PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 9)

L’onda lunga dovuta al riconoscimento delle Dolomiti Patrimonio mondiale dell’Umanità, la futura entrata in esercizio della tunnel ferroviario di base del Brennero, l’effetto trainante posto Olimpiadi 2026 può rappresentare un mix esplosivo che potrà contribuire a rendere le località ospitanti gli eventi olimpionici punti di interesse e destinazione turistica. Il rischi che si corre è quindi di essere sepolti da un nuovo traffico automobilistico: non sapremmo più dove mettere questo probabile fiume di auto private.

Conclusione: non possiamo in alcun modo permetterci di pensare in questa prospettiva ipotizzando soluzioni di basso profilo solo perché costano meno.

Dobbiamo avere il coraggio di puntare in alto, fare il salto di qualità nella storia.

L’idea del Metrobus, oltre che essere soluzione inutile nel medio e lungo periodo dimostra la mancanza di analisi storica e totale mancanza di visione e programmazione strategica. Su quest’ultima si costruisce il futuro delle Dolomiti, del Trentino e delle Alpi centrali.

Con il completamento della tratta Verona-Innsbruck-Kufstein (1867) dal Tirolo del Nord a quello del Sud ed il Trento prese il via una rincorsa per collegare con ferrovia i territori periferici. La Ferrovia Ora Predazzo (1918 -1963  ha fatto lo stesso percorso connettendo la Valle di Fiemme con ferrovia Brennero.

In quel periodo storico detta valle era in una condizione di grande eccellenza dal punto di vista dell’accessibilità stradale e ferroviaria. La “cura del ferro soprattutto nel dopoguerra aveva favorito lo sviluppo del turismo in Fiemme e Fassa. Dal 1963 in avanti con la sua dismissione, questa valli sono tornate nell’isolamento da questo punto di vista e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.

Con la realizzazione del tunnel di base del Brennero abbiamo allo stato attuale lo scollegamento delle Valli Avisio per quanto riguarda la ferrovia storica per trasporto regionale che la futura alta velocità.

Tra l’altro questa esclusione sarà più marcata nel momento in cui oltre all’alta velocità verrà potenziato il trasporto regionale tra Innsbruck e Verona (tratta storica) che è quello potenzialmente più importante per le valli.

Questo significa che le Dolomiti saranno sempre più fuori mercato sotto il profilo delle nuove opportunità turistiche essendo per loro difficoltoso accedere alle opportunità che verranno offerte dai nuovi mercati mondiali

Serve con urgenza riconnettere le valli con il resto del mondo.

Bolzano ha avviato la progettazione del Metrobus. Sta lavorando alla realizzazione della corsia preferenziale tra Bolzano e Caldaro, ma ha come obiettivo finale la sostituzione dei pullman con la seconda fase che prevede la realizzazione del tram come raccontato al convegno del Muse del 4 ottobre 2019. LINK VIDEO

Questo perché ci sono le condizioni per farlo mentre per la valli di Fassa e Fiemme queste non ci saranno mai perché se ci fosse questa volontà il costo del progetto Metrobus per Fiemme e Fassa costerebbe almeno 4 volte di più, poi ci sono i problemi delle pendenze e la promiscuità nei paesi. Cosa che un progetto ferroviario non ammetterebbe mai per essere approvato.

Ma in Provincia a Bolzano hanno capito che gli obiettivi fissati con il Metrobus non sono stati centrati e che sarà un sistema molto difficile da gestire. Non sono stati rispettati i tempi di costruzione, i costi sono cresciuti rispetto a quanto preventivato in partenza.

L’attrattività che tra l’altro ha un tram o un treno è ben altra cosa rispetto a un Bus.

Es. di Firenze; una linea di autobus che portava 2 milioni di viaggiatori anno è stata convertita in tram. Ora la stessa linea trasporta 12 milioni/anno di viaggiatori e questo avviene in ogni parte del mondo.

Per fare il carico corrispondente ad un treno stile Venosta servono 5 pullman e dunque la capacità di trasporto della ferrovia è molto più alta, usando tra l’altro molto meno spazio e senza generare emissioni.

Il rischio allora è che per queste valli sia del tutto preclusa l’opportunità di puntare in futuro sulla ferrovia e questo non è solo un danno per le valli ma per tutto il Trentino sotto il profilo turistico e dell’immagine.

Cosa fondamentale, Il Metrobus non risponde alla necessità di collegare le valli alla ferrovia del Brennero. E’ una mera soluzione per mobilità interna.

Occupazione di spazio, il Metrobus usa più spazio del treno. La corsia di cui abbisogna sarà infatti di circa m 5.

E’ molto meno flessibile della ferrovia perché è obbligato a usare la strada

– la corsia preferenziale sarà solo in andata o anche per il ritorno?
– nei paesi interessati già preclusi come si fa ? si fa comunque la coda?
– nelle circonvallazioni già presenti e quelle previste ci sarà una corsia preferenziale in andata e ritorno e come si fa?
– l’ulteriore inutile occupazione del suolo a favore della viabilità automobilistica non sarà un colpo irreversibile ad un sistema di trasporto sostenibile …
– con questa soluzione il traffico automobilistico non diminuirà e l’attraversamento dei centri abitati sarà ancora più caotico …
– nel caso in cui venga realizzato questo progetto con ulteriore spreco del denaro pubblico la val di Fassa verrà definitivamente compromessa, ed i problemi rimarranno

Olimpiadi 2026, perché pensare a soluzioni localistiche, che non risolvono il problema della mobilità alla radice. Le Olimpiadi si possono gestire anche senza Metrobus, ma devono essere utilizzate per attirare sul posto i capitali per la costruzione della ferrovia.

Non sono le Olimpiadi la vera emergenza ma il cambiamento che esse potranno generare negli anni a seguir. Ed è a quel cambiamento che dobbiamo preparaci.

Il senso di investire è governare il cambiamento .

Non si è minimamente pensato che una ferrovia in Fiemme e Fassa a fronte di un progetto complessivo tra Trento-Cembra e Penia, si può costruire in piccoli lotti funzionali; es Campitello-Penia su rotaia a scartamento ordinario con treni nuovi diesel o a batteria.

Questa ultima opzione è efficace su queste corte distanze e pendenze minimali. Si risparmierebbe in questa fase inziale la rete di elettrificazione, si darebbe una risposta efficace al tappo che si genera in alta valle di Fassa, si creerebbe la vera corsia preferenziale da realizzare progressivamente su tutta l’asta dell’Avisio, e si inizierebbe la posa del seme della prima ferrovia in Fassa per proseguire verso Fiemme e Cembra.

Un progetto che la Pat, e le valli attendono dopo il famoso esito della Mozione del Consiglio Provinciale del giugno 2014 la N. 38 che impegnava la Giunta di allora a redigere il progetto.

Una mozione che non permetteremo mai vada in prescrizione e che vede la firma di coloro che oggi sono maggioranza ma che ieri erano minoranza.

Troppe le promesse che la Pat non ha rispettato in questo anni ma che non dimenticheremo di ricordare al momento opportuno.

Se Metrobus fallisce (come prevediamo) chi ci metterà la faccia in questo fallimento?

Tornerete a parlare di nuovi espropri per cercare altre soluzioni più valide? Come giustificherete le decine d’anni perse per mancanza di visioni, quelle che invece Bolzano ha ed ha il coraggio di concretizzare?

 

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Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites