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TRENTINO IN AZIONE – GRUPPO SANITÀ * VACCINI: « SIAMO CONVINTI CHE ALCUNE PROPOSTE POSSANO ESSERE ATTUATE VELOCEMENTE GRAZIE ANCHE ALLA NOSTRA AUTONOMIA » (LINK VIDEO)

Idee per una gestione trentina della pandemia. Gruppo Sanità Trentino in Azione. Gruppo Innovazione Trentino in Azione.

Trentino in Azione ha monitorato con attenzione dall’inizio della pandemia l’operato della Giunta provinciale, analizzando le misure intraprese per la gestione dell’emergenza sanitaria ed i loro effetti ed evidenziando le numerose criticità emerse nel corso dei mesi. In più occasioni il Gruppo Sanità ha cercato di fare chiarezza sui controversi dati del contagio, come nel recente webinar organizzato il 24 gennaio con il Prof. Davide Bassi (qui il link al video: ), elaborando al contempo delle proposte operative nell’ottica propositiva che contraddistingue sempre AZIONE.

Poiché l’emergenza sanitaria è tuttora in atto e in una fase particolarmente critica, riteniamo più che mai importante contribuire con proposte concrete mediante la divulgazione e l’approfondimento delle tematiche propositive anticipate in occasione nel recente webinar. Si tratta di una serie di proposte operative nate dall’analisi di alcune criticità osservate nella gestione del’emergenza sanitaria con l’intento di dare un contributo fattivo al processo decisionale locale. Idee concrete e attuabili che Trentino in Azione propone nell’intento, suo fattore caratteristico, di non fermarsi alle mere critiche e alle polemiche sterili.

Siamo fortemente convinti che alcune proposte possano essere attuate velocemente grazie anche alla nostra autonomia. E’ infatti ferma convinzione di Azione che nella maggior parte dei casi sia la mancanza di capacità organizzativa e decisionale la ragione del sempre più frequente immobilismo operativo. La vocazione del nostro territorio dovrebbe essere quella di innovare renderci partecipi di un processo evolutivo in grado di anticipare le mosse dell’intera nostra nazione.

Il gruppo Sanità sta riflettendo anche su diversi aspetti legati alla tematica dei vaccini. Riteniamo che oggi non vi sia un piano serio e concreto in grado di poter mettere in sicurezza la nazione e il Trentino stesso. Visto il recente cambio di governo siamo fiduciosi che si potrà osservare un serio cambiamento di marcia e ci riserveremo quindi in futuro di contribuire sul tema con idee e proposte oggi premature.

1. Ottimizzazione attività di screening

Deve essere migliorata la capacità di screening provinciale e al contempo delocalizzare sul territorio i luoghi in cui poter eseguire i test. L’attività di testing è alla base di un tracciamento efficiente; inoltre, la rapidità con cui le nuove varianti del virus si stanno diffondendo impone di mantenere un’elevata attività di screening.

A. Decongestionare l’ospedale Santa Chiara di Trento effettuando test molecolari in tutti distretti sanitari
B. Aumentare i controlli e i test nei nuclei familiari con positivi
C. Effettuare tamponi nelle classi con un solo contagiato

A. DECONGESTIONARE TRENTO e AUMENTARE I TEST MOLECOLARI

CRITICITA’ 1: I test molecolari vengono esclusivamente processati dalla APSS presso l’ospedale di Trento e la Fondazione E.Mach creando congestione e rallentamenti sui risultati. Ancora oggi non c’è un’elevata variabilità nel numero di tamponi analizzati quotidianamente.

CRITICITA’ 2: Il gold standard per la rilevazione della presenza del virus è il test molecolare e di conseguenza è necessario trovare strumenti in grado di aumentare il numero e ridurre i tempi necessari per l’esecuzione di qesuto tipo di test.

PROPOSTA: dislocare nei distretti sanitari strumenti capaci di effettuare test molecolari “veloci” senza dover ricorrere ai laboratori specializzati del Santa Chiara o della FEM. Un supporto in tale senso potrebbe essere dato dai medici di base. In questo modo si potrebbe accelerare il processo di screening e non congestionare Trento sostituendo anche parte dei test antigenici con i più affidabili test molecolari. Contestualmente, è necessario aumentare il numero di sequenziamenti per rilevare varianti e loro distribuzione anche avvalendosi delle facilities presenti nel territorio provinciale.

