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UIL SCUOLA * INCONTRO CON ASSESSORE BISESTI E DIRIGENTI GENERALI: « FOCUS SUI NUMERI DELLE IMMINENTI IMMISSIONI IN RUOLO E POSSIBILE ACCORDO CONTRATTUALE PER IL 2020-2021 »

In allegato due diversi report sull’incontro avuto ieri con l’Assessore Bisesti e con i Dirigenti generali Roberto Ceccato (Istruzione) e Silvio Fedrigotti (personale).

Finalmente avviato, e concretamente il confronto per una scuola della ripartenza: in due settimane siamo al terzo incontro con assessore e Dirigenza del Dipartimento. Ieri un passaggio importante, prima di delibere provinciali definitive su immissioni in ruolo e piano di riavvio a settembre (ne trattiamo in altro comunicato).

L’incontro del 15 luglio, doveva essere quello determinante sulle immissioni in ruolo. La dottoressa Mussino, invece, si è limitata ad informare che i numeri delle assunzioni sarebbero stati comunicati oggi dall’Assessore Provinciale. Il confronto, quindi, si è potuto tenere esclusivamente sulle modalità di convocazione in tempi di COVID e sulla calendarizzazione delle stesse. Le convocazioni avverranno dal 30 luglio al 7 agosto, con una particolare attenzione procedurale al rispetto delle prescrizioni anti Covid-19.

Finalmente arriviamo all’incontro di oggi: presente Assessore, i due Dirigenti generali Ceccato e Fedrigotti (dirigente al Personale e componente APRaN), la dirigente del reclutamento (per la parte relativa alle immissioni in ruolo) e il Presidente di APRaN, Giorgio Bolego. Moltissima carne al fuoco: il primo tema? Le assunzioni a tempo indeterminato.

Le immissioni in ruolo.
Fin dal mese di marzo, erano stati comunicati i numeri dei futuri pensionamenti: 130 insegnanti delle elementari (Primaria), 60 delle Medie (Sec. I grado), 110 delle Superiori (Sec. II Grado). A fronte di 300 pensionamenti ci si attendeva non meno di 400 nuove immissioni: ricordiamo che in Trentino non è mai stato assegnato l’organico potenziato dell’autonomia. La cosiddetta “buona scuola”, in Trentino è stata attivata solo per le parti estremamente dannose.

Oggi l’Assessore e il Dirigente generale del Dipartimento, pur confermando le belle intenzioni (si volevano stabilizzare circa 400 docenti), hanno annunciato che saranno immessi in ruolo 328 docenti: 140 per la Primaria (di cui 94 su posto comune), 60 sulla Secondaria di I grado, 128 su quella di II Grado ed infine 5 insegnanti di IRC.

Il delta è determinato dalla carenza di insegnanti di sostegno e dall’esaurimento di alcune graduatorie. Ma il delta ha delle responsabilità. Alcuni esempi. Era settembre del 2019 quando UIL Scuola, a fronte delle ridotte disponibilità di posti per i Corsi sul sostegno, chiese all’Amministrazione di investire: si dia grande possibilità alla partecipazione per acquisire formazione specialistica sul sostegno! Nessuna risposta, allora; oggi si deve ammettere che non abbiamo numeri sufficienti di insegnanti abilitati e specializzati.
Si agisca sulla legge di assestamento di bilancio, che sta per essere approvata. Si estendano le procedure concorsuali per soli titoli, con una modifica alla normativa vigente, riservate a tutti i docenti con più di 36 mesi di servizio, già inseriti nelle graduatorie d’istituto in Trentino.

Di Fiore: “sono buoni numeri; superiori al dato dei pensionamenti e senza chiederci aumenti di ore e sacrifici per tutti. Eppur tuttavia ci aspettavamo di più. Il delta è diventato il titolo di un brano musicale stonato; un disco rotto quello della carenza di insegnanti sul sostegno o delle graduatorie esaurite. Evidentemente una certa miopia continua ad affliggere gli uffici del Dipartimento. Chiediamo un cambiamento di rotta”.

 

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inalmente avviato, e concretamente il confronto per una scuola della ripartenza: in due settimane siamo al terzo incontro con assessore e Dirigenza del Dipartimento. Oggi un passaggio importante, prima di delibere provinciali importanti su immissioni in ruolo (diamo conto in altro comunicato); piano di riavvio a settembre e rinnovo contrattuale.

2 luglio. Si è iniziato finalmente a discutere di come potrà essere la scuola da settembre. Sullo sfondo le risorse accantonate dalla legge di assestamento di bilancio, sicuramente insufficienti, ed al presente la richiesta di ora di servizio didattico da prestare in più. UIL Scuola è intervenuta dando disponibilità ad una modifica contrattuale solo ad alcune condizioni: che sia di tipo congiunturale (solo per il prossimo anno), che rimetta al centro il lavoro d’aula (attenzione alle ore di lezione, cancellazione della burocrazia e delle scartoffie inutili), che cancelli gli errori commessi nel 2010 (le 70 ore) e nel 2014 (la destrutturazione del servizio con l’introduzione del monte ore unico di 120 ore).

Di Fiore: “il riconoscimento del valore del lavoro d’aula è l’unica via per giungere ad un possibile accordo per la ripartenza. Classi in più necessitano di docenti in più: prima diamo contratto ai colleghi precari, poi si lavori sulle ore eccedenti”.

Finalmente arriviamo all’incontro di oggi: presente Assessore, i due Dirigenti generali Ceccato e Fedrigotti (dirigente al Personale e componente APRaN), la dirigente del reclutamento (per la parte relativa alle immissioni in ruolo) e il Presidente di APRaN, Giorgio Bolego. Moltissima carne al fuoco: dopo le immissioni in ruolo, si è trattato sul piano per la scuola della ripartenza e le possibili modifiche contrattuali.

Il piano per la riapertura in sicurezza a settembre

UIL Scuola ha posto il tema delle effettiva ripartenza delle scuole di ogni ordine e grado. Mentre il titoletto della relazione alla legge di assestamento sembra assicurare questo obiettivo, il paragrafo esplicativo se ne discosta e di molto. Leggiamo che è prevista la “didattica integrata a distanza nel secondo ciclo”. Come organizzazione sindacale e professionale di persone di scuola, siamo nettamente contrari all’ipotesi di puntare alla didattica integrata.

Ogni coinvolgimento della UILScuola in un cambio, anche solo per il 20-21, del contratto di lavoro, deve avere come obiettivo la scuola in presenza e la piena attuazione dei carichi orari dei nostri Piani di studio. Compreso il tempo pieno, che va sostenuto: è una formula vincente che ha sostenuto i più deboli e che non può essere cancellata con la scusa di un virus.

Nella relazione, infatti, si fa riferimento a servizio mensa e doposcuola che potrebbero essere affidati a cooperative: nulla ci è più distante. La gestione del tempo mensa e della attività pomeridiane, se scolastiche, debbono essere svolte dal personale della scuola.

Di Fiore: “per nostra parte non permetteremo la vendita di pezzi della nostra offerta formativa ai privati. Per giunta senza titoli culturali relativi all’insegnamento. Tra Istruzione e assistenza vi è un limite invalicabile.”.

La previsione di attività didattica a distanza è giustificabile esclusivamente in vista della necessità di un nuovo lockdown, per cui va progettata solo come possibilità di emergenza. Si predispongano celermente spazi educativi aggiuntivi, anche per la sorveglianza; si costruisca un “piano trasporti” che permetta agli allievi di arrivare a scuola, mantenendo il necessario distanziamento. Il vero viaggio di istruzione sarà quello che porta tutti i ragazzi in classe.

L’Amministrazione ha dichiarato di condividere pienamente le nostre richieste; ha infine predisposto anche un piano b, qualora rispetto ad oggi si appesantisse il quadro epidemico: è pensata una riduzione dell’orario obbligatorio ed una temporanea cancellazione delle attività opzionali … sempre in funzione del massimo mantenimento della scuola in presenza.

Di contrappasso è stato chiesto un aumento dell’orario d’aula, con i ragazzi.

UIL Scuola si è detta disponibile al confronto ed a fare la propria parte, assumendosi responsabilmente anche il compito di negoziare modifiche contrattuali, a delle condizioni:

a) che si punti alla effettiva riapertura per tutti i ragazzi, di tutte le scuole;
b) che il carico orario con i ragazzi porti ad aggiungere (e calcolare) sempre il carico orario di attività funzionali non quantificabili (prepararsi alle lezioni, udienze, correzione degli elaborati, valutazione e scrutini …
c) che le modifiche riguardino solo le 40 e le 70 ore … “provinciali”;
d) che il nuovo contratto permetta di ripristinare l’orario funzionale nazionale, suddividendo le fino a 40 di riunioni collegiali e il massimo di 40 per i consigli di classe;
e) che si cancellino ambiti disciplinari e valorizzazione del merito;
f) che tutti gli impegni di lavoro siano calendarizzati, senza più obbligo di connessione alla Scuola fuori dall’orario di lavoro.
g) che sia attribuita la card per la formazione (libera) e aumentato il compenso per la flessibilità.

L’Amministrazione sembra aver accolto positivamente le nostre richieste. Nelle prossime giornate cercheremo di far convergere le altre organizzazioni sindacali sulle nostre proposte.

Giovedì 23 la prossima puntata: quel pomeriggio potremo vedere se vi è veramente la volontà di riconoscere il lavoro in aula con i ragazzi oppure se vi è solo la ricerca di far cassa grazie alla nostra professionalità.

Di Fiore: “impegni calendarizzati e certi; attenzione e centralità dell’attività di insegnamento; scomparsa di altre imprecisate iniziative di potenziamento o di impegni continui per i più svariati motivi; cancellazione delle mance della valorizzazione: questo vogliamo dall’accordo sindacale”.