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LANCIO D'AGENZIA

TEAM MEDICO GALOFORO / SCASSELLATI / BONVICINI * CORONAVIRUS: « DELL’OSSIGENO-OZONO TERAPIA (O2-O3) UN POSSIBILE APPROCCIO TERAPEUTICO PER IL TRATTAMENTO DEL COVID-19 »

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13.53 - martedì 3 marzo 2020

CORONAVIRUS: DALL’OZONO UNA POSSIBILE SOLUZIONE?

In queste settimane si sta accreditando all’interno delle comunità accademica italiana un possibile approccio terapeutico innovativo e di facile applicazione per il trattamento del Coronavirus COVID-19 mediante l’utilizzo dell’ossigeno-ozono terapia (O2-O3).

Da sx: dott.ssa Catia Scassellati, dott. Antonio Carlo Galoforo, dott. Cristian Bonvicini.

Recentemente è stato pubblicato sul sito della Società Scientifica Ossigeno-Ozono Terapia (SIOOT) un interessante elaborato in cui si propone l’utilizzo dell’ossigeno-ozono (O2-O3) come possibile terapia contro il Coronavirus.

Promotori di questo approccio, dai costi molto bassi e privo di controindicazioni, sono il Dott. Antonio Carlo Galoforo, docente del Master Ossigeno Ozonoterapia presso l’Università degli studi di Pavia e membro del Consiglio Direttivo della SIOOT, la Dott.ssa Catia Scassellati e il Dott. Cristian Bonvicini dell’IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia.

Il Dott. Antonio Carlo Galoforo negli ultimi anni ha sviluppato varie collaborazioni e rapporti con l’OMS Organizzazione Mondiale della Sanità e con le istituzioni accademiche e governative italiane e cinesi proprio in merito all’utilizzo dell’ossigeno-ozono terapia.

il 24/01/2020 si è tenuto a Milano un confronto tra esponenti governativi cinesi ed il Dott. Galoforo per verificare la possibilità di contrastare il Coronavirus con l’utilizzo dell’ossigeno ozono terapia, attivando un dialogo con l’Ambasciata cinese a Roma e con i canali ufficiali preposti alla gestione e risoluzione della problematica. Tale incontro è stato organizzato dalla task force italo-cinese creata per l’emergenza Coronavirus dall’Associazione “Italy-China Link” (ICLA), accreditata presso le principali Istituzioni nazionali e cinesi, nonché socia cofondatrice della BRLC (“Belt & Road Local Cooperation”), sita presso la sede del Governo Municipale della città di Hangzhou.

Tra questi si segnala un importante evento di confronto e cooperazione medica e clinica Italo cinese tenutosi a Brescia tra il 14 e il 17 febbraio u.s. con l’accoglienza di una Delegazione cinese, guidata dal Prof. Chen Qun, Segretario Generale di “China Life Science Security” di Bejing/Pechino, da parte della dott.ssa Maria Moreni (Presidente di ICLA e Copresidente di BRLC del Governo Municipale della città di Hangzhou), il Dott. Galoforo, il Dott. Stefano Cervati (Ceo di Monfarma) e dall’Avv. Giuliana D’Antuono (Membro del Consiglio Direttivo di ICLA con delega agli affari internazionali).

Evento chiave, il 16 febbraio, quando il Dott. Galoforo con il suo team, in una video conferenza a cui hanno partecipato 272 cinesi, tra cui dirigenti del Ministero della Salute, primari di alcuni ospedali di Pechino e dirigenti di centri di ricerca cinesi, coinvolti dal Prof. Chen Qun, ha illustrato le evidenze scientifiche ed il protocollo sull’utilizzo dell’ozono, sollevando così l’interesse dei partecipanti verso questo approccio, come poi ripreso il 26 febbraio dalle affermazioni del professore Zhou Muzhi, sul sito China.org.cn, nell’articolo dal titolo “Ozone: A powerful weapon to combat COVID-19 outbreak” (http://www.china.org.cn/opinion/2020-02/26/content_75747237.htm).

Le opportunità che vengono elencate nello studio pubblicato sul sito della SIOOT dal dott. Galoforo il 24 febbraio u.s. e presentato nelle settimane precedenti, potrebbero rappresentare un trattamento efficace contro il COVID-19 sia in Italia che in Cina che nel resto del mondo. Tale elaborato scientifico è stato tra i primi a livello non solo italiano ma internazionale sull’utilizzo dell’ozono.

