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TRANSDOLOMITES * OLIMPIADI 2026 – NUOVE INFRASTRUTTURE FERROVIARIE: GIRARDI, « IL VENETO NE HA CAPITO L’IMPORTANZA E SI MUOVE CON DECISIONE, IL TRENTINO COSA ASPETTA? »

Le Olimpiadi rappresentano l’occasione imperdibile per dotare i territori montani di una fondamentale occasione di crescita sostenibile. Il Veneto l’ha capito e si muove con decisione con visione e progettualità. E il Trentino cosa aspetta a battere un colpo in questa direzione ? Nel corso del 2019, Maurizio Fugatti, Presidente della Giunta provinciale di Trento, in chiave olimpionica ha citato la ferrovia delle valli dell’Avisio guardando alla proposta di Transdolomites.

Ha espresso l’idea di collegare il pinetano via ferro con le valli di Fiemme e Fassa, ha rivolto il pensiero ipotizzando il collegamento ferroviario con il Lago di Garda. Esternazioni che Transdolomites ha certamente apprezzato ma ora chiediamo ; fine hanno fatto tutte queste belle intenzioni? Sul tema delle nuove infrastrutture ferroviarie in vista dell’obiettivo Olimpiadi 2026.

 

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Il treno delle Dolomiti non è sostenibile ma si farà.

Questa non è una considerazione di Transdolomites, ma è quanto ha detto Elisa De Berti, Assessora ai Lavori Pubblici della Regione Veneto durante il suo intervento al Muse il 26 febbraio 2019 in occasione del convegno di Transdolomites organizzato a riguardo del tema Olimpiadi 2026 e nuove infrastrutture ferroviarie per la mobilità pubblica.

Convegno che è stato trasmesso in diretta su streaming al link

Nel suo intervento ha raccontato che la proposta di un nuovo collegamento ferroviario tra Calalzo e Cortina è stata sottoposta a uno studio costi benefici e il risultato emerso, in sintesi, è stato il seguente: allo stato delle cose per quanto riguarda la situazione della provincia di Belluno il consiglio espresso dalla società di consulenza è stato di lasciare decadere l’idea.

A dire il vero, la modestia delle stime trasportistiche era stata anticipata dal Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia già dal 2015 parlando di una previsione inziale di 500.000 viaggiatori l’anno.

1/6 in meno di quanto invece stimato negli studi della ferrovia Valli dell’Avisio e ancora più lontane dai contenuti degli studi economici di SAD per la Bolzano-Gardena-Badia-Cortina che arriva addirittura a stimare in sei milioni i viaggiatori anno su quest’ultima tratta.

Nonostante le risultanze emerse nello studio costi-benefici, Elisa De Berti ha detto qualcosa d’altro. Un collegamento ferroviario sino a Cortina che poi si sviluppi sino a Dobbiaco ha il senso mettere in rete i territori del bellunese, che in parte versano in una situazione di debolezza economica e sociale, ma ospitano anche primarie realtà industriali (distretto degli occhiali) e turistiche (Ampezzano), con la contigua area dolomitica altoatesina e con i valichi internazionali verso il Tirolo (Innsbruck) ed il Tirolo orientale (Lienz). Dunque, il miglioramento dell’accessibilità dei territori scelta come politica per favorire la crescita economica delle periferie.

Assieme all’elettrificazione di tutto il tratto che da Venezia porta a Calalzo, va portata a termine come priorità anche la nuova infrastruttura ferroviaria dolomitica.

Un’ulteriore domanda poniamo. Ma il Trentino che ci azzecca con la realizzazione dell’Anello delle Dolomiti? Sotto l’aspetto turistico semplicemente nulla. Esso, infatti, non è funzionale alla sua economia turistica ed alle sue future esigenze di mobilità. L’anello semmai potrà essere funzionale al Veneto per mettere in rete le realtà produttive del bellunese e potrà essere usato anche per i futuri sviluppi del turismo veneto e bellunese.

Transdolomites però è convinta che il Treno delle Dolomiti e l’anello delle Dolomiti vadano realizzati non solo per i vantaggi che possono dare alla montagna bellunese, ma soprattutto se serviranno a mettere in rete l’intera regione dolomitica comprendendo anche la realizzazione delle altre linee ferroviarie previste e da progettare per l’interno di questi territori (Gardena, Badia, Fiemme, Fassa, Cembra).

Questa visione strategica, sia negli studi sui costi e benefici, sia nelle decisioni politiche, avrebbe dovuto essere applicata anche nei riguardi della proposta di collegamento ferroviario tra Trento e le valli dell’Avisio sino a Penia, per poi auspicare la prosecuzione per collegarsi con la valle Gardena e Badia.

Con questa affermazione non si vuole dire che Transdolomites sostiene lo spreco di soldi pubblici.

