PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

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Mobilità in Trentino: “ Valdastico; servono infrastrutture che creino unione tra le comunità e non contrapposizioni. E se il suo rilancio si affidasse alla ferrovia?”

Il recente incontro di EuregioLab a Alpbach ha inteso lanciare il messaggio con il quale fare intendere che il Land Tirol, Sudtirolo e Trentino possono affrontare in maniera creativa e collaborativa anche i grandi temi del presente e del futuro: sviluppo, sostenibilità, tutela dell’ambiente.

Valutiamo positivamente la volontà comune di rafforzare la collaborazione in Euregio sulle questioni ambientali ma allo stesso tempo lanciamo un forte richiamo ai soggetti che sono intervenuti ad Alpbach. Alla buona volontà deve seguire innanzitutto la coerenza nella pianificazione del futuro dei territori Euregio e di conseguenza anche le scelte da attivare.

Il tema dei trasporti è un banco di prova molto importante in quest’ottica.

Se da un lato siamo ben abituati all’elenco delle promesse preelettorali , la pianificazione strategica che dovrebbe riguardare i governi da quelli provinciali, regionali, nazionali ed europei dovrebbe confrontarsi con ben altri elementi di valutazione.

Restando in tema di trasporti, la classe politica attuale è cosciente del fatti che ci stiamo affacciando alla soglia della più grande rivoluzione del settore dei trasporti che il mondo abbia mai vissuto?

Da questa consapevolezza si auspica avvenga la pianificazione della mobilità anche nella nostra regione, nelle Dolomiti, arco alpino tanto per restare vicino a casa nostra.

Umberto Zampelloni, storico giornalista sportivo, in una sua pubblicazione uscita quest’anno attraverso fonti autorevoli ha redatto lo scenario guardando al ruolo che in futuro l’automobile.

L’auto del futuro non dovrà essere necessariamente l’auto di proprietà. Cambiano le esigenze, ma diminuisce in parallelo anche la capacità economica che permette il mantenimento dell’auto di proprietà. Questo ultimo aspetto riguarda sin da ora i giovani europei che hanno sempre meno nella testa l’acquisto dell’auto.

A certificare questo cambiamento alcuni dati: In Italia il numero di patenti rilasciate è crollato del 25% tra il 2001 ed il 2018 e nella fascia compresa tra i 18-29 anni le immatricolazioni di auto sono diminuite del 50% (Fonte UNRAE – Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri).

Fenomeno che riguarda anche giovani degli USA dove negli ultimi 13 anni il numero di giovani con la patente di guida è sceso dal 76 al 71%

Crescita esponenziale invece per il car sharing ove negli USA e in Germania l’incremento di utilizzo è stato del 30% all’anno negli ultimi 5 anni.

Siamo difronte ad una riprogrammazione mondiale dell’uso dell’automobile, che viene affiancato dall’uso esponenziale di scooter, bici e servizi di mobilità pubblica.

Dinnanzi a questo scenario ed a quello urbanistico che a livello mondiale punta ed eliminare in futuro l’uso dell’auto privata dalle città, le conclusioni a cui Transdolomites giunge è che salvo gli interventi di viabilità puntuale, la realizzazione di nuove arterie stradali importanti non ha più nessuna giustificazione. Sottoponessimo all’attenzione dei famigerati studi “ Costi-Benefici” questi progetti sarebbero sistematicamente bocciati.

Chissà poi perchè in Olanda per le opere pubbliche è obbligatorio questo tipo di valutazione mentre in Italia se ne perla quando solo quando fa comodo?

Alla luce della rivoluzione in atto, applichiamo questo concetto all’opera tanto discussa e fonte di conflitto in Trentino e ni solo; la Valdastico.

Rilanciamo allora quanto venne pubblicato nell’articolo a firma di Massimo Plazzer – da “Voce Comune n° 58” scaricabile su digilander.libero.it/vallarsa/storia/treno.htm con il titolo “ Quando spuntò l’idea di un treno tra Rovereto e Schio “

“La via più breve tra Venezia e il Brennero” in un progetto del 1899

A cavallo tra ‘800 e ‘900, anche in Trentino era in forte sviluppo un nuovo mezzo di trasporto, il treno. Sono di quegli anni le importanti linee della regione, quella del Brennero in primis, realizzata nel 1859 fino a Bolzano e nel 1867 fino ad Innsbruck. Il nuovo mezzo permetteva velocità impensabili per l’epoca, il trasporto di merci e persone per lunghe tratte senza fatica, con notevoli cambiamenti economici e sociali.

Nel 1891 in Vallagarina era stata attivata la linea Rovereto-Mori-Arco-Riva, che ha operato fino al 1936 e nel 1896 l’impero austriaco inaugurava la linea della Valsugana da Trento fino a Tezze e bisognerà aspettare il 1910 perché l’Italia colleghi con la strada ferrata Mestre e Bassano al confine asburgico in Valsugana.

Nel 1899, quando in Veneto era fervido il dibattito sul percorso per collegare la Valsugana a Venezia, uscì a Schio un libretto dal titolo “La via più breve fra Venezia ed il Brennero è la linea Mestre – Padova – Vicenza – Schio – Rovereto”..

L’autore, si presume si tratti di Olinto de Pretto, parla di un naturale proseguimento della ferrovia del Brennero che con il tratto Rovereto-Schio vedrebbe chiudersi un quadrilatero con Verona e Vicenza, permettendo a persone e merci di accorciare la strada ipotizzando l’allacciamento alla ferrovia del Brennero circa a mezza strada fra Rovereto e Calliano.
Questa idea venne all’epoca accompagnata da una serie di studi sui costi da sostenere per la sua costruzione.

Questa notizia storica è stata poi riportata dal giornale “Trentino” del 28 aprile 2019
La prima Valdastico? Un treno.

Il progetto dimenticato. Nel 1899 i veneti proposero agli austriaci di collegare la ferrovia del Brennero a Venezia Lo studio prevedeva 9 km di galleria fino a Parrocchia, discesa per la Vallarsa e una stazione in Corso Bettini.

 

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A firma di Luca Marsilli.

Proseguiamo nuovamente con le note di Transdolomites.

Ribadite le recenti dichiarazioni di Alpabch ed alla luce delle contrapposizioni tra i pro o contro Valdastico e tenuto contro delle perplessità che sempre più emergono nella Valle dell’Astico, Rovereto, zona del Garda, Sudirolo, siamo dell’opinione che la promessa di rilancio fatta al Trentino ed alla Valdastico possa essere mantenuta semplicemente orientando la propria scelta sull’opzione ferroviaria anziché stradale dando alla ferrovia il ruolo di monopolio , quindi non affiancata da una nuova strada.

La tecnica con cui vengono attualmente realizzati i sedimi ferroviari volta a eliminate rumori e vibrazioni nonché l’adozione di materiale rotabile nuovo, potrà aprire la possibilità di valutare il trasporto merci e persone con il minimo impatto per la popolazione residente.

La grande novità è che ripensando al progetto storico originario quello che verrebbe ed essere realizzato sarebbe un corridoio ferroviario strategico tra Venezia, Valdastico, Rovereto ed il Garda , un progetto che anziché fomentare divisioni e paure per il timore della crescita della pressione del traffico privato doterebbe i territori citati di uno strumento di lavoro comune ma compatibile con le caratteristiche di ognuno.

Creare una direttrice su ferro per il movimento merci , rafforzerebbe ancora di più il ruolo della nuova ferrovia del Brennero.

Tutto ciò permetterebbe di rafforzare il ruolo della Valsugana nella funzione di metropolitana di superficie tra questa valle e la città di Trento. Valsugana ove l’emergenza per la mobilità è data dal muovere persone prima che le merci.

 

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Massimo Girardi
Presidente Associazione Transdolomites