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TONINI (PD) – FACEBOOK * SCUOLA E MASCHERINE: « SI PUÒ NON CONDIVIDERE LA PROPOSTA DEL GARANTE DEI MINORI, MA NON BOLLARLA COME ASSURDA O ANCHE SOLO INOPPORTUNA »

Sono stato io, allora capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, a proporre alle altre minoranze e alla maggioranza il nome di Fabio Biasi come Garante dei minori. Su quelle nomine, che per legge hanno bisogno di un quorum rafforzato, allora si confrontarono due visioni opposte. Nella maggioranza prevaleva un’idea spartitoria: questa e quella a noi, questa e quella a voi. Noi invece proponemmo un altro metodo: scegliamo insieme persone che per la loro indiscussa competenza, moralità e indipendenza possano davvero “garantire” tutti i cittadini, prima ancora che tutte le parti politiche.

Non è stato facile, ma alla fine la maggioranza si è convinta e oggi la nostra Provincia autonoma dispone di tre Autorità indipendenti (il Difensore civico e i due Garanti, rispettivamente dei diritti dei minori e di quelli dei detenuti) di indiscussa autorevolezza. Nell’esercizio delle sue funzioni, il Garante dei minori, anche raccogliendo sollecitazioni pervenute al suo ufficio, ha ritenuto di chiedere alle autorità politiche competenti di rivedere la decisione di rendere obbligatorio l’uso della mascherina anche per i bambini delle elementari e anche quando siedono in classe. A sostegno di questa sua posizione, ha proposto una visione più ampia del principio di precauzione, che abbracci non solo il rischio contagio, ma anche i rischi correlati ad un più ampio e “olistico” concetto di salute come benessere psicofisico e relazionale.

Si può non condividere la proposta del Garante. Ma non si può bollarla come assurda o anche solo inopportuna. La tremenda prova della pandemia dovrebbe averci tutti allenati a comprendere che qualunque decisione si prenda, tanto più in questo frangente, non può che essere frutto di un difficile bilanciamento tra valori tutti di per sé meritevoli di tutela e non sempre, nel concreto e non in astratto, facilmente inquadrabili in una chiara gerarchia. Di fronte all’emergenza, una decisione va presa e decidere spetta alla politica. Ma la decisione politica sarà tanto più consapevole e convincente, in definitiva autorevole, quanto più il decisore avrà dimostrato capacità di ascolto.

Sono quindi grato al Garante Biasi di aver fatto fino in fondo il suo dovere portando all’attenzione della politica aspetti e implicazioni che meritano di essere presi in considerazione, per poi decidere, da parte di chi ne ha la difficile responsabilità, se correggere o confermare la normativa in vigore. Approfondire, in una o più commissioni consiliari, i contenuti della lettera del Garante, può essere certamente utile. Fermo restando il principio che le Autorità di garanzia non dipendono da alcun vincolo fiduciario con l’organo che le ha elette. Un principio cardine dello Stato di diritto, che sarebbe bene non dimenticare, tanto più in una stagione nella quale proliferano le più varie e disparate manifestazioni di integralismo e intolleranza.

 

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