INTERVISTA AL SEGRETARIO UIL DEL TRENTINO, WALTER ALOTTI

Focus su: Bilancio Pat - Partecipate Pat - Concertazione Sindacati

L’arroccamento sul “Grande Fratello” affossa l’accordo sulla DDI. Fumata nera dall’incontro di oggi. Da una parte un Dipartimento Istruzione e Cultura che vuole replicare a scuola il reality del Grande Fratello, dall’altra il mondo sindacale che difende la professionalità dei docenti, il Diritto (con la D maiuscola) allo studio e la riservatezza di tutti, in primis degli studenti.

Oggi si è svolto l’ennesimo incontro per definire e inquadrare anche contrattualmente, ma non solo, la Didattica Digitale a Distanza. Da parte sindacale la definizione di una proposta che ha tenuto conto delle richieste pervenute dai vari istituti perché si normi con linee comuni e chiare l’attività di Didattica Digitale Integrata, stabilendo quando e come. I docenti vogliono avvalorare il diritto allo studio di bambini e ragazzi proponendo una didattica a distanza che sia effettivamente efficace e non si riduca ad essere una brutta copia della lezione in presenza, questo peraltro è anche il pensiero espresso dalla delibera di Giunta in cui si legge: “È ormai chiaro a tutti che non è possibile replicare, seppur con strumenti diversi, la didattica in presenza nella modalità a distanza”.

Riprendiamo e sottoscriviamo quanto dichiarava nei giorni scorsi Giovanna Terragnolo: “chi crede che una lezione preparata per essere vissuta in presenza sia efficace anche a distanza non ha la minima competenza di quali siano le strategie che sottendono al processo di insegnamento/apprendimento”, né delle dinamiche che fanno interagire il gruppo classe e promuovono il processo di crescita.

La proposta delle Organizzazioni Sindacali prevedeva una definizione chiara di quando va attivata la didattica sincrona e quella asincrona; inquadrava la questione dell’orario; definiva criteri di sicurezza e privacy; rimetteva al centro il ruolo del Collegio Docenti e, soprattutto, del Consiglio di Classe. Il Consiglio di Classe rimaneva, infatti, il perno per rimodulare le progettazioni didattiche, rispondendo così alla specifica esigenza di ciascun gruppo classe.

Il Dipartimento, invece, si è arroccato a difesa di una richiesta del tutto irragionevole: gruppi classe in attività didattica, ripresi da telecamera affinché un malcapitato alunno assente possa cercare di comprendere qualcosa.

A trattativa sospesa, le Organizzazioni Sindacali hanno inviato al Presidente Fugatti ed all’Assessore Bisesti una richiesta urgente di incontro

UIL Scuola: “Essere a Scuola o seguire a distanza, non sono la stessa cosa. Sulla Didattica digitale proposte non coerenti con le Linee Guida Provinciali. Chiediamo un intervento del decisore politico”.

 

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Pietro Di Fiore
UIL Trento