VIDEONEWS & sponsored

(in )

SMB – SINDACATO DI BASE MULTICATEGORIALE * AMAZON TRENTO: « PROMOSSA DA DIECI DRIVERS LA CAUSA GIUDIZIALE PER IL RECUPERO DI TRATTENUTE RITENUTE ILLEGITTIME SULLE BUSTE PAGA »

Dieci DRIVERS occupati presso la filiale AMAZON di Trento ed associati a questo Sindacato, hanno depositato ricorso avanti il Tribunale per il recupero di trattenute ritenute illegittime sulle loro rispettive buste paga, patrocinati dall’avvocato Marco CIANCI del foro di Trento, uno dei legali che collabora con S.B.M.

Questa è la seconda causa giudiziale che viene promossa, nel giro di un mese, dai DRIVERS trentini che effettuano le consegne per conto di AMAZON. La prima era stata presentata poche settimane fa, della quale si era dato conto in un precedente comunicato stampa dello scrivente sindacato.

Oggetto del ricorso alla magistratura del lavoro riguarda le numerose decurtazioni arbitrarie effettuate sui loro stipendi a titolo di “danni” o “multe” che la INBOX S.r.l., società vicentina che opera per conto di Amazon Italia Transport S.r.l., la filiale italiana del colosso americano di Seattle del multimiliardario Jeff Bezos.

Fra i vari casi che riguardano gli odierni lavoratori ricorrenti ce ne sono due che gridano vendetta:

Il primo riguarda la questione dei danni ai furgoni a noleggio impiegati per le consegne. La INBOX S.r.l. ha detratto somme, anche consistenti, al proprio personale viaggiante dallo stipendio loro erogato, imputandolo a presunti danneggiamenti dei veicoli effettuati durante la frenetica attività di lavoro. Ciò è avvenuto senza alcuna garanzia costituzionale di difesa, espressamente prevista anche dalla contrattazione collettiva nazionale, e senza fornire alcuna prova circa l’avvenuta riparazione dei furgoni per i presunti danni imputati. Ma il fatto più grave – per il quale i legali del sindacato stanno predisponendo un esposto alla Procura della Repubblica – è che in realtà gran parte dei danni non sono stati riparati e le condizioni dei mezzi noleggiati sono rimaste invariate. Una simile condotta potrebbe configurare il reato di appropriazione indebita aggravata, sul quale gli avvocati stanno lavorando per denunciare i dirigenti della società vicentina che esegue le consegne AMAZON nella provincia di Trento;

Il secondo riguarda un DRIVER al quale l’impresa ha imputato quasi 2.300 euro di multe per consegne AMAZON, compiute nel centro storico nel Comune di Trento, senza preavvertirlo che non esisteva alcuna autorizzazione all’ingresso del veicolo a lui affidato in Z.T.L. L’ignaro DRIVER, certo che la ditta da cui dipende avesse tutti i permessi comunali del caso, è arrivato fino a sei multe giornaliere (peraltro mai pagate dalla ditta entro i cinque giorni dalla notifica, al fine di beneficiare dello sconto legale del 30% sulla contravvenzione comminata dalla Polizia Locale). E’ noto che tali sanzioni amministrative vengono elevate dal Comune attraverso l’uso delle telecamere poste negli ingressi delle Zone a Traffico Limitato ed inviate sia al proprietario del veicolo identificato dalla videosorveglianza, sia alla ditta che lo ha noleggiato, non all’autista che nulla sapeva.
Le dieci cause sono state assegnate al giudice dottor Giorgio FLAIM che ha fissato, con apposito decreto di fissazione emesso ai sensi dell’articolo 425/2 del Codice di Procedura Civile, la prima udienza il prossimo 14 settembre 2021 alle ore 9:00.

Nei prossimi giorni verranno depositati altri 12 ricorsi giudiziali sempre in favore di altrettanti DRIVERS AMAZON. Sarà una lunga battaglia giudiziaria con la finalità di imporre il rispetto delle regole alle ditte che effettuano consegne per AMAZON nel Trentino.

 

*

Sindacato di Base Multicategoriale – Trento