B. TEST – AUMENTO CONTROLLI NEI NUCLEI FAMILIARI

CRITICITA’: Si è rilevato che in diversi nuclei familiari, una volta appurata la positività di uno dei componenti, agli altri componenti non viene effettuato il test anche se richiesto dagli stessi (soprattutto se asintomatici). A tali soggetti viene in genere indicato il solo isolamento. Questa modalità operativa è idonea dal punto di vista della tutela preventiva ma non consente una reale registrazione dei contagiati che sarebbe utile a definire la gravità della diffusione del virus su un territorio. Infatti, ad oggi, 1 contagiato in famiglia di 4 persone = 1 contagiato e non 4 dal punto di vista statistico

PROPOSTA: effettuare il test a tutti i membri del nucleo familiare entro 5 giorni dalla data di positività del primo componente. Questo approccio non aumenta l’efficacia dell’isolamento (già attivo come protocollo), ma eleva la presa di coscienza reale di quello che è lo stato del contagio rendendo confrontabile con altre situazioni e aree. Attivare queste dinamiche di controllo automatiche può evitare eventuali assembramenti incontrollati negli ospedali, nei laboratori o nelle farmacie in cui i famigliari, ad esempio, si recano spesso in autonomia.

C. EFETTUARE TAMPONI NELLE CLASSI CON UN SOLO CONTAGIATO

CRITICITA’: si è persa molto l’attività di contact tracing e nelle scuole spesso si rischia di non rilevare studenti contagiati aumentando così la possibile proliferazione del contagio. E’ a nostro avviso fondamentale investire nel tracciamento scolastico, ancor più considerando che per bambini e minorenni non sono disponibili al momento vaccini approvati in grado di contribuire a limitare la diffusione del virus tra i giovani.

PROPOSTA: effettuare tamponi in giornata a tutti componenti della classe nel momento in cui si ha anche un solo positivo. Ipotizzare test quindicinali di controllo su un campione di studenti per ogni classe. Con i test antigenici fast questo è possibile, è questione solo di logistica. Lo screening scolastico potrà essere favorito anche dall’utilizzo di test meno invasivi, come quelli salivari, sviluppati di recente ed ora disponibili (es. presso CIBIO).

2. Semplificazione della normativa
Il rispetto delle norme nasce dalla loro comprensibilità. Riteniamo che sia possibile semplificare la regolamentazione oggi introdotte dai vari Dpcm. Non servono grandi innovazioni, ma semplicemente un approccio manageriale al problema, introducendo semplici strumenti e un minimo di organizzazione logistica.

A. Modificare le regole di mobilità tra i comuni
B. Introdurre nuovi strumenti per rispettare le regole di visita
a parenti e amici

A. MODIFICARE LE REGOLE DI MOBILITA’ TRA I COMUNI

CRITICITA’: La limitazione di spostamento tra comuni, per come è stata pensata oggi, è di difficile applicazione e discrimina cittadini che si trovano in comuni appena fuori dal limite prefissato. L’assurdità del provvedimento consente infatti a un cittadino che vive in un comune sotto i 5.000 abitanti di andare a trovare una persona in un comune sopra i 5.000 abitanti ma non viceversa. Inoltre, il limite di mobilità di 30km dal confine del comune di residenza, è difficilmente misurabile sia per il cittadino che per le stesse forze dell’ordine. Porre in vincolo e non poterlo far rispettare è, di fatto, una contraddizione in termini.

PROPOSTA DI SOLUZIONE: Definire una distanza massima nella quale il cittadino può muoversi rispetto alla sua residenza o al suo domicilio (30km). Questo consente alle forze dell’ordine di calcolare immediatamente in caso di controllo a quanta distanza il cittadino è dalla residenza. Bastano smartphone e il suo documento d’identità. Viceversa, il cittadino comprenderebbe chiaramente dove può andare e tutti i cittadini avrebbero uguali possibilità di spostamento. Inoltre, potrebbe essere identificata un raggio minore per le grandi città poiché più affollati (20km).

B. RISPETTO DELLE REGOLE DI VISITA A PARENTI E AMICI

CRITICITA’: La modalità con cui si consente lo spostamento una volta al giorno per andare presso amici e parenti è chiaramente fallace. Non è infatti possibile verificare se una persona ha effettivamente già effettuato delle visite qualora venisse fermata dalle forze dell’ordine. si comprende chiaramente come la conseguenza della aleatorietà dei controlli consenta a chiunque di girare senza grosse problematiche più volte nel giorno.

PROPOSTA SOLUZIONE: Gestire in modo digitale gli spostamenti delle persone consentendo loro di auto-dichiarare le destinazioni svincolandosi dalle autocertificazioni cartacee mediante una app o un sito. La destinazione viene inserita prima dello spostamento. Il dato, reso immutabile dal software, consente di evitare che una persona si sposti una seconda volta poiché le forze dell’ordine possono verificare, in caso di controllo, quando il cittadino ha inserito la destinazione e se questa è diversa da dove sta andando in quel momento. Quanto proponiamo, oltre che fattibile e sviluppabile in conformità con qualsiasi normativa legata alla privacy.

