Caso Pamela Prati – esclusivo. un manager a oggi: «non c’entro nulla, ma mi hanno fatto passare per Mark Caltagirone»

Quando Pamela Prati, durante la puntata di Verissimo di sabato 11 maggio, ha mostrato a Silvia Toffanin, sul telefonino, la foto del presunto Mark Caltagirone, la conduttrice ha detto: «Per me questo potrebbe essere anche il cugino della tua agente». La verità è un’altra: è una persona che non c’entra assolutamente nulla, e che nulla sapeva fino a quando OGGI non ha recuperato quella foto e l’ha contattato. Si chiama Marco Di Carlo e fa il manager nel mondo dello spettacolo.

Ecco cosa ci ha riferito: «Ho appreso da voi che la mia fotografia è stata carpita e utilizzata per accostarmi alla signora Pamela Prati in relazione alla vicenda del matrimonio con tale Mark Caltagirone. Atteso che questa immagine che mi raffigura anche insieme con una delle mie figlie è stata utilizzata senza la mia autorizzazione, non so neanche in che modo appresa dai soggetti che l’hanno usata, ho già dato mandato al mio legale, Avv. Roberto Pugnaghi di Milano, per le più opportune azioni legali a mia tutela. Autorizzo in tal senso a riportare le mie parole e la mia fotografia col mio reale nominativo».
La fotografia sarà pubblicata sul numero di OGGI in edicola da giovedì.

ESCLUSIVO, ELIANA MICHELAZZO A «OGGI»: «MARK CALTAGIRONE NON ESISTE. SONO STATA RAGGIRATA ANCHE DA PAMELA PRATI»

«Mark Caltagirone, Marck, Marco… Non esiste se non nella fantasia di qualcuno: io ho mentito quando ho detto di averlo incontrato. Quello che ho visto una sola volta di persona, e poi altre volte in video o in foto, non è l’uomo di cui si parla. Quello che la Prati avrebbe dovuto sposare. Lo confesso e chiedo di essere aiutata da un medico perché sono fuori di me e la mia vita è andata in pezzi. Ho realizzato di essere una vittima io per prima e sto vivendo un incubo. Capisco che a questo punto sia impossibile credermi, ma è tutto vero. Io sono stata raggirata. Anche e soprattutto dalla Prati». Sono parole di Eliana Michelazzo, l’ormai ex agente di Pamela Prati, confidate a OGGI in una lunga intervista la cui versione integrale sarà in edicola da giovedì.

Ha detto ancora la Michelazzo: «Sono 10 anni che mi considero sposata con un uomo. Un uomo che ho amato follemente. La vede questa fede? Io mi considero la moglie di Simone Coppi. Ho fatto persino sesso con lui, via social. Ho capito ora che non esiste. Pamela Perricciolo mi ha presentato questo ragazzo bellissimo via Facebook, dicendomi che era un suo amico d’infanzia. Mi ha raccontato la sua storia, che negli anni si è via via strutturata, aggiungendo dettagli così verosimili e arricchendosi di componenti familiari con cui interagivo quotidianamente. Era tutto intenso, struggente e così reale che io sono entrata in quella realtà. Ciecamente, senza mai dubitare. Solo quello che ho sentito dire a Manuela Arcuri e Sara Varone mi ha aperto gli occhi, ma ora credo di aver bisogno di uno psichiatra per capire come sia stato possibile. Non posso aver davvero buttato dieci anni della mia vita dietro a un fantasma. Ho persino il suo nome tatuato sul braccio».

Quanto alla presunta aggressione con l’acido subita, a suo dire, dalla Perricciolo, la Michelazzo ha detto: «Si è inventata tutto, questo ora l’ho capito. Ha detto alla mia assistente che io l’avevo medicata e che le avevo fatto una fasciatura, quando io non ho mai fatto nulla del genere: il giorno dopo aveva una benda, mentre gli inquirenti hanno dimostrato che non era acido».

Ha detto ancora la Michelazzo: «Fra i suoi colleghi giornalisti c’è chi ha a sua volta un’agenzia. Con la scusa di aiutare le mie ex clienti, me le ha portate via, promettendo loro di farle lavorare in tv, perché fa l’autore, perché è ammanicato con i produttori. Un vero schifo. Poi quella che fa gli impicci sarei io. Qui il più pulito c’ha la rogna».

 

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