITAZIONE, MADRI OBBLIGATE A RIENTRARE DALLO SMARTWORKING MENTRE I CONTAGI AUMENTANO »

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14.10 - martedì 13 ottobre 2020

Mentre i contagi aumentano, le classi scolastiche vengono messe in quarantena e ripartono ove possibile gli smart working, l’azienda Dolomiti Energia fa pericolosamente rientrare madri e padri in sede.

Un grave problema dato da questa pandemia ai lavoratori, è sicuramente la conciliazione con l’attività lavorativa. Mentre sino ad adesso le lavoratrici di Dolomiti Energia durante lo smartworking erano riuscite ad organizzarsi in maniera tale da conciliare la loro prestazione lavorativa (con aumenti registrati di produttività) e la gestione dei propri figli, dal 12/10/2020 la società ha deciso di far partire delle turnazioni con rientro in sede per intere settimane per le mamme. Vogliamo sottolineare che Dolomiti Energia ha oltre il 70% di lavoratrici donne e che tantissime di esse sono mamme e con più figli e con la pandemia globale in atto, le quarantene imposte nelle classi, la mancanza di possibilità di poter mandare i figli a scuola con sintomi anche solo vagamente influenzali, esigono una flessibilità da un’azienda che fa parte di un settore dove sono stati fatti accordi a livello nazionale che hanno riconosciuto molti diritti. Dolomiti Energia non solo non ha creato strumenti per venire incontro ai problemi di madri e padri di questa pandemia ma gli comunica di rientrare.

Ci sono poi i rischi dovuti ad un sovraffollamento inutile di lavoratori nelle sedi che ricordiamo essere di una capienza di centinaia di unità sia a Trento che a Rovereto. Sappiamo purtroppo ormai troppo bene cosa voglia dire il contagio in sede aziendale come abbiamo visto in molte realtà, alcune anche sul nostro territorio provinciale. Dato che nel 2020 per fortuna esistono i mezzi per poter svolgere un lavoro puramente amministrativo come quello svolto in Dolomiti Energia, ci aspettiamo che la obiettivo, durante la pandemia, sia quella di fare lavorare più lavoratrici/lavoratori possibili da casa. I dati dei contagi di Settembre più alti di quasi il 30% rispetto a Maggio, quando ancora molte fabbriche erano chiuse e vigevano moltissime restrizioni. I dati di Ottobre poi, sono ancora più alti di settembre. Siamo sbalorditi come sia possibile che invece la direzione di Dolomiti Energia non si interessi.

Come organizzazione sindacale avevamo già dissentito dal rientro effettuato in Agosto (alcune lavoratrici addirittura in Giugno) di buona parte delle lavoratrici/lavoratori. Abbiamo ribadito che dal punto di vista operativo nessun lavoro subiva dei rallentamenti o modifiche.

In Ottobre i lavoratori ci avvisano di essere stati contattati dai responsabili per comunicare il rientro, senza dare comunicazione alle organizzazioni sindacali. Riteniamo inaccettabile che possa esserci ancora una volta un’assenza di comunicazione e a questo punto, di riconoscimento delle organizzazioni sindacali.

Riteniamo inaccettabile che con una nostra lettera inviata in data 06/10/2020 nella quale si chiede, per le ragioni mostrate in questo comunicato, di bloccare le turnazioni in sede con partenza 12/10/2020, l’azienda non abbia provveduto a bloccarle quantomeno in attesa di chiarimento. Vogliamo sottolineare che abbiamo scritto in qualità di organizzazione sindacale regionale peraltro maggiormente rappresentativo in Dolomiti Energia.

Riteniamo un rischio inutile per tutti i lavoratori, oltre che una penalizzazione per la conciliazione con la famiglia, far rientrare i lavoratori in un momento come questo. Inascoltati, abbiamo quindi deciso di aprire lo stato di agitazione, che se verrà ignorato, ci porterà al Commissariato del Governo con la possibilità di andare successivamente a sciopero.

 

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Giuseppe Di Chiara

Segretario Settore Elettrico Gas-Acqua ed Ambiente Trentino Alto Adige Südtirol U.I.L.T.E.C. – UIL

 

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