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SWG * CORONAVIRUS IN ITALIA – SMART WORKING: « IL FATTO DI STARE DI PIÙ A CASA IN QUESTO PERIODO È UN DISAGIO, MA GESTIBILE PER IL 50% DEGLI INTERVISTATI »

La terza settimana della crisi legata alla pandemia è stata caratterizzata dell’entrata in vigore del Dpcm 11 marzo, che ha esteso le restrizioni di movimento e le chiusure delle attività commerciali non di prima necessità.

 

In un contesto emotivo che ha visto progressivamente aumentare la preoccupazione per il contagio e in cui gli italiani hanno ridotto al minimo i contatti con le altre persone, le misure più restrittive prese dal Governo erano attese ed auspicate dalla maggioranza degli italiani.

Oggi solo pochissime persone pensano che si stiano prendendo misure eccessive, mentre la maggior parte della popolazione sta facendo i conti con abitudini e ritmi di vita che sono cambiati repentinamente.

Mentre si sta scoprendo che il lavoro da casa non è sempre così piacevole ed agevole, oltre la metà degli italiani si sta seriamente preoccupando per gli effetti occupazionali della crisi.

Rispetto a tre settimane fa, cambia profondamente anche la percezione della situazione, sia rispetto alla sua durata che al numero finale di vittime che si conteranno nel nostro Paese.

Si apre quindi una nuova fase di tempo sospeso, in attesa che la forza dell’epidemia decresca, un tempo che sarà necessario saper gestire sia dal punto di vista emotivo, che dalla capacità di resilienza ed empowerment. Un tempo in cui elementi come la composizione della famiglia e la tenuta delle relazioni familiari, la qualità degli spazi abitati, la possibilità di rimanere ancorati al lavoro potranno fare la differenza e lasciare strascichi importanti sulla vita delle persone, anche una volta terminata la crisi.

li effetti dei provvedimenti adottati dal Governo, stanno avendo una ripercussione forte sulla vita di ciascuno di noi. È cambiato improvvisamente il modo di stare con gli altri, di divertirsi, di lavorare, ma anche altri aspetti come fare la spesa ed informarsi.

L’impatto del Coronavirus sulle nostre vite si fa sempre più pervasivo.