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TRANSDOLOMITES * FERROVIA: « PER UN TURISTICO SOSTENIBILE ED ECOLOGICO È ESSENZIALE UN SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO AFFIDABILE ED ECONOMICAMENTE ACCESSIBILE »

Lezioni di turismo dalla Svizzera. Il panorama ferroviario di questi tempi è ricco di notizie. La soluzione treno torna con prepotenza di attualità.

Dall’accordo quadro della Provincia Autonoma di Trento per la ferrovia per il Lago di Garda, elettrificazione della linea della Valsugana, il Treno delle Dolomiti con la prospettiva della realizzazione della Primolano-Fetre e la Calalzo Cortina e l’obiettivo di collegarsi alla Val Pusteria.

Nell’àmbito del percorso nel bellunese, quattro sono ad oggi i progetti che sono stati proposti. Ultimo tra questi e che Helmuth Moroder, ingegnere incaricato dalla Regione Veneto dovrà valutare prossimamente.

Ultimo proposta progettuale riguarda infatti la proposta da Venezia a Cortina attraverso Agordo attraversando la Valle del Cordevole avanzata da un gruppo di sindaci della zona, dall’Unione montana e dalla Provincia di Belluno.

Si potrà anche ammettere siano troppi quattro progetti da valutare ma comunque la dimostrazione che è sulla ferrovia che si punta per investire sul futuro delle comunità montane del bellunese.

E poi la Regione Lombardia ove si ragiona che convinzione per avviare i progetti di riattivazione delle ferrovie della Valle Olona e della Valmorea.

Non se la bevono loro la storiella del BRT come invece accade nelle Valli di Fassa e Fiemme!

Diciamola tutta, sono varie le regioni e province d’Italia dove la progettualità ferroviaria è tornata ad essere al centro dell’attenzione.

Se è vero che tra il dire ed il fare ne avrà da passare ancora del tempo, ciò comunque rappresenta una vittoria morale per Transdolomites che da oltre dieci anni si batte nel territorio dolomitico e alpino.

Se poi a queste notizie aggiungiamo il fatto che il Ministro per i Beni le Attività culturali e il Turismo, Dario Franceschini, abbia dichiarato 2020 “ l’Anno del treno turistico “ la dice lunga sul potenziale che il treno possa esprimere per far crescere una forma di turismo che permetta al viaggiatore di percorrere l’Italia in modo sostenibile e lungo le tratte storiche delle ferrovie, ammirando paesaggi magnifici e toccando località di struggente bellezza.

Esistono 800 chilometri di tratte ferroviarie in disuso e abbandonate che attraversano parchi nazionali, aree protette e territori densi di storia e cultura”. Una opportunità per chi una ferrovia già ce l’ha, per chi si sta attivando, una penalizzazione esponenziale per i territori il cui destino pare al momento l’essere condannati a rimanere esclusi da questo percorso di nuovo sviluppo.

Una opportunità che nelle Valli dell’Avisio è stata recepita positivamente nei due ultimi anni quando attraverso ben 17 mozioni di comuni, Comunità di Valle , emerse un preciso indirizzo politico con la richiesta alla Provincia Autonoma di Trento di attivarsi nel più breve tempo possibile nella realizzazione dello studio di fattibilità per il nuovo collegamento ferroviario tra Trento e Penia attraverso la Valli di Cembra, Fiemme e Fassa.

Un percorso che venne inaugurato dal Consiglio provinciale di Trento che all’unanimità il 12 giugno 2014 votò favorevolmente a favore della realizzazione dello studio medesimo.

Ora, dinnanzi a tale innegabile evidenza dei fatti ed al mancato ascolto nei riguardi delle indicazioni politiche emerse dalle valli dell’Avisio e dalla stessa città di Trento chiediamo prima di tutto ai Consiglieri provinciali delle Valli Avisio, Luca Guglielmi, Piero Degodenz, Gianluca Cavada, Alessandro Savoi di giustificare pubblicamente per quale motivo sino ad oggi hanno nascosto la testa sotto la sabbia dinnanzi alla questione ferroviaria.

Il vero potenziale che l’anello delle Dolomiti potrà esprimere non è legato solo al fatto di girare attorno ad esse, ma alla realizzazione delle ferrovie di vallata (Gardena-Badia, Cembra-Fiemme e Fassa) che raggiungano il cuore di questi territori montuosi perché è lì che la destinazione della massa dei turisti. Egregi Consiglieri Vi pare sensato escludere queste valli da un simile percorso?

Una domanda di pubblica giustificazione che rivolgiamo indistintamente a tutti i Consiglieri provinciali attualmente in carica.

Quanto ai Consiglieri citati nominalmente, si sono sottratti al dovere di dare voce alle richieste emerse nelle 17 mozioni votate dai Consigli comunali e Comunità di Valle in primis la N 38 del 2014 del Consiglio provinciale.

Grave e irresponsabile il comportamento che sino ad oggi avete adottato. Nessuna mozione votata chiedeva da subito la costruzione della nuova ferrovia, bensì da subito esse chiedevano e chiedono il progetto per saperne di più e per avviare il confronto con le valli.

E ciò gli è stato negato permettendo un silenzio che dura da troppi anni.

Un treno per le valli dell’Avisio “costa troppo?”. Costa troppo immaginare un nuovo futuro per queste genti?

Allora tanto per restare alle notizie fresche di stampa una ulteriore lezione giunge dalla Svizzera il 27 gennaio 2020 con il comunicato stampa delle Ferrovie Federali Svizzere “ migliorare i trasporti pubblici per il turismo nella regione di Andermatt.

Il loro intento è trasformare la stazione di Göschenen in uno snodo turistico per treni, autobus e auto con collegamenti diretti verso la zona sciistica ed escursionistica della regione turistica di Andermatt.

Il Cantone di Uri, le FFS, i Comuni di Göschenen e Andermatt, l’Andermatt Urserntal Tourismus GmbH, l’Andermatt-Sedrun Sport AG, l’Andermatt Swiss Alps AG e la Matterhorn Gotthard Bahn il 27 gennaio presentato gli obiettivi ed i provvedimenti congiunti come partner della «Prospettiva di destinazione Göschenen/Andermatt 2030».

Tramite ulteriori collegamenti diretti stagionali e biglietti risparmio verso Göschenen, le FFS hanno già introdotto i primi miglioramenti dell’offerta.

Con l’AndermattSnowExpress, inoltre, la SkiArena Andermatt ha lanciato un’allettante offerta con treni diretti da Zurigo. Grazie a investimenti per oltre un miliardo di franchi nell’infrastruttura turistica, negli ultimi anni Andermatt si è trasformata in una moderna destinazione per tutto l’anno.

Per garantire uno sviluppo turistico sostenibile ed ecologico, (continua il comunicato) è essenziale un servizio di trasporto pubblico comodo, affidabile ed economicamente accessibile.

Transdolomites si identifica totalmente in questo concetto che da anni promuove, difende e continuerà a difendere perché non è solo nell’interesse turistico delle valli ma come difesa della qualità della vita di chi abita le valli, in prima linea il loro diritto alla salute.

 

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Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites