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SINISTRA ITALIANA – TRENTINO * EX SLOI E CARBOCHIMICA / CIRCONVALLAZIONE FERROVIARIA: « CHIEDIAMO DI LEGGERE UNA BOZZA PROGETTUALE, CHE PRECISI CON CHIAREZZA GLI INTENTI E IL CRONOPROGRAMMA »

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10.10 - mercoledì 07 luglio 2021

Ex Sloi e ex Carbochimica e circonvallazione ferroviaria. Ci sono questioni che non possono lasciare indifferente chi ha sostenuto in campagna elettorale l’attuale amministrazione comunale, continua a farlo, e lo fa con una particolare attenzione alla salute del territorio. A causarci una forte preoccupazione è la questione della circonvallazione ferroviaria di Trento, opera sulla quale peraltro non ci siamo mai espressi in maniera decisamente contraria. Siamo rimasti, come molti altri, in attesa che si facesse chiarezza sui lati oscuri e le criticità, che si aprisse un vero confronto, che si fornissero risposte complete e pertinenti e si presentasse un progetto di fattibilità.

Ma, fino ad ora, sono arrivati segnali decisi solo dalle circoscrizioni coinvolte nel progetto, che hanno chiesto indicazioni precise e proposto soluzioni che potessero salvaguardare democrazia e sicurezza.

Già da mesi un gruppo formato da cittadine/i e associazioni ambientaliste ha interrogato l’assessore Facchin e il Sindaco su undici criticità rispetto al progetto, stimolando un dibattito vivace ed interessante. Ciononostante delle undici criticità, solo poche sono state discusse in consiglio e non vi è stato ad oggi un dibattito serio e approfondito con la popolazione su tale progetto.

Uno dei punti di grande preoccupazione è la questione del passaggio della circonvallazione dentro i terreni inquinati dell’ex Sloi ed ex Carbochimica, dove la ferrovia comincerebbe ad abbassarsi in trincea. Pare che anche nei confronti tra RFI e Amministrazione Comunale il tema della bonifica sia tornato a galla prepotentemente. ma intanto il tempo passa e l’area contaminata rimane ferma, quando invece dovrebbe essere la priorità per un’amministrazione che pensa a un futuro sano per la città di Trento.

È possibile ed opportuno scavare in terreni dove si presenta una situazione terribile e complessa di inquinamento, che aspetta soluzioni dal 1978? Non sarebbe piuttosto il caso di procedere prima ad una bonifica totale? Esistono risorse nazionali o locali per liberare definitivamente la zona dall’inquinamento? Non sarebbe stato opportuno usare i fondi del PNRR a questo scopo?

Ma ci sono altri dubbi che ci poniamo e avanziamo all’amministrazione. Il trasferimento del trasporto da gomma a rotaia comporterebbe il passaggio di treni merci più frequenti, più lunghi e più pesanti, con conseguenze spiacevoli per la città in termini di rumore e vibrazioni. Deviare questo traffico in circonvallazione sarebbe un vantaggio per il benessere dei cittadini. Ma il progetto ipotizzato penalizzerebbe pesantemente la popolazione della circoscrizione di Gardolo, dove il passaggio rimarrebbe in superficie, e lascerebbe insoluta la questione di Rovereto, dove un tunnel a sinistra intaccherebbe le falde acquifere.

Dal momento che l’amministrazione stessa intende procedere ad un nuovo studio di fattibilità ambientale, perché non rivalutare anche la fattibilità del progetto originale sulla destra Adige che avrebbe l’indubbio vantaggio di salvaguardare Gardolo e di trovare la soluzione per Rovereto?

Rilanciamo gli interrogativi con la richiesta di poter leggere e discutere finalmente una bozza progettuale concreta del decantato “progetto integrato”, che precisi con chiarezza gli intenti, la linea operativa e il cronoprogramma cui attenersi.

 

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Assemblea Provinciale di Sinistra Italiana del Trentino

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