Qui riportiamo l’elaborato: http://www.ossigenoozono.it/IT/News/3495/Potenziali_meccanismi_mediante_i_quali_la_terapia_dell%E2%80%99ossigeno-ozono_(O2-O3)_potrebbe_contribuire_al_trattamento_contro_il_coronavirus_COVID-19

Un metodo sicuramente interessante per una situazione mondiale critica che cerca risposte e nuove soluzioni.

Perché non applicarlo?

Questa è una delle domande che il dott. Galoforo ed il suo team si sono posti nelle ultime settimane.

Per approfondimenti con il team o il dott. Galoforo:

Ufficio stampa

Dott. Matteo Sgaravato
Dott.ssa Alessandra Castello

Via A. Meucci, 2 – I- 37135 VERONA
Tel. 045 8205050 – Fax 045 585000
www.sgaravato.it
matteo@sgaravato.it
alessandra@sgaravato.it
Skype : matteosgaravato

Qui l’elaborato in lingua Italiana ed Inglese

Potenziali meccanismi mediante i quali la terapia dell’ossigeno-ozono (O2-O3) potrebbe contribuire al trattamento contro il coronavirus COVID-19.
Antonio Carlo Galoforo1,2, Catia Scassellati3, Cristian Bonvicini3

1Società Scientifica Italiana Ossigeno-Ozono terapia (SIOOT), Gorle, Italia
2Università di Pavia, Pavia, Italia
3IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli, Brescia, Italia

Sulla base di numerose evidenze scientifiche che dimostrano le differenti proprietà dell’ozono (O3) (revisione in Scassellati et al., 2020), c’è un consolidato supporto scientifico che la terapia dell’ossigeno-ozono (O2-O3) potrebbe rappresentare un trattamento efficace contro il COVID-19.

Oltre ad aver dimostrato che il nostro sistema immunitario produce O3 da parte degli anticorpi per attivare la loro capacità battericida (Babior et al., 2003; Lerner ed Eschenmoser, 2003; Wentworth et al., 2002), ulteriori studi dimostrano il ruolo di O3 come potente anti-patogeno verso batteri (Giuliani et al., 2018), ma anche virus, funghi, lieviti e protozoi.
Per quanto riguarda i virus, O3 danneggia, attraverso il processo di perossidazione, il capside virale e interrompe il ciclo riproduttivo impedendo il contatto tra il virus e la cellula.
Numerosi studi supportano la sua attività antivirale. Per esempio, un recente lavoro (Ohmine, 2005) ha evidenziato come O3 possa inattivare sia ceppi virali con envelope [herpes simplex di tipo 1 McIntyre (HSV-1), ceppo vaccino Elstree (VAC), virus della stomatite vescicolare Indiana (VSV), influenza A (H1N1) A/WS/33], che privi di envelope [adenovirus umano tipo2 (Ad2)]. Dopo ozonizzazione, HSV-1 e VSV hanno perso fino a 6 log10 di particelle infettive in 15 minuti, mentre VAC e influenza A fino a 5 log10 in 40 minuti e 30 minuti, rispettivamente. Ad2 ha perso fino a 5 log10 in 60 min. Le concentrazioni di Malondialdeide (MDA), un sottoprodotto della perossidazione, risultavano inversamente correlate con l’infettività del virus, dato che le concentrazioni di MDA aumentavano con l’aumentare del tempo di esposizione del virus all’O3. Le immagini al microscopio elettronico a trasmissione di Ad2, HSV-1, VAC e VSV hanno confermato i drastici cambiamenti morfologici risultanti dopo il trattamento con O3.

È ben noto che O3 stimola l’immunità cellulare e umorale attraverso l’attivazione dei pathway legati ai fattori trascrizionali NFAT (nuclear factor activated T-cells) e AP-1 (Activated Protein-1) (Reth, 2002). NFAT e AP-1 sono cruciali fattori responsabili di indurre la trascrizione dei geni legati alle citochine: Interleuchine- (IL) -2, IL-6, IL-8, Fattore di necrosi tumorale-α (TNF-α), Interferone-γ (IFN -γ). Queste citochine svolgono potenti funzioni pro-infiammatorie, hanno capacità chemiotattica di promuovere l’aggregazione e infiltrazioni e migliorano la fagocitosi di neutrofili, linfociti, macrofagi e altre cellule infiammatorie per inattivare patogeni locali.