Anzi, negli studi finora promossi o sostenuti dall’associazione ci si è preoccupati di valutare la sostenibilità dei costi di gestione della nuova linea, anche nel caso in cui il volume turistico delle valli dell’Avisio restasse lo stesso di oggi (siamo invece convinti che la realizzazione della ferrovia sarà un volano per la sua crescita soprattutto al di fuori dei periodi di alta stagione, oggi già congestionati).

Infatti, partendo dalle attuali presenze turistiche delle tre valli, circa sette milioni, e ipotizzando ad esempio una tassa di soggiorno di due euro a persona (cosa del tutto normale, visto che in altre parti d’Italia si arriva a molto di più) verrebbe coperto il 90% delle spese di gestione. Per il restante 10% sarebbero sufficienti i contributi oggi pagati per il servizio bus di linea principale (non quelli locali) e gli abbonamenti pagati dai residenti e dai proprietari di seconde case.

 

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Cosa significa tra l’altro questo?
Essere sicuri della copertura dei costi e disporre di un treno “senza biglietteria” (= tutti i viaggiatori hanno un diritto di libera circolazione per tutto il giorno) al servizio di chi soggiorna nelle valli per turismo o per residenza. Una stranezza? No, su scala diversa questo sistema è in uso in molte città estere, ad esempio tedesche e svizzere e anche in Fiemme in estate. Paradossalmente, quindi, la gestione della ferrovia sarebbe sostenibile, anche se i treni viaggiassero vuoti!

Allora, altro che insostenibilità!!!!!!!!

Ha suscitato interesse e dibattito questa proposta? No, a quanto ci risulta. Semmai si è insistito nel valutare il treno come un servizio a sé stante, non permeabile alla mobilità dei territori e chiuso dalle proprie biglietterie in un contesto di competizione con la macchina e con gli altri mezzi, come i minibus, con cui vengono spostati i turisti. In altre parole, si è voluto limitare la sua potenzialità al servizio degli attuali pendolari e utenti dei bus più una piccola quota di automobilisti che potrebbero decidere di passare al treno.

Ebbene, mentre in nome della presunta insostenibilità della ferrovia delle valli dell’Avisio alla valle di Fassa e Fiemme si propone il palliativo del BRT (Bus Rapid Transit), Elisa De Berti Assessore regionale alle infrastrutture del Veneto nei giorni scorsi ha incontrato l’amministratore delegato Maurizio Gentile di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per concordare gli interventi ferroviari in chiave olimpionica.

Dunque la sostenibilità di dette scelte non è legata a qualche numero che piace al politico di turno bensì all’esclusiva volontà del fare; volere è potere.

Valga quale esempio ed insegnamento la decisione della Giunta dell’allora Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Luis Durwalder che nel momento di scegliere di riattivare o meno l’allora disamessa ferrovia Merano-Malles , pur dovendo fare i conti con 13 sindaci venostani contrari al progetto, contrari quasi tutti gli albergatori e la stragrande maggioranza dei venostani, ebbe il coraggio di compiere il passo decisivo a favore della rimessa in esercizio. Ora la ferrovia Merano Malles è un esempio in tutta Europa, si lavora all’elettrificazione ,per poi inserirla nel programma di viaggio tra Malles-Innsbruck o Malles -Wienna.

C’è chi in politica ha il coraggio di fare delle scelte a favore delle periferie ed è entrato nella storia della sua terra( e Durnwalder lo è entrato certamente) c’è chi ci crede e ha questa ambizione , la Giunta di Luca Zaia e chi invece come il Trentino politicamente trasversalmente non ha mai dimostrato questo coraggio e questa volontà e preferisce vivere con la testa sotto la sabbia come gli struzzi.

“La visione veneta”, parola seria e carica di significato ( e non relegata in modo ridicolo ai puri sognatori) , guarda al collegamento Milano – Calalzo e Venezia – Calalzo senza cambio treno concordando di prevedere l’elettrificazione della rete ferroviaria bellunese compresa anche la tratta tra Ponte delle Alpi e Calalzo. A ciò si aggiungeranno gli interventi di RFI sulle tratte bellunesi che portano a Calalzo con riqualificazioni delle stazioni ed efficientamento (e, speriamo, anche velocizzazione) dell’infrastruttura ferroviaria. A ciò si aggiunge l’alta velocità con gli interventi previsti tra Verona e Padova.

E, a chiusura del cerchio, entro la fine dell’anno, per quanto riguarda il treno delle Dolomiti da Calalzo a Cortina si punta a stabilire l’ipotesi di tracciato. Ha dichiarato l’Assessora De Berti a questo riguardo: “ un’opera straordinaria, un vero biglietto da visita delle nostre montagne per le suggestioni panoramiche uniche al mondo”.

E il Trentino, che pure ospiterà parte delle gare olimpioniche? IL NULLA DEL NULLA : ANNI E ANNI DI PAROLE, DI DISCORSI PONTIFICANTI, DI LINEE TRACCIATE SULLE CARTE DEL TRENTINO, DI INTERE PAGINE DI GIORNALI PIENE DI DICHIARAZIONI ALTISONANTI, MA NELLA PRATICA NEMMENO UNO STRACCIO DI PROGETTO, DAL GARDA ALLE DOLOMITI, DALLA VALSUGANA ALLA TRENTO -MEZZANA.

