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UIL SCUOLA – TRENTINO: MOBILITÀ DIRIGENTI: FIORE, « DOPO ANNI DI DECISIONI UNILATERALI DI PIAZZA DANTE E DI VIA GILLI LA DELIBERA DI GIOVEDÌ È STATA CONCERTATA AL TAVOLO DELLA NEGOZIAZIONE »

Attendevamo con una certa malcelata ansia, la delibera che è stata licenziata giovedì sera e che ha avuto ampio risalto sugli organi di stampa: l’atto giuntale che fissa la predisposizione agli incarichi dei Dirigenti Scolastici. La mobilità dei nostri Dirigenti di Scuola.

Con soddisfazione possiamo dire che, dopo anni di decisioni prese unilateralmente nel segreto dei palazzi provinciali di piazza Dante e di via Gilli, la delibera di givoedì scorso parte e viene costruita sulla base di criteri che abbiamo concertato sul tavolo della negoziazione: una sicura vittoria per la UIL Scuola. Tutto il personale sa quanto abbiamo combattuto affinché anche la mobilità dei Dirigenti possa avvenire in modo trasparente, utilizzando criteri negoziati. Eventuali deroghe, tanto straordinarie quanto eccezionali, dovevano essere comunicate agli interessati.

Quello di oggi, quindi, è un cambio di rotta: in generale siamo passati dalla completa discrezionalità, come non ricordare il tempo di movimenti e rotazioni ampiamente annunciati prima delle deliberazioni, all’esercizio di una competenza attribuita da norme di legge e contrattuali. Il tutto verificabile: la concertazione, infatti, aumenta la esigibilità dei diritti.

Non tutto però è andato a buon fine. Resta il rammarico di non essere riusciti a far passare, anche perché lasciati soli in primis dalla potente ANP, la nostra conseguente richiesta a che questo potesse essere “l’anno zero” della mobilità per tutti i Dirigenti scolastici. Se i movimenti sino allo scorso anno sono stati dettati dalla discrezionalità, il nuovo cambio di regole doveva permettere – dare la possibilità a tutti i Dirigenti scolastici di muoversi. Così non è stato. L’Amministrazione, forse, si è spaventata da un eccessivo giro di valzer; qualcun altro, invece, della possibile – quasi certa perdita di una posizione di privilegio.

Ed in effetti questo si è verificato, almeno in parte.  Chi in passato ha avuto la buona sorte di incanalarsi attraverso vie preferenziali oggi, proprio in virtù della corretta e trasparente applicazione dei criteri, ha visto cristallizzare il proprio incarico … privilegiato.

Lascia, infine, l’amaro in bocca dover vedere che alcune, per fortuna pochissime, evidenti situazioni di disagio – di difficoltà vissute all’interno delle Scuole e più volte segnalate, non siano state prese nella dovuta considerazione: si è deciso anzi di riconfermare o addirittura premiare qualche Dirigente che meritava probabilmente un percorso diverso. Individualizzato, si direbbe a scuola. Ma tutti sono a conoscenza di una vecchia prassi latina molto ben conservata sull’italico Suolo: promoveatur ut amoveatur. Spesso tocca promuovere solo al fine di poter rimuovere.

Malgrado qualche disfunzione, qualche decisione a nostro giudizio errata e che dovrà essere corretta, ribadiamo che la delibera di quest’anno, figlia della concertazione sindacale, è un buon primo passo di trasparenza.

Di Fiore: “Ora ci attende un lavoro continuo affinché le future decisioni possano portare a che si perda traccia di ogni posizione di privilegio. E che questo valga per tutti. Il privilegio non dovrebbe essere, non dovrebbe risiedere nella casa della pubblica amministrazione: azzerare i privilegi è operazione di vera autentica valorizzazione del merito. Confidiamo, lavoriamo affinché a questo primo importante passo ne seguano di successivi”.

 

 

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Pietro Di Fiore

Segretario generale regionale Uil Scuola – Trento