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TRANSDOLOMITES * TURISMO: GIRARDI, « FERROVIA È ANCHE PATRIOTTISMO, NECESSARIO INVESTIRE IN OPERE E SERVIZI CHE SIANO STRUMENTI DI LAVORO PER GARANTIRE UNO SVILUPPO DELL’ECONOMIA LOCALE »

Con questo contributo intendiamo sensibilizzare sulla situazione di rischio con la quale il settore del turismo potrebbe trovarsi a confrontarsi e quanto riteniamo sia impellente la necessità di investire in opere e servizi che siano strumenti di lavoro per garantire un sano sviluppo dell’economia locale .

Ferrovia è anche patriottismo

Fine della stagione invernale 2020-2021 o quasi. Tra conferme e/o smentite di probabili a rinviate ripartenze la consapevolezza circa la probabilità del suo avvio si riducono progressivamente al lumicino.

Per dipendenti, aziende alberghiere, impianti, non si tratta di perdere solo qualche mese di lavoro. Per chi non ha le spalle forti ossia risorse finanziarie accumulate in precedenza questa crisi si somma a quella economica del 2008 lontana dall’essere riassorbita e per molte aziende turistiche in difficoltà già prima del Covid una stagione persa in questo modo può rappresentare anni in termini di danni da recuperare. Per parte di loro potrebbe trattarsi di un colpo mortale.

A ciò si aggiunge un’altra minaccia con al quale fare i conti. Una fenomeno che non è certo dei nostri giorni ma che di questi tempi può mandare a nozze chi attendeva il momento opportuno per approfittarne.

Due anni fa pubblicamente abbiamo invitato a porre l’attenzione sul problema delle infiltrazioni mafiose nei territori che sono in sofferenza. Il settore del turismo è uno di quelli che rischia grosso da questo punto di vista.

Non mancano , anzi è in crescita il numero di aziende turistiche che a causa della sempre minore redditività rischiano di finire sul mercato. E sul mercato si trovano imprenditori dalle sane motivazioni ma anche e sempre più gli agenti del malaffare o speculatori con grande disponibilità di liquidità immediata. La aziende non si vendono, si svendono al prezzo che fa il compratore in questo caso.

Questo fenomeno si chiama usura. Un fenomeno che tra il 2019-2020 è aumentato del 6,5% . Un dato che al momento viene letto per difetto in quanto il fenomeno è in evoluzione e va ad erodere la parte sana della nostra economia

Ma così non si svende una singola azienda. Con la sua cessione in questo modo ci si priva anche di parte del territorio. Di questo passo i residenti rischiano di essere degli estranei in casa loro.

Sono passati due anni da quando esternai questa riflessione. Da allora le accelerazioni prodotte questa pandemia sono importanti : il primo rischio è quello di non rendersene conto: è come se viaggiassimo a bordo di un treno Alta Velocità.

L’antidoto per contrastare il rischio di questa deriva sta nell’operare investimenti strategici che spalmino i loro benefici nei decenni e non solo per promuovere soluzioni tampone.

Il Covid ci ha spesso portati a comparare quello che stiamo vivendo come un’esperienza di guerra. La guerra, per rispetto, facciamola raccontare a chi l’ha vissuta e chi la vive tutti i giorni.

Se però c’è una differenza tra le vera guerra e la nostra situazione è che la guerra comporta la distruzione delle persone e i beni materiali; abitazioni, paesi, città distrutte . Nel suo resettare le comunità al suo termine “ lascia” uno spazio alla ricostruzione nel corso della quale si prova a volgere lo sguardo per programmare un futuro nuovo. L’esperienza del Covid-19 produce i suoi effetti sulle persone lasciando intatti i beni materiali. Il “ rischio “ in questo caso è quello di ripartire già vecchi, bruciandoci le opportunità che il cambiamento comporterebbe perché troppo presi nel pensare troppo alla necessità giustamente dell’emergenza. Il senso

dell’investire va compreso nella fase dell’emergenza. Il futuro va pensato proprio nel momento in cui affrontiamo un’emergenza. Guai porci questo interrogativo a pandemia finita. In questa constatazione il settore dei trasporti è quello maggiormente necessità di un approccio strategico. I cambiamenti che lo interesseranno sono epocali in quanto in futuro sarà nella mobilità pubblica e non certo nelle automobili. L’Unione europea questo lo ha ben inteso e sta pianificando in questa direzione. Qui vanno lette le opportunità del Recovery Found; le ferrovie, la cura del ferro anche nelle città, non certo nuove strade per essere sempre più vecchi.

Sempre scrivendo di trasporti se il Trentino riflettesse sui collegamenti di cui disponeva nei decenni addietro, quello che in questi termini ha smantellato ( vedi ad es. la Ora-Predazzo, la MAR e avanti…) e quello che dovrebbe fare per recuperare questo gap, il ritardo accumulato è ultra secolare. A differenza del periodo di fine ‘800 oltre ad una serie di infrastrutture strategiche oggi manca una classe politica e di dirigenti con il coraggio di investire in nuove opere strategiche in linea con il cambiamento in atto in vari Stati europei e nel resto del mondo, compreso il Nord-Africa. Il nuovo progetto del tunnel di base del Brennero sta mostrando quanto soprattutto il Trentino si ritrovi nudo.

Serviranno decine di anni per costruire un nuovo modello di mobilità anche in Trentino, quello che appunto più di cento anni fa avevano immaginato ai tempi dell’Impero Austroungarico politici e ingegneri anche trentini come Paolo Oss Mazzurana, Emanuele Lanzerotti in bella compagnia con l’Ing. Mario Baudracco di Belluno. E con i politici c’era anche le valli che si mobilitavano.

Oggi, tutto questo manca, chi governa pensa solo al domani, le valli stanno a guardare senza rendersi conto che il mondo va comunque avanti. Le valli perdono menti e giovani perché chi vuole costruirsi un futuro le occasioni che qui non trova se le va a cercare altrove.

Il significato di ferrovia è certamente guardare avanti, portare il cambiamento nelle valli, ripensare il turismo, ma soprattutto creare economia sana che faccia in modo che a condurre le aziende siano i locali innanzitutto. Conti alla mano, se c’è uno strumento di lavoro che più creare nuova ricchezza sul territorio quello è la ferrovia. Dinanzi al rischio fondato del passaggio di parte del patrimonio turistico nella mani di probabili approfittatori , ora più che mai impegnarsi per la ferrovia dell’Avisio significa patriottismo.

 

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Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites