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SOCIETÀ PARTECIPATE PAT: CIVETTINI, LICENZIAMENTI IN MASSA PER RIDURRE LE SPESE?

(Fonte: Claudio Civettini) – Interrogazione. Società Partecipate e adeguamenti contrattuali. Licenziamenti e/o ricollocamenti di massa in nome del «contenimento della spesa»? Quali le tutele e la possibilità di manipolazione delle strutture operative?

Con la Deliberazione giuntale n° 2288 del 22/12/2014, proposta dal Presidente della Provincia, in materia di Modifiche alla deliberazione n. 1551 di data 8 settembre 2014 avente ad oggetto: “Direttive sul personale agli enti strumentali in attuazione degli obiettivi della manovra finanziaria provinciale per il triennio 2014 – 2016”, si erano dati criteri in materia di «assunzione», «trattamento economico», «limiti sulla spesa» per «personale e collaborazione».

Ebbene, sulla base di queste disposizioni – e alla luce dello stato del processo negoziale connesso al Contratto unico previsto dall’articolo 48 della legge provinciale n. 7/1997 – è stato diramato da parte di alti funzionari della Provincia un comunicato, destinato a numerose, per la precisione ben 11, società a partecipazione provinciale, che presenta un contenuto decisamente critico, per non dire inaccettabile per molti lavoratori.

Vi si legge, infatti, che sulla base delle attuali «condizioni» gli Enti strumentali destinatari di detta comunicazione non avranno la possibilità, bensì il preciso dovere, peraltro in tempi stretti, «procedere alla disdetta o al recesso dei contratti collettivi di lavoro diverso dal primo, con effetto dal 31 dicembre 2017, al fine di adeguarli alle disposizioni che stabiliscono a carico della Provincia obblighi di contenimento della spesa».

Un linguaggio dietro al quale, secondo molti lavoratori, si celano adeguamenti che altro non parrebbero che una sorta di licenziamento che aprirebbe le porte a riassunzioni contrattualmente diverse, anche con la possibilità di pesanti ridimensionamenti contrattuali o –altra possibilità-la possibilità di manipolare strutturalmente il piano delle risorse umane.

Di qui la necessità e urgenza dell’Amministrazione provinciale di chiarire tempestivamente il senso di detta comunicazione; quali potrebbero essere, in concreto, gli eventuali tagli economici che vengono con essa richiesti, a carico di quanti lavoratori ed entro quali termini e secondo quali modalità intende attivarsi quanto meno per rivedere siffatta decisione e quali siano, gli avvalli delle forze sociali che, in teoria, non dovrebbero certo difendere i privilegi, bensì i diritti acquisiti dei lavoratori dipendenti.

 

 

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Tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

• Se corrisponda al vero quanto riferito in premessa circa la comunicazione diramata dalla Provincia a 11 società partecipate che non avranno la possibilità, bensì il preciso dovere, peraltro in tempi stretti, «procedere alla disdetta o al recesso dei contratti collettivi di lavoro diverso dal primo, con effetto dal 31 dicembre 2017, al fine di adeguarli alle disposizioni che stabiliscono a carico della Provincia obblighi di contenimento della spesa».

• Quali, in caso affermativo, le necessità inderogabili sulla base delle quali è stata assunta questa decisione;

• Quali potrebbero essere, in concreto – con riferimento a detta direttiva -, gli eventuali tagli economici che vengono con essa richiesti, a carico di quanti lavoratori ed entro quali termini e secondo quali modalità intende attivarsi quanto meno per rivedere siffatta decisione.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

 

 

Cons. Claudio Civettini

 

 

 

 

 

Foto: Agenzia giornalistica Opinione (© All rights reserved)