La Sala della Cooperazione ha ospitato, stamani, l’assemblea dei soci di Trentingrana Concast, il consorzio dei caseifici sociali trentini.

A portare il saluto della Federazione è stato Michele Girardi referente del settore cooperative agricole.

Molti i temi affrontati nella relazione del presidente Renzo Marchesi. “L’agroalimentare, che durante il lockdown ha mostrato ancora una volta la propria forza anticiclica, si sta evolvendo con nuove tendenze. L’attenzione alla salute, alla sostenibilità e all’origine dei prodotti, impongono nuove sfide agli attori del settore – ha osservato – Il nostro sistema organizzato e le certificazioni di filiera e di prodotto ottenute nel corso degli anni, ci permettono di avere un vantaggio competitivo nei confronti dei nostri concorrenti. Affinché le funzioni commerciali e marketing possano “monetizzare” tali peculiarità, l’attenzione alla qualità e alla salubrità delle nostre produzioni dovrà però restare elevata a tutti i livelli della filiera – ha aggiunto – L’allevatore è chi coltiva la montagna e lo fa, prima di tutto, con l’obiettivo di creare un reddito per sé e per la propria famiglia. Ma al contempo, la coltivazione del territorio produce degli “effetti collaterali” positivi di cui possono usufruire tutti i cittadini. Queste esternalità spaziano dalla salvaguardia della biodiversità alla tutela del suolo, dalla depurazione delle acque agli habitat per gli impollinatori, dalla funzione ricreativa a quella socioculturale e di identità territoriale”.

Diventerà quindi “imprescindibile – ha spiegato Marchesi – far comprendere le ricadute positive in termini di sostenibilità economica, sociale e ambientale derivanti dalle scelte dei consumatori, che diventano fondamentali per la sopravvivenza del nostro settore, arrivando, in un’ottica di economia circolare, alla creazione di quel valore condiviso dove, il successo di un’azienda e il benessere della comunità che la circonda, sono strettamente collegati. Doveroso sarà, inoltre, continuare a credere nel marchio Qualità Trentino, sottolineando sempre la provenienza trentina dei nostri prodotti perché ciò rappresenta un forte argomento di rassicurazione. Non dobbiamo, infatti, dimenticare che la grande distribuzione sta investendo nella voglia di consumi legati alla salute e al benessere abbinati alla regionalità”.

Un cenno poi alla situazione attuale post-Covid: “la pandemia da Covid-19, che ha caratterizzato questo inizio d’anno – ha detto Marchesi – ci ha insegnato come gli italiani siano diventati più attenti ai prodotti made in Italy e del territorio. Possiamo quindi dire che le circostanze vissute negli scorsi mesi abbiano contribuito in maniera significativa all’educazione alimentare delle persone e al conseguente orientamento verso prodotti garantiti e di qualità, come lo sono i nostri. D’altro canto, vi è però l’innegabile rovescio della medaglia: un possibile calo del Pil nazionale che dovrebbe attestarsi intorno a un -10% con conseguenti ricadute negative sull’occupazione e sul potere d’acquisto dei consumatori”.

Il bilancio

I numeri principali del bilancio 2019, redatto con la consulenza del settore agricolo della Federazione Trentina della Cooperazione, sono stati presentati dal direttore Andrea Merz.

“I ricavi delle vendite sono stati pari a 57,5 milioni di euro, in aumento di quasi il 3% rispetto al 2018.
A livello provinciale la produzione di latte, dopo alcuni anni di costante crescita, ha subito una parziale flessione attestandosi a 150.000 tonnellate (-1,2% rispetto al 2018). Da notare che il rallentamento della produzione, iniziato negli ultimi tre mesi del 2018, è proseguito nei primi nove mesi del 2019, dopodiché si è assistito a una ripresa che interessa anche i primi mesi dell’anno in corso”.

Analizzando i bilanci dei caseifici associati, gli stessi risultano essere soddisfacenti, considerato che la liquidazione media ponderata è in crescita rispetto all’anno precedente e si attesta a un valore di 0,588 €/L. In sette caseifici si sono superati i 60 centesimi/L. Questa buona tenuta delle remunerazioni deve però confrontarsi con un contesto di mercato sempre più difficile, non solo a seguito della pandemia da Covid-19. Ciò che è successo nella primavera di quest’anno ha contribuito ad aggravare una situazione di mercato già complessa.

Burreria e sierificio

Passando all’analisi dei vari sezionali, si può affermare che l’attività del burrificio è proseguita con regolarità, denotando buone rese produttive. La produzione 2019 ha raggiunto le 1.570 tonnellate, in calo dell’1,80% rispetto all’anno precedente, frutto di un minor conferimento di panna da parte degli associati a seguito della diminuzione della produzione lattiera a livello provinciale.

Per il sierificio l’annata 2019 è stata caratterizzata da quotazioni altalenanti, ma mediamente superiori a quelle del 2018. Il prezzo medio di vendita del siero in polvere è cresciuto da 590 a 621 €/tonnellata. A seguito di ciò i ricavi di questo sezionale, nonostante la produzione di polvere sia leggermente diminuita (-1,2%), sono aumentati del 7,4%, attestandosi intorno ai 4,9 milioni di euro; la crescita dei ricavi e la sostanziale conferma dei costi unitari sul siero in polvere prodotto, hanno permesso di arrivare a una liquidazione finale di 0,0116 €/L di siero magro conferito, in aumento del 12,6% rispetto all’anno precedente.

Infine, il laboratorio: il numero degli utenti del laboratorio al 31 dicembre 2019 era pari a 1.082, dato in calo rispetto all’anno precedente (-49 unità). Il totale di campioni analizzati a “pagamento latte qualità” si è attestato a 23.002 campioni annui, con una diminuzione significativa rispetto al 2018 (-1.370 campioni).

Linea Trentingrana e Linea Tradizionali

Il conferimento di Trentingrana nel 2019 si è assestato a 105.492 forme, con un incremento rispetto al 2018 di 4.560, pari al 4,52%.

I dati di produzione dell’annata agraria 2018/2019, fanno prevedere un conferimento per l’annata 2020 tra le 102.500 e 103.000 forme.

Per l’annata in corso la situazione di stagnazione di alcuni mercati (soprattutto latte e formaggi tradizionali), rallentati a causa dell’epidemia di Covid-19, ha dato origine a un forte aumento della produzione che dovrebbe far prevedere un conferimento per l’annata 2021 intorno alle 108.000 – 109.000 forme. “Le giacenze al 31/12/2019 iniziano a far registrare un indice preoccupante (54,7%) sul conferimento – ha detto Federico Barbi, responsabile commerciale – in conseguenza di un andamento non ottimale delle vendite del secondo semestre 2019. Le vendite di questi primi mesi sono positive, in linea per il prezzo a quelle dello scorso anno e più alte rispetto allo scorso anno dal punto di vista quantitativo. Purtroppo il trend del mercato appare però preoccupante, in conseguenza dell’epidemia di Covid-19”.

La Linea Formaggi Tradizionali ha superato i 9 milioni di euro di fatturato. Analizzando la vendita per aree, anche il 2019 è stato un anno contraddistinto dalla crescita dei fatturati dei clienti provinciali. L’estero rappresenta ancora una percentuale minima delle vendite e sarà su questo ambito che si dovranno concentrare gli sforzi futuri. Sul finire dell’anno è stato deliberato il rientro del Caseificio Sociale Val di Fassa all’interno della Linea Tradizionali; a partire dal 1° gennaio 2020 sono quindi sette i caseifici che conferiscono a tale linea. Il rientro è sicuramente un’ottima opportunità commerciale, che consentirà l’integrazione di potenziali nuovi clienti e l’allargamento dell’offerta di referenze che, senza ombra di dubbio, porteranno giovamento a tutta la compagine sociale.

Nuove figure al Consorzio

Nel corso del 2019 c’è stato un avvicendamento alla guida della funzione commerciale, con Federico Barbi che è subentrato a Gabriele Webber. È stata inserita inoltre una nuova funzione, quella del marketing, affidata ad Anna Rizzi.

All’ordine del giorno l’elezione del Collegio Sindacale: eletti Claudio Toller (caposindaco), Pasquale Mazza e Diego Turri.

Gli interventi

All’assemblea hanno partecipato il vicepresidente della Giunta Provinciale e assessore alla cooperazione Mario Tonina e Giulia Zanotelli, assessore all’agricoltura della Provincia Autonoma di Trento.

 

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Fonte: Trentingrana-Concast