La natura sconvolgente del Brasile e la musica che la racconta, nella cornice spettacolare delle Dolomiti di Brenta, che – ironia della sorte – furono esse stesse ai tropici, ma 200 milioni di anni fa. È un accordo che supera i confini del tempo e dello spazio, quello proposto dal programma della terza edizione della Campiglio Special Week, festival nel festival (quello de I Suoni delle Dolomiti), inaugurato questa mattina dal concerto all’Alba di Pra Castron di Flavona.

Ad accogliere i 500 spettatori dell’evento il violoncellista Mario Brunello, direttore artistico del festival insieme a Chiara Bassetti, con il virtuoso del clarinetto Gabriele Mirabassi. Di quest’ultimo l’idea dell’insolita e suggestiva ispirazione brasiliana: “So che può sembrare surreale portare un po’ di tropici fin quassù – ha detto -.

Alcuni degli strumentisti che si esibiranno a Campiglio nel corso della settimana non sono mai stati qui: il protagonista di quest’Alba, il grande fisarmonicista brasiliano Toninho Ferragutti, ha visto oggi per la prima volta una scarpa da trekking. Ma non potevo immaginare un posto migliore per questa esplorazione musicale”.

Spazio quindi alla musica, per un incontro tra quella brasiliana – la più ruvida della tradizione del nordest, la più colta e sofisticata delle città pauliste – e la musica classica. Ad aprire il concerto l’esecuzione, da parte dei quattro violoncellisti, di una trascrizione del “Bolero” di Ravel e di “Terra Aria” di Sollima: insieme a Brunello, l’italiano Walter Vestidello, il greco ma brasiliano di adozione Dimos Goudaroulis e l’irlandese Naomi Berrill.

Quindi il primo passo nelle sonorità di matrice brasiliana, con la “Musica II” per tre violoncelli di Hermeto Pascoal, compositore e polistrumentista brasiliano fra i più importanti della scena musicale del Paese che, lontano dagli stereotipi, sta vivendo una stagione di straordinario dinamismo.

È dunque entrato in scena l’ospite d’onore dell’appuntamento, Toninho Ferragutti, che ha eseguito due pezzi per sola fisarmonica: i valzer “Sion”, sempre di Pascoal, e “Quando me lembro”.

Gli strumentisti si sono nuovamente riuniti davanti al pubblico per eseguire quattro composizioni dello stesso Ferragutti: “Forro Classudo”, “Sanfonema”, “O sorriso da Manu”, “Na Sombra Da Asa Branca”. Ha chiuso l’esibizione una versione per fisarmonica e quartetto di violoncelli della popolare Cantilena della “Bachianas brasileiras” di Heitor Villa-Lobos.

Al termine del concerto, dopo avere regalato un’ultima esecuzione al pubblico, i quattro violoncellisti sono partiti per il trekking di tre giorni che insieme ai compagni di cammino li porterà a percorrere alcune fra le cime che hanno fatto la storia dell’alpinismo dolomitico, passando per i rifugi Tuckett e Brentei, e ad esplorare le connessioni tra musica classica e brasiliana, tra compositori barocchi e grandi artisti d’oltreoceano.

Al loro rientro, il 3 settembre alle 12 al Camp Centener, i quattro riprenderanno il dialogo con la tradizione popolare e colta della musica del paese sudamericano: in quella occasione suoneranno insieme al maggiore interprete del violoncello del Brasile e grandissimo arrangiatore Jaques Morelenbaum, e con lui insieme a Lula Galvâo e Rafael Barata.

Il prossimo appuntamento della Campiglio Special Week è invece in programma per domani, 2 settembre, con Gabriele Mirabassi, che al Salone Hofer, alle 21, indagherà l’influenza che la musica brasiliana ha avuto sui grandi musicisti internazionali. Il Festival prosegue poi fino al 7 settembre in diversi luoghi della località ai piedi delle Dolomiti di Brenta, negli spazi aperti così come in malghe e saloni storici.