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SERVIZIO DI SALUTE MENTALE TRENTO: TRA 2 ANNI SI STIMANO 100 MILA TRENTINI DEPRESSI

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07.56 - sabato 28 ottobre 2017

(Fonte: Servizio di salute mentale di Trento) – La depressione è una malattia che coinvolge milioni di persone in tutte le fasce di età della popolazione a livello mondiale. L’Oms la considera responsabile di un enorme peso per la società, non solo in termini di sofferenza umana ma anche di perdite economiche e quale concausa di numerose malattie fisiche.

La depressione infatti è una malattia subdola: alcuni sintomi sono più immediati da riconoscere , quali la tristezza, la tendenza al pianto, altri più mascherati e ambigui, come la difficoltà ad interagire con gli altri, la perdita di piacere nelle attività comuni, la ricorrenza di malesseri fisici.

Il ripetersi di più episodi depressivi nell’arco della vita rende il soggetto più vulnerabile, secondo l’Oms difatti circa il 50 per cento dei pazienti che guariscono da un primo episodio depressivo avranno in seguito almeno un secondo episodio fino alla cronicizzazione.

In Italia, un adulto su quattro nel corso della vita è interessato da un episodio di depressione maggiore, le donne più degli uomini e se calcoliamo la popolazione attuale della Provincia di Trento, potremmo stimare che per il 2020 circa 100.000 cittadini trentini ne saranno affetti, ma presumibilmente, secondo i dati attesi, meno dell’1% sarà preso in carico come paziente dai servizi psichiatrici per paura di stigma e pregiudizi o per non comprensione del fenomeno.

Al fine di promuovere una cultura di informazione e sensibilizzazione sull’argomento il Servizio di salute mentale di Trento collabora da anni con l’associazione Eda Italia per organizzare la Giornata Europea della depressione, un iniziativa rivolta alla popolazione generale, istituita con lo scopo di fornire un’informazione corretta sulla natura della malattia depressiva e dei disturbi dell’umore e sui vari approcci terapeutici a disposizione.

 

 

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Wilma di Napoli
CoResponsabile Area della criticità territoriale e Area della presa in carico nel tempo
Servizio di salute mentale di Trento

 

 

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Sabato 28 ottobre 2017 ricorre la quattordicesima edizione dal titolo:

#Il mondo della Bellezza:Depressione_Arte_Vita

Il tema scelto quest’anno richiama il collegamento frequentissimo tra depressione e mondo dell’arte, molti artisti, pur nella loro grande creatività, sono stati toccati profondamente dal dolore depressivo, basti pensare a Van Gogh, Vittorio Gasmann, e in tempi più recenti a Robin Williams.

Da un’altra prospettiva il tema può suonare quasi un’ esortazione a vivere gli episodi di malessere come occasione per cercare la bellezza nella propria dimensione interiore ed esistenziale, anche nella esperienza più dolorosa: vedere la bellezza che ci circonda, magari anche attraverso forme di espressione creativa e artistica, può essere motivo di conforto e sostenere quel  processo di accettazione che è la chiave per poter tornare ad una dimensione più “vitale”.

Il percorso proposto quest’ anno dal Servizio di Trento in collaborazione con Eda Italia per i proprio utenti con disturbo depressivo si inserisce nei programmi del FARe (Formarsi Assieme Responsabilmente) e vuole essere un viaggio Co-prodotto, da operatori e utenti, in cui il sapere esperienziale di utenti, familiari e cittadini si intreccia con quello professionale degli operatori.

Il Servizio di salute mentale di Trento da anni coltiva e sviluppa una cultura e una prassi fