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UIL SCUOLA TRENTINO * FORMAZIONE PROFESSIONALE: DI FIORE, « NON SI CAPISCE PERCHÉ LA PAT DEBBA APPLICARE CONTRATTI, DIRITTI E CARICHI ORARI DIVERSI »

Il report sull’incontro avuto ieri con l’Assessore, dottor Bisesti, e il Dirigente Generale del Dipartimento Istruzione, dottor Ceccato.

All’ordine del giorno le diverse problematiche della Formazione Professionale, problematiche che debbono trovare soluzione.
Tra tutte … il nodo contrattuale, in considerazione degli impegni presi (in Consiglio Provinciale) sull’armonizzazione tra il contratto di lavoro dei docente della FP e quelli della scuola provinciale a carattere statale.

Un impegno che va incontro ad una richiesta storica della UIL Scuola. Non si capisce, infatti, perché la Provincia Autonoma di Trento, datore di lavoro di tutti i docenti della scuola provinciale (sia a carattere statale sia della FP), debba applicare contratti diversi, diritti, diversi, articolazioni e carichi orari diversi.

 

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Pietro Di Fiore

 

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Aperto oggi, su richiesta sindacale, il tavolo di confronto legato al personale della F.P.; partendo dagli impegni che la Giunta Provinciale ha preso davanti all’intero Consiglio provinciale: “avviare il percorso per uniformare le condizioni contrattuali del personale docente della Formazione professionale provinciale a quelle del personale docente della Scuola provinciale a carattere statale”. Per la UIL Scuola erano presenti la Delegata provinciale – Daniela Baraldi ed il Segretario generale – Pietro Di Fiore.

Il confronto ha visto l’avvio con l’introduzione dell’Assessore provinciale e l’esposizione del Dirigente Generale. Fin da subito, affrontando il tema dell’armonizzazione contrattuale, si è potuto osservare come alla sicura apertura dell’Assessore Bisesti, rispetto agli impegni presi e quindi alla volontà di partire con il confronto tecnico sindacale, si è opposta la cautela (per usare un eufemismo) del Dirigente Generale. Invocando ristrettezze economiche e difficoltà nel reperimento delle risorse, il capo del Dipartimento Istruzione ha voluto fin da subito mettere le mani avanti, cercando di dilazionare, di allungare i tempi del confronto.

UIL Scuola ha sottolineato la distanza di posizioni tra il decisore politico ed il responsabile tecnico, ricordando come non tutte le modifiche contrattuali volte a rendere uniformi i CCPL dei docenti necessitino l’accantonamento di risorse economiche.

La rivisitazione degli articoli che riguardano la programmazione e l’organizzazione dell’offerta formativa, così come l’articolazione dell’orario di lavoro orario, non implicano costi aggiuntivi.

Si inizi da subito a discutere e ad analizzare tutte le misure necessarie volte alla completa armonizzazione contrattuale, a seguire la Giunta provinciale troverà modo di accantonare i fondi necessari attraverso le future manovre finanziarie.
Nei prossimi mesi, potremmo attivare tutti gli istituti contrattuali che necessitano della sola volontà politica di farlo. Assestamento di bilancio e legge di stabilità per il 2022 faranno la loro parte, a che il percorso di riavvicinamento contrattuale, per tutti i docenti della scuola provinciale, vada a compimento. A cominciare dalla introduzione degli scatti di anzianità.

Al proposito UIL Scuola ha chiesto, pena l’avvio di una dovuta azione legale, vengano immediatamente riconosciute le progressioni orizzontali ai colleghi che, per diverso motivo, non hanno visto alcun riconoscimento dal 2017 sino ad oggi: nessuna ulteriore posizione stipendiale. L’attribuzione delle dovute progressioni maturate è un atto non solo di buona volontà, ma anche di rispetto della dignità professionale di tutti i docenti.
Anche su questa nostra ulteriore istanza, l’Assessore sembra aver dimostrato un’apertura al doveroso riconoscimento richiesto.
Ancora due questioni, prima di chiudere l’intervento di UIL Scuola.

Particolare impegno si ponga alla completa definizione delle classi di concorso e dei titoli di accesso. Il percorso di armonizzazione tra la norma provinciale e la Decretazione Nazionale non può dimenticare la titolazione previgente: chi ha potuto insegnare grazie alle norme in vigore dal 1998 sino al 2016, deve poter continuare a farlo. Non possiamo mandare a casa docenti che hanno contribuito, attraverso anni di precariato, a tenere aperta la nostra Formazione Professionale. Una Formazione di qualità.

Il lavoro sulle classi di concorso deve essere accompagnato a nuove misure per il superamento del precariato “storico”.
Mentre all’interno delle diverse graduatorie d’istituto, di prossima apertura, il servizio svolto in tutta la Scuola provinciale deve essere egualmente spendibile, UIL Scuola ha chiesto che le stabilizzazioni avvengano, invece, premiando chi ha investito professionalmente nella Formazione professionale provinciale.

Ma non basta lavorare sugli inquadramenti delle classi di concorso e sul reclutamento, occorre rivedere l’intera offerta formativa. È necessario operare, ed operare in fretta, in primis rafforzando le competenze di base, la cosiddetta “area culturale” dell’obbligo formativo. Un buon livello di competenze iniziali permette ad ogni studente, in concreto, di usufruire delle passarelle formative optando per il passaggio ad altro istituto (tecnico?), così come di conseguire il diploma di maturità, magari al fine di puntare alla frequenza dei corsi dell’Alta Formazione o dell’Università.
In questo quadro, UIL Scuola ha chiesto un maggior investimento di risorse e di attenzioni verso gli Istituti Formativi Provinciali: lascia l’amaro in bocca vedere che mamma Provincia spesso si dimentica proprio degli Istituti che lei deve direttamente gestire.

Di Fiore: “immediata apertura del tavolo contrattuale alla fine di armonizzare i contratti dei docenti, ripristino del ruolo che la Formazione Professionale deve avere all’interno dell’offerta formativa della nostra scuola in Trentino. Anche in relazione all’abrogazione degli Istituti Professionali, voluta dalle passate Amministrazioni”.
“UIL Scuola ha avanzato da tempo – ricorda la professoressa Baraldi – una proposta di revisione dell’ingegneria istituzionale scolastica provinciale, affinché si costruiscano gli Istituti di Formazione di Istruzione professionale.”

 

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Pietro Di Fiore