TANTI ANNI DI PAROLE PER ARRIVARE A METTERE SU STRADA QUALCHE PULLMAN E, CON IL BRT, SOSTANZIALMENTE PROPORRE UN ULTERIORE PULLMAN DOTATO IN PARTE DI CORSIA PREFERENZIALE.

ANNI DI DELEGITTIMAZIONE DEL LAVORO CHE DA ALTRETTANTO TEMPO MOLTI CITTADINI STANNO PORTANDO AVANTI, NON NEL LORO INTERESSE, MA DEI TERRITORI NEI QUALI SI BATTONO.E LO FANNO A TITOLO GRATUITO SENZA NEMMENA LA BRICIOLA DI UN MINIMO VITALIZIO.

In questo contesto il BRT, se realizzato, per le valli di Fassa e di Fiemme rappresenterà non un primo passo verso la ferrovia, ma la pietra tombale sulle legittime loro ambizioni di essere connesse al mondo in modo moderno ed efficace come prevedeva il concetto nobile di Metroland.

Quel collegamento con il mondo che di fatto esisteva tra il 1918 ed il 1963 quando la ferrovia Ora Predazzo rappresentava l’accessibilità delle valli di Fiemme e Fassa dalla linea ferroviaria del Brennero.

Realizzare le ferrovie Bolzano – Cortina via valli Gardena e Badia e quella dell’Avisio non è una pura ideologia, ma il frutto di una strategia e di un ragionamento progettuale: il cuore Dolomiti si dovrà raggiungere in treno e pure in treno ci si dovrà muovere al suo interno. Questo rafforzerà la logica della realizzazione della Venezia – Cortina e dello stesso anello delle Dolomiti. In quest’ottica è anche fondamentale che tutto il sistema di rete parli la stessa lingua in termini tecnologici e sia ben integrato. Una delle peggiori ipotesi sarebbe immaginare le Dolomiti ferroviarie, da un lato, e le valli di Fiemme e Fassa attrezzate con il BRT, dall’altro. Per queste esso costituirebbe la condanna ad essere emarginate e scollegate dalla ferrovia del Brennero e da tutto il contesto ferroviario nazionale ed europeo.

Ecco allora che le modeste stime iniziali fornite da Zaia saranno destinate a crescere e questo nel Veneto lo sanno benissimo perché non si investe per il mantenimento dello status quo, ma, al contrario, si investe per cambiare, per crescere.

Olimpiadi invernali, ma ben oltre lo stesso evento, ma questo il Trentino si rifiuta di capirlo.
Le valli dell’Avisio, il Garda, la Valsugana non possono più permettersi di perdere altri treni, devono essere protagoniste in primis del loro futuro, non possono più permettersi di sentire solo parole a idee cha cambiamo ogni giorno.

E’ giunta l’ora di smettere di nascondere la testa nella sabbia come gli struzzi, è giunta l’ora di uscire dal letargo è giunta l’ora di chiedere con forza che si avvii la fase dei progetti, che si inserisca il tutto nel contesto di un vero progetto europeo.

Transdololomites rivolge un pubblico appello a coalizzarsi con Transdolomites per fare fronte comune per non restare tagliati fuori dalla rivoluzione dei trasporti che ha preso avvio al di fuori dei sui confini.

Le comunità, le periferie non hanno bisogno di una politica che fa da tappo alle aspirazioni di sviluppo e crescita dei loro territori, hanno invece bisogno di persone elette che abbiano una visione del futuro e che riescano a programmarlo in maniera sostenibile e moderna, da tanti, troppi anni stiamo aspettando che una politica trasversale alle varie forze faccia sua la nostra proposta e che la elevi a “progetto”.

Le comunità delle valli dell’Avisio non hanno bisogno di consiglieri provinciali il loco eletti che sino ad oggi sono stati del tutto evanescenti, balbettanti, incapaci di fare una guerra di posizione a favore del futuro delle loro valli senza calare le braghe!!!!!

Fiumi d’inchiostro sono stati scritti sui collegamenti ferroviari per le valli trentine, ma di concreto a parte la mozione portata avanti nel 2014 dall’ allora consigliere e imprenditore Diego Mosna, patron della trentino volley, niente. Facciamo appello a tutte le persone di buona volontà, politici compresi affinché si sciolga ogni riserva e si dia il via a una concreta programmazione che porti le valli dell’Avisio, e non solo ad avere quello strumento” lo studio di fattibilità ” strumento principe per qualsiasi scelta.

La vallata dell’avisio e le sue genti lo aspettano da tanto tempo, troppo ed è giunta l’ora non solo di alzare la voce ma di battere anche i pugni sul tavolo.

Ed è solo l’inizio, perché la micca è accesa e Transdolomites farà sentire ben alta la sua voce in tempi molto ravvicinati.

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Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites