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UIL FPL ENTI LOCALI * CORONAVIRUS: « LA “VALENTINO” DIMENTICATA, A LEVICO TERME UNA SOLA APSP CHE VIENE CONSIDERATA SOLO UNA METÀ »

La “Valentino” dimenticata. A Levico una sola Apsp ma considerata solo una metà. Nel centro della Valsugana c’è una delle APSP storiche del Trentino, la “Levico Curae”, nata nel 2018 dalla fusione della cinquecentesca APSP “San Valentino” e il Centro “Don Ziglio”.

La cronaca emergenziale di questo ultimo periodo dovuto al contagio del Covid-19 ha visto salire alle cronache la preoccupante situazione dell’ex Centro “Don Ziglio” (ex “Piccola Opera”) investito dal contagio e da una serie di criticità organizzative che hanno portato la “task force” provinciale a “prendere il comando” di tale struttura.

A differenza della struttura “sorella” “San Valentino” (129 residenti, zero contagi), i 98 residenti del “Don Ziglio” sono stati protagonisti delle cronache giornalistiche, che li hanno portati fino ad un trasferimento presso la struttura della Croce Rossa sempre a Levico. A supporto dell’emergenza poi, oltre all’intervento di APSS e della “task force” sono stati destinati dei colleghi trasferiti dalla sede non contagiata a quella di via Silvia Domini, e il personale volontario delle Cooperative sociali del settore socio-assistenziale che operano in zona.

Per quale motivo le cronache giornalistiche si sono concentrate solo su questa struttura senza considerare la complessità di tutta la APSP “Levico Curae”?

Per quale motivo, anche oggi, alla notizia del pensionamento del Direttore Uez, storico Direttore della APSP “San Valentino” e solo dal 2018 della “Levico Curae”, non si ricorda l’egregio lavoro fatto in tutta la APSP, dagli operatori, infermieri, e personale tutto, a gestione dell’emergenza?

Perché si ricordano solo i messaggi su facebook, l’indignazione di alcuni, e la fatica di pochi?

La grande pandemia che stiamo ancora vivendo, e che non ha eguali nel nostro recente passato, ha completamente scardinato l’organizzazione dei servizi socio-sanitari-assistenziali delle APSP trentine, sulle quali APSS, UPIPA, Provincia e Organizzazioni sindacali dovranno ragionare per trovare modalità organizzative e gestionali diverse da quelle che davamo per scontate fino a gennaio.

Queste strutture, vissute dalle comunità che le ospitavano come centri sociali e di aggregazioni, dovranno tornare alla loro primaria vocazione sanitari, per tutelare al meglio residenti e operatori del settore.

Infine, tornando alla “Levico Curae”, un ringraziamento della UIL FPL a tutto il personale che lì lavora, ed un monito a tutti a “Guardare il cielo anziché concentrarsi sul dito”.

 

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Marcella Tomasi

La Segretaria Prov.le
UIL FPL Enti Locali