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SINISTRA ITALIANA TRENTINO * PIAZZA CENTA – RITROVAMENTI INTERESSE STORICO: « CHIEDIAMO AL SINDACO DI TRENTO SE SI VOGLIA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IPOTESI DI RICOMPATTARE LA ZONA »

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09.44 - venerdì 16 aprile 2021

Dagli scavi in piazza Centa per la costruzione di un parcheggio sotterraneo, sono emersi ritrovamenti di interesse storico, sui quali, sollecitata da alcune/i cittadine/i, ho fatto una breve ricerca e mi sono consultata con la Soprintendenza per i beni culturali di Trento.

Ne è uscita un’interrogazione che ho presentato al Consiglio Circoscrizionale di Centro Storico Piedicastello che la ha approvata e che quindi sarà inviata a Sindaco e Giunta Comunale.

Renata Attolini

 

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Il Piano Urbano della Mobilità prevede la possibilità di realizzare parcheggi pertinenziali su ogni area pubblica che venga ritenuta idonea, mediante gara pubblica sulla base di un’ipotesi progettuale di massima, con vincoli e prescrizioni specifici definiti dall’Amministrazione comunale, sulla base dei quali verrà poistipulata una convenzione per regolarne i rapporti e fissare i relativi reciproci impegni.

Questo è il presupposto del progetto di piazza di Centa, che prevede la costruzione di un piano unico di parcheggio interrato sotto una parte del parco pubblico, contemperando l’esigenza di realizzare un quantitativo sufficiente di posti di parcheggio (44) e la volontà dell’Amministrazione di non alterare la specificità e qualità del patrimonio arboreo del parco.
A fine lavori il parco verrà ripristinato nell’attuale sua configurazione, compresi, oltre alle aree a verde, i percorsi pedonali, ciclabili e le aree gioco.

Considerando l’eventualità di possibili ritrovamenti archeologici la relativa sorveglianza è stata affidata al dott. Michele Bassetti della ditta CORA Società archeologica Srl.

Infatti, dopo pochi metri di scavo sono stati rinvenuti i resti di quella che fu la “vasca per il nuoto” chiesta al Comune dai comandi militari austroungarici presenti a Trento, per avere un impianto dove insegnare il nuoto ai soldati.

Nel maggio 1870 fu terminata la costruzione dei terrapieni che formarono la prima piscina di Trento, nell’attuale piazza di Centa, in quello che era l’ex letto del fiume Adige che all’epoca attraversava il rione di San Martino, ed infatti fu chiamata “ Nuoto di San Martino”.

Serviva ai militari, ma in orari prefissati era aperta ai cittadini, non alle cittadine, pena l’arresto. Qualcosa non funzionò nel “nuoto di San Martino” e così la piscina fu chiusa ben presto, sostituita dalla piscina Cock (dal nome dell’ufficiale che la gestiva) in via Madruzzo/vicolo del nuoto; fu poi sotterrata nel 1915 per realizzare il giardino di Piazza di Centa.

Si sapeva dell’esistenza della vasca, si aveva a disposizione il progetto dettagliato dell’800, ma non si sapeva cosa fosse rimasto. Per questo era stata voluta ed ottenuta la presenza in cantiere di archeologi, con il preciso incarico di sostituire i costruttori in caso di ritrovamenti. Il ritrovamento quindi non ha fermato i lavori.
È stato trovato un primo strato di impermeabilizzazione realizzato con cemento particolarmente tenace, poi, ad un livello più profondo è emersa una struttura in pietra, la vera piscina, con un enorme muro di appoggio e sostegno verso l’Adigetto e con un importante lastricato a terra.

Le dimensioni sono quelle di una vasca olimpionica, quindi per mettere tutto allo scoperto, vederlo nell’insieme, valutarlo e fotografarlo, è necessaria la movimentazione di grandi quantitativi di materiale. È esclusa la la traslazione in quota della piscina dai meno quattro metri in cui si trova, perché difficilmente praticabile soprattutto per questioni di sicurezza.
Sebbene si tratti di testimonianza di edilizia antica, molto più recente di altri ritrovamenti in città, gli archeologi provvederanno comunque ad una documentazione completa, pari a quella dovuta per gli scavi romani.

È bene, infine, ricordare che parliamo di una zona contigua al centro storico, anche se già con le caratteristiche della periferia. Sarebbe particolarmente interessante ed opportuno prevedere una sua riqualificazione generale, che la ricompatti con il centro storico della città, completando il percorso iniziato con la riconversione della prima parte di San Martino e il progetto già approvato per la seconda parte della stessa.

Sulla base di tutto questo, abbiamo ritenuto importante interrogare il Sindaco di Trento e la Giunta Comunale per sapere se ci siano dei piani per salvaguardare almeno le parti di reperto non interessate dai lavori di scavo e se, nel ridisegnare il parco si vogliano prevedere soluzioni che possano richiamare i segni e le dimensioni dell’opera, con il reimpiego di parte del materiale prelevato dallo scavo per realizzare percorsi con lastroni e con soluzioni che lascino in evidenza un pezzo del muro di appoggio, pur nel rispetto della ricollocazione dell’area giochi in piena sicurezza.

Chiediamo infine che si voglia prendere in considerazione l’ipotesi di ricompattare la zona, valorizzando il parcheggio scoperto collocato tra il parco Centa e il silos, con soluzioni di verde cittadino come griglie salvaprato carrabili, arbusti, alberi di piccole dimensioni che non interferiscano con la presenza sotterranea delle fosse del rio Lavisotto, anch’esse di interesse storico, in quanto risalenti al 1.800, interamente tombate in pietra, spesso a secco, e coperte con lastre di pietra rossa di cava.

Renata Attolini, segretaria provinciale di Sinistra Italiana del Trentino e consigliera circoscrizionale di Centro Storico Piedicastello per la lista Europa Verde trento.

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