È ben noto che O3 blocca i processi di infiammazione attraverso vie molecolari legate a Nf-B (Nuclear Factor-B) e Nfr2 (Nuclear Factor (erythroid-derived 2)-like 2). NF-κB e Nrf2 fanno parte di un’importante rete di fattori di trascrizione e proteine regolatrici che modulano l’espressione di una vasta gamma di geni, compresi quelli associati alle risposte infiammatorie. L’attivazione di Nf-kB favorisce la trascrizione di geni legati alle citochine pro-infiammatorie, mentre O3 esercita la sua capacità anti-infiammatoria e di conseguenza anti-apoptotica, bloccando l’azione di NF-κB (Karouzakis et al., 2006; Vaillant et 2006 al., 2013).
D’altra parte, O3 agisce come anti-infiammatorio ma anche antiossidante, attraverso l’attivazione del pathway Nfr2. O3 attiva Nrf2 (Galiè et al., 2018), che a sua volta trasloca al nucleo, dimmerizza e si lega alle regioni ARE (Anti-oxidant Response Elements) di geni che codificano diversi enzimi anti-ossidanti: Superoxido dismutasi (SOD), Glutatione (GSH), Glutatione -S-Transferasi (GST), catalasi, glutammato-cisteina ligasi (GCL), eme ossigenasi 1 (HO-1), NADPH: chinone ossidoreduttasi 1 (NQO1), enzimi di fase II del metabolismo dei farmaci e proteine da shock termico (HSP). HO-1 è un enzima che codifica il gene che catalizza la degradazione dell’eme a monossido di carbonio (CO), che a sua volta inibisce la via NF-B, provocando una ridotta espressione di citochine pro-infiammatorie. HO-1 attiva direttamente le citochine antinfiammatorie.

Pertanto, possiamo sostenere che O3 potrebbe funzionare esercitando tre fasi sovrapposte ma distinte:

1. O3 inattiva il virus
2. O3 attiva l’immunità cellulare e umorale
3. O3 riduce i processi di infiammazione/apoptosi e favorisce le vie molecolari dello stress anti-ossidativo

Dott. Antonio Carlo Galoforo

Potential mechanisms by which the oxygen-ozone (O2-O3) therapy could contribute to the treatment against the coronavirus COVID-19

Antonio Carlo Galoforo1,2, Catia Scassellati3, Cristian Bonvicini3

1Oxygen-Ozone Therapy Scientific Society (SIOOT), Gorle, Italy
2University of Pavia, Pavia, Italy
3IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli, Brescia, Italy

On the basis of numerous scientific evidences demonstrating omini various properties of ozone (O3) (for review Scassellati et al., 2020), there is enough scientific consolidation that the oxygen-ozone (O2-O3) therapy could represent an efficacious treatment against the COVID-19.

In addition to the demonstration that our immune system produces O3 by antibodies to dispatch their bactericidal activity (Babior et al., 2003; Lerner and Eschenmoser, 2003; Wentworth et al., 2002), further studies demonstrate O3 anti-pathogen role against bacteria (Giuliani et al., 2018), but also virus, fungi, yeast and protozoa.
Concerning viruses, O3 damages the viral capsid and breaks the reproductive cycle by disrupting the contact between the virus and the cell, through the process of peroxidation.
Several studies support its anti-viral activity. For instance, a recent work (Ohmine, 2005) showed how the O3 can inactivate both enveloped [herpes simplex virus type-1 strain McIntyre (HSV-1), vaccinia strain Elstree (VAC), vesicular stomatitis virus strain Indiana (VSV), influenza A strain (H1N1) A/WS/33], and non-enveloped [human adenovirus type2 (Ad2)] viruses. After ozonation, HSV-1 and VSV lost up to 6 log10 infectious particles in 15 min, while VAC and influenza A lost up to 5 log10 in 40 min and 30 min, respectively. The Ad2 lost up to 5 log10 in 60 min. The concentrations of malondialdehyde (MDA), a by-product of peroxidation, were inversely correlated with virus infectivity, as MDA concentrations were elevated with virus exposure time to O3. Transmission electron microscopy images of Ad2, HSV-1, VAC and VSV confirmed the drastic morphological changes that resulted after O3 treatment.

It is well known that O3 stimulates the cellular and humoral immunity via NFAT (nuclear factor activated T-cells) and AP-1 (Activated Protein-1) signalling pathways (Reth, 2002). NFAT and AP-1 are crucial transcription factors responsible to induce the transcription of cytokines genes: Interleukin-(IL)-2, IL-6, IL-8, Tumor Necrosis Factor-α (TNF-α), Interferon-γ (IFN-γ). These cytokines have strong pro-inflammatory actions, express chemiotactic ability to promote aggregation and infiltrations and enhance the phagocytosis of neutrophils, lymphocytes, macrophages and other inflammatory cells to kill local pathogens.

It is also well known that O3 blocks the excessive inflammation processes via Nf-B (Nuclear Factor-B) and Nfr2 (Nuclear Factor (erythroid-derived 2)-like 2) signalling pathways. NF-κB and Nrf2 constitute an important network of transcription factors and regulatory proteins that control the expression of a broad array of genes, including those associated with inflammatory responses.
The activation of Nf-kB promotes the transcription of pro-inflammatory cytokines genes, whereas O3 exert its anti-inflammatory and consequently its anti-apoptotic cell death ability, blocking the action of NF-κB (Karouzakis et al., 2006; Vaillant et al., 2013).
On the other hand, O3 acts as an anti-inflammatory but also antioxidant molecule via Nfr2 system. O3 activates the Nrf2 (for review Galiè et al., 2018) which translocates to the nucleus, where it dimerizes and binds to AREs (Antioxidant Response Elements) genes encoding several anti-oxidant enzymes: Superoxide dismutase (SOD), Glutathione (GSH), Glutathione-S-Transferase (GST), Catalase, Glutamate-cysteine ligase (GCL), heme oxygenase 1 (HO-1), NADPH:quinone oxidoreductase 1 (NQO1), phase II enzymes of drug metabolism and Heat Shock Proteins (HSPs). HO-1 is a gene encoding enzyme that catalyses the degradation of heme in carbon monoxide (CO), which in turn inhibits the NF-B pathway with decreased expression of pro-inflammatory cytokines. HO-1 directly activates the anti-inflammatory cytokines.
Thus, we can support that O3 can work exercising three overlapping but distinct stages:

1. O3 inactivates the virus
2. O3 activates the cellular and humoral immunity
3. O3 reduces the inflammation/apoptosis processes and promotes the anti-oxidative stress signalling

Dott. Antonio Carlo Galoforo

 

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References
Babior BM, Takeuchi C, Ruedi J, Gutierrez A, Wentworth Jr P. (2003). Investigating antibody-catalyzed ozone generation by human neutrophils. Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A. 100, 3031–3034.

Galiè M, Costanzo M, Nodari A, Boschi F, Calderana L, Mannuccia S, Covi V, Tabaracci G, Malatesta M. (2018). Mild ozonisation activates antioxidant cell response by the Keap1/Nrf2 dependent pathway. Free Radical Biology and Medicine 124 114-121.

Giuliani G, Ricevuti G, Galoforo A, Franzini M. (2018). Microbiological aspects of ozone: bactericidal activity and antibiotic/antimicrobial resistance in bacterial strains treated with ozone. Ozone Therapy, 3(3).

Karouzakis E, Neidhart M, Gay RE, Gay S. (2006). Molecular and cellular basis of rheumatoid joint destruction. Immunol. Lett., 106 8-13.
Lerner RA, Eschenmoser A. (2003). Ozone in biology. Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A. 100, 3013–3015.

Reth, (2002). Hydrogen peroxide as second messenger in lymphocyte activation. Nature Immunology 3, 1129-1134 .

Scassellati C, Ciani M, Galoforo AC, Zanardini R, Bonvicini C, Geroldi C. (2020). Molecular mechanisms in cognitive frailty: potential therapeutic targets for oxygen-ozone treatment. Mech Ageing Dev 186, 111210.

Seiga Ohmine. Investigation of the mechanisms of ozone-mediated viral inactivation Brigham Young University 2005.

Vaillant JD, Fraga A, Diaz MT Mallok A, Viebahn-Hansler R, Fahmy Z, Barbera A, Delgado L, Menendez S, Fernandez OS (2013). Ozone oxidative postconditioning ameliorates joint damage and decreases pro-inflammatory cytokine levels and oxidative stress in PG/PS-induced arthritis in rats. Eur. J. Pharmacol., 714 318-324.

Wentworth JrP, McDunn JE, Wentworth AD, Takeuchi C, Nieva J, Jones T, Bautista C, Ruedi JM, Gutierrez A, Janda KD, Babior BM, Eschenmoser A, Lerner RA. (2002). Evidence for antibody-catalyzed ozone formation in bacterial killing and inflammation. Science 298, 2195–2199.

 

 

 

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