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TRANSDOLOMITES * TRATTO 241 VAL D’EGA: « SERVE UN “PIANO GENERALE DELLA SICUREZZA STRADALE” VOLTO A RIDURRE PROGRESSIVAMENTE I RISCHI E L’INCIDENTALITÀ SULLE STRADE »

Giovedì 30 maggio 2019 nella tarda mattinata, sulla SS. 241 della Val d’Ega sul versante trentino del comune di Sèn Jan di Fassa località ” La Stèila” ove sorge l’ex Scuola alberghiera è avvenuto l’ennesimo incidente stradale che ha coinvolto un motociclista germanico che con un gruppo di bikers stava transitando da Passo Carezza in direzione di Sèn Jan di Fassa.

Una curva ( allegato la foto 890 ) con alto livello di pericolosità ove frequentemente motociclisti, ciclisti e autovetture vanno fuori dritti perché la conformazione della curva ti ” butta fuori” .

Qualche anno fa, il sottoscritto è stato testimone oculare di un identico incidente stradale avvenuto alla stessa curva vedendo un biker olandese che pur procedendo a velocità moderata ha tirato dritto ed è stato catapultato dal terrapieno nel prato sottostante. Un problema , quello della curva in questione, ben conosciuto tra coloro che transitano sulla 241 da o per Bolzano e dove sarebbe quanto mai urgente intervenire correggendo il raggio di curvatura.

Il tratto della 241 che da Sèn Jan di Fassa porta a Passo Carezza è purtroppo caratterizzato da altre criticità che sarebbe il caso di non continuare a sottovalutare.

Oltre al tratto pianeggiante in quota che in più punti registra segni di cedimento verso valle, altro aspetto macroscopico riguarda la struttura dei guardrails, che recentemente sono stati posizionati sulla corsia che da Passo Carezza conduce a valle. In allegato ad es. quelli installati nell’autunno 2018 a Vallonga.( foto allegata)

Questo tipo di guardrails sono delle vere e proprie trappole anche mortali per quei ciclisti o motociclisti che malauguratamente dovessero scivolare in curva e infilarvisi sotto. Situazione di rischio ben nota su strade come la 241 ad alta frequentazione da parte di coloro che viaggiano sulle due ruote e problema al quale su varie strade si è provveduto ad correggere integrando le barriere metalliche con delle facce che hanno lo scopo di chiudere lo spazio tra manto strade e la parte alta della barriera metallica.

Questo il problema della 241 che si somma a troppe situazioni di pericolosità stradale per pedoni e ciclisti che sui tratti urbani es extraurbani delle valli di Fiemme e Fassa , 241 e SS.48 delle Dolomiti che hanno bisogno urgente di attenzione e di rapidi interventi. Serve a nostro avviso un vero e proprio un “piano generale della sicurezza stradale” volto a ridurre progressivamente i rischi e l’incidentalità sulle strade.

I costi sanitari generali generati dal settore dei trasporti sono enormi e investire in prevenzione è la via migliore per ridurre la spesa sanitaria su questo versante. Bisogna farsi una ragione della necessità di avere più prevenzione, più investimenti sulla sicurezza stradale e sull’educazione stradale accompagnata ad una coraggiosa politica di riduzione del traffico privato e forti investimenti nei servizi di mobilità e infrastrutture per la mobilità pubblica.

 

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Massimo Girardi

Presidente associazione Transdolomites