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UIL PENSIONATI – TRENTINO * COVID-19: LUCHINI; « TAMPONI SÌ, TAMPONI NO / LA SITUAZIONE DIFFICILE RIMANE E PURTROPPO QUALCHE ANZIANO CI RIMETTE LA VITA »

Il numero dei contagi da Covid-19 sta finalmente scendendo con ciò dimostrando che le misure messein campo dal Governo e dalla Provincia Autonoma stanno avendo effetto. Tutta l’attenzione è ora rivolta al contenimento delle ultime sacche di emergenza e alla fase 2 che prevederà il ritorno a una cauta ripresa.Per scongiurare una seconda ondata, il passaggio a tale fase deve essere effettuato in modo molto misurato e teso a eliminare gli ultimi focolai dell’epidemia.Fra questi, una necessaria riflessione va rivolta al mondo delle RSA che ospitano al momento sul territorio trentino molti anziani. Questo non sono esonerate dal dibattito e si dividono sulla scelta da attuare.

La domanda sorge quindi spontanea: come tutelare la salute e prevenire l’infezione nelle RSA? Alcune residenze hanno abbracciato la scelta di tamponare ogni ospite presente nella casa, altre si sono attrezzate per isolare i Covid-positivi in spazi appositi creati sull’onda dell’emergenza, altre ancora si stanno interrogando sulla possibilità di rendere una RSA capofila nucleo Covid dove spostare tutte gli anziani infetti e fornire loro cure adeguate e personale competente.

Bisogna tuttavia ricordare che nelle strutture residenziali lavora personale sanitario come medici, infermieri, operatori socio assistenziali e educatori che sono anch’essi esposti alla possibilità di contrarre il virus e sono soprattutto potenziali veicolatori dello stesso mettendo a rischio la salute propria, delle famiglie e degli ospiti che accudiscono. La strategia del tampone a tappeto non può quindi interessare solo gruppi di persone, ma dovrebbe essere effettuata a tutti in modo tale da individuare i positivi al virus e contenere così la propagazione dell’epidemia e sul personale sanitario e sui dipendenti della struttura.

Tamponi sì, tamponi no, la situazione difficile rimane e purtroppo qualche anziano ci rimette la vita. In questa storia, si ammala il più fragile e muore di più la generazione che senza studi ha educato i propri figli, quella che seppur con scarse risorse li ha aiutati nella crisi e ha lavorato duramente nella propria vita, viene colpita la generazione di chi chiede solo di godersi i propri nipoti e tempo nella tranquillità e libertà dell’età anziana. E perché non dare loro ragione? Il tampone potrebbe essere una grande opportunità.

 

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Claudio Luchini

Segretario Provinciale Uil Pensionati Trentino