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TRENTINO MARKETING * “ I SUONI DELLE DOLOMITI “: « 500 SPETTATORI A 2.500 METRI DEL “COL MARGHERITA“ (PASSO SAN PELLEGRINO) PER I 250 ANNI DALLA NASCITA DI LUDWIG VAN BEETHOVEN »

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13:11 - 6/09/2021

È stata un’alchimia perfetta quella che questa mattina, ai 2.500 m del Col Margherita sopra Passo San Pellegrino, si è creata grazie all’Arte, ovvero la musica e il racconto, e la Natura, e di cui sono stati testimoni nel silenzio più assoluto, quasi rapiti, gli oltre 500 spettatori, che sono saliti a notte fonda fin lassù per assistere all’Alba delle Dolomiti.

Un’attesa del sorgere del sole nel segno di Ludwig van Beethoven, a cui questa alba rendeva omaggio e che avrebbe dovuto tenersi lo scorso anno, il 2020 in cui ricorrevano i 250 anni dalla nascita. E forse anche questa sospensione ha contribuito a creare un’atmosfera e un feeling e una grande intimità tra il pubblico ed i protagonisti.

Questo omaggio del Festival I Suoni delle Dolomiti si è mosso lungo le note di una rara (una autentica “chicca” l’ha definita il co-direttore artistico del Festival Mario Brunello) e raffinata versione dell’epoca per sestetto di archi di un inno universale alla Natura, la Sinfonia n. 6 “Pastorale”, arrangiata da Ferdinand Ries allievo e amico del compositore. Queste trascrizioni contribuivano a portare la grande musica, come si usava all’epoca, in casa o in altri luoghi inaccessibili ad un’orchestra sinfonica. Un’esecuzione affidata al Quartetto Lyskamm, nato nel 2008 in seno al Conservatorio di Milano, con le violiniste Cecilia Ziano e Clara Franzisca Schoetensack, la violista Francesca Piccioni, il violoncellista Giorgio Casati a cui si sono aggiunti per l’occasione Sara Marzadori (viola e Paolo Bonomini (violoncello), impeccabili nella loro performance musicale.

Ad affiancare le note dei diversi movimenti il racconto, tratto dal testo di Sandro Cappelletto, scrittore e storico della musica, di un Beethoven inusuale, privato e dissacrante, visto attraverso gli occhi del nipote Karl, e restituito in questa inedita quotidianità del grande artista attraverso le parole tratte dai quaderni di conversazione e dai diari. A dare voce a questa narrazione, in cui è emerso il rapporto non privo di conflitti tra il grande compositore e il nipote è stato l’attore Fabrizio Gifuni. E tutt’intorno lo spettacolo delle Dolomiti con le Pale di San Martino che hanno giocato a nascondino con i vapori e le nebbie del mattino salite come i crescendo delle note.

 

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Daniele Silvestri in Paganella l’8 settembre

Il prossimo appuntamento con i Suoni delle Dolomiti, mercoledì 8 settembre ad ore 12 al Bait del Germano in Paganella, avrà per protagonista Daniele Silvestri. Al cantautore, nuovamente sui palchi di questo festival, viene riservato un balcone naturale senza parapetti – Bait del Germano in Paganella – puntellato di fiori selvatici che apre sulla bellezza delle Dolomiti di Brenta ma anche sulla Valle dei Laghi e fino al Lago di Garda. Silvestri è uno di quegli artisti che non solo si muove tra mondi sonori diversi ma ama sperimentare passando da proposte melodiche ad altre più ritmiche con testi che sanno abbinare la giusta dose di leggerezza e impegno civile.

Recupero in caso di maltempo: ore 17.30 Palacongressi, Andalo. Partecipazione gratuita con prenotazione in caso di recupero. Sarà possibile prenotare i posti in teatro dalle ore 9 fino alle ore 12:30 del giorno del concerto.

Informazioni: www.visittrentino.info/it/isuonidelledolomiti

Il Festival I Suoni delle Dolomiti si svolge nel rispetto della normativa per il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19.

Attenzione: a causa dell’attuale situazione in continua evoluzione, possono subentrare cambiamenti normativi improvvisi con conseguente allentamento o irrigidimento dei provvedimenti. Tutti gli aggiornamenti su https://www.visittrentino.info/it/isuonidelledolomiti/come-partecipare

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LANCIO D'AGENZIA

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