3. Ripartenza delle attività nei luoghi sociali

E’ fondamentale trovare nuove modalità per mettere in sicurezza luoghi di frequentazione pubblica e riattivare la loro frequentazione.

A. Incentivare economicamente strumenti intelligenti per la gestione degli
accessi in sicurezza nei locali pubblici
B. Mettere in sicurezza il personale delle scuole garantendo una fruizione in sicurezza

A. INCENTIVARE CONTROLLI DI GESTIRE GLI ACCESSI

CRITICITA’: Gli assembramenti nei negozi, ma anche nei musei, nelle biblioteche, nei palazzetti dello sport… insomma, ovunque esistano possono essere un problema. Dopo un primo periodo in cui ovunque c’erano termo scanner e Stewart agli ingressi, oggi non se ne vedono più. La percezione del rischio è calata e probabilmente i costi da sostenere per adottare tali misure non sono più sostenibili.

PROPOSTA SOLUZIONE: Creare un contributo a fondo perduto provinciale per l’adozione di qualsiasi strumento hardware, fisico o software per organizzare la frequentazione dei suddetti luoghi. Il contributo dovrà essere immediatamente erogabile (non credito d’imposta) al negoziante/gestore. Tale incentivo/rimborso dovrà essere anche retroattivamente applicabile a chi, virtuoso, ha provveduto a dotarsi degli strumenti idonei ancora durante la prima pandemia.
La PAT, al di la del progetto Amazon Trentina i cui risultati si ritengono dubbi, dovrebbe rendersi promotrice di nuovi modi di vivere il commercio e la fruizione delle attività commerciali incentivando lo scaglionamento degli accessi e migliorando i controlli.

B. MAGGIOR SICUREZZA NELLE SCUOLE

CRITICITA’: è fondamentale far ripartire tutto il comparto pubblico e in particolare quello scolastico. Per fare ciò è necessario agevolare concretamente la messa in sicurezza con DPI adeguati. Oggi non sono obbligatorie le mascherine FFP2, le uniche a salvaguardare la salute bi-direzionalmente e sta all’iniziativa del singolo lavoratore tutelarsi in autonomia.

PROPOSTA DI SOLUZIONE: Dotare di mascherine FFP2 tutto il personale pubblico attivo nelle scuole. E’ fondamentale consentire loro di cambiare mascherina una volta ogni 6 ore. L’investimento per attuare questo minimo protocollo di sicurezza è stimato per un massimo di € 192.000 al mese. Una spesa assolutamente sostenibile, se programmata.

Schema dati:
– Numero di persone assunto nel comparto dell’istruzione (numero sicuramente eccedente poichè non tutti sono a contatto con gli studenti): 12.000
– Costo medio mascherine: 0,8 €
– Numero di ore dopo di cui bisogna cambiare la mascherina: 6
– Numero di ore a contatto con gli studenti o altro personale al giorno: 6
– Numero di giorni lavorativi al mese: 20

4. Supporto agli operatori del settore sanitario

Preservare la condizioni psicologiche e la motivazione di chi lavora nel contesto sanitario deve essere uno dei punti cardini dell’attività politica dell’azienda sanitaria, a maggior ragione in una condizione di emergenza sanitaria come quella che si protrae ormai da un anno. Questo tema, avanzato da Azione nell’evento Live del 24 gennaio, ha trovato parziale riscontro nella Risoluzione 54 della PAT in cui è stata definita l’importanza di questo supporto.

CRITICITA’: è stato appurato che oltre il 40% degli operatori che all’interno delle RSA hanno lavorato durante la prima ondata pandemica, abbiano riportato problemi da ansia e stress post traumatico. La stabilità psicologica, emotiva e motivazionale di chi deve in prima linea assistere i malati di Covid19 deve essere messa al primo posto nell’azione politica di una azienda sanitaria. Molte sono le persone che stanno mettendo in dubbio la loro prosecuzione lavorativa e se ciò si manifestasse in maniera estesa, genererebbe delle problematiche di gestione di difficile soluzione aggiungendosi all’insufficiente disponibilità di operatori sanitari. Non essendo state sviluppate in passato importanti politiche di incentivazione alla formazione di personale specializzato, ci si trova oggi ad affrontare una bassa capacità sostitutiva.

PROPOSTA: Innanzitutto è necessario creare percorsi di apprendimento on line che consentano agli operatori di dotarsi di strumenti utili a individuare autonomamente i primi segnali di ansia o DPTS. Conseguentemente è urgente istituire una task force di psicologi e psicoterapeuti in grado di dare supporto a tutti gli operatori che lo richiedessero.