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ASSOCIAZIONE TRANSDOLOMITES

Conferenza stampa "Ferrovia valli Avisio" (diretta video)

La montagna sta morendo per troppo turismo. La montagna si sta ribellando. Gli abitanti della montagna si stanno ribellando al troppo turismo.

La Giornata della Montagna dell’11 dicembre non è solo occasione per ricordare l’importanza della montagna nel mondo, la tanta retorica che su di essa si è fatta e si sta facendo, ma anche il momento per lanciare un nuovo allarme su un fenomeno che ad es. in vari Stati alpini sta prendendo forma, la ribellione dei residenti nei riguardi del turismo di massa che sta mettendo a dura prova la convivenza dei residenti nei riguardi dei turisti e di un fenomeno che sta mettendo in ginocchio le più importanti località turistiche di montagna ma non solo; il traffico automobilistico.

Guardando alle Dolomiti, se alla pressione generata dalle presenze turistiche attuali andiamo a affiancare i futuri appuntamenti quali le Olimpiadi invernali del 2026, l’entrata in esercizio del tunnel ferroviario di base del Brennero (2028) in assenza di interventi radicali in questi ambiti il rischio sarà che negli anni a seguire la prevista e magari auspicata crescita del fenomeno turistico montano deflagri come una bomba generando effetti distruttivi di portata notevole.

Già oggi, in Svizzera, Austria, Sudtirolo per fare alcuni esempi, sono documentati episodi di forte intolleranza tra residenti che hanno aggredito alcuni turisti.

Siamo agli albori di un nuovo fenomeno per altro prevedibile ma sottovalutato e che va affrontato da subito con scelte coraggiose e grande senso della programmazione per il futuro.

Alla base di questo fenomeno non c’è la xenofobia ma l’esasperazione dei residenti dinnanzi al troppo turismo, il sentirsi espropriati di un proprio e legittimo spazio di vita. Il traffico poi, il collasso della viabilità nei momenti di maggiore afflusso turistico sta privando la gente di montagna della libertà di movimento; prigionieri in casa propria per troppe ore della giornata. In parallelo anche la qualità della vita in alcune zone è più scadente che nelle città.

Dobbiamo essere ben consapevoli sin da subito che così non si può più andare avanti; bisogna destagionalizzare, puntare con sempre più convinzione sulle stagioni come la primavera e l’autunno, ragionare sulla necessità del numero chiuso e fare un decisivo salto di qualità nell’offerta turistica con forti investimenti nella mobilità pubblica.

Alla montagna non servono strade, ma infrastrutture ferroviarie leggere che creino una valida e credibile alternativa all’uso del mezzo privato. Per fare questo non hanno alcuna utilità le mezze soluzioni di mobilità interna come ad es. il BRT in valle di Fassa.

Alle valli dell’Avisio ed alla montagna in generale serve un corridoio ferroviario che realizzi una continuità dalle località di partenza alle destinazioni turistiche.

Immaginare e realizzare una simile logistica capillare in ambito di Euregio e di Alpi Centrali avrà tra l’altro la funzione di liberare le autostrade dalla mole di traffico che le fa collassare nei periodi turistici: A 22 in casa nostra è un costante esempio.

Già ora per quanto riguarda l’Alto Adige l’altipiano dello Sciliar con Fiè, Siusi e Castelrotto, la Val Gardena, la Val Badia e l’Oltradige con Appiano e Caldaro; per quanto riguarda il Trentino, il lago di Garda e le valli di Fiemme e Fassa; per quanto riguarda il Nord Tirolo porzioni di territorio rilevanti dal punto di vista turistico, come la zona di Kitzbühel, la Zillertal, la Stubaital, la Ötztal e le località turistiche del distretto di Landeck.

Stanno dando prova della rispettiva debolezza del sistema di mobilità pubblica locale. In prospettiva dell’entrata in esercizio del tunnel di base del Brennero e in prospettiva post olimpionica nelle Dolomiti, Lombardia, Veneto esse necessitano in modo assoluto dello sviluppo di un sistema di trasporto persone di alto livello. Immaginare qualche pullman in più è tempo e soldi sprecati.

Alla retorica della Giornata della Montagna aggiungiamo la retorica ormai quotidiana della politica anche sulla pianificazione strategica dei trasporti in Trentino.

Nel maggio 2018 tutte le formazioni politiche impegnate nelle elezioni provinciali in Trentino hanno sottoscritto un impegno a favore della Ferrovia dell’Avisio.

Solo promesse elettorali?

Ebbene, in nome della salvezza della montagna e di un suo futuro più compatibile con le sue caratteristiche Transdolomites dice alla classe politica trentina;

Basta slogan e basta promesse. Cari politici a destra e a manca e : svegliatevi!

 

 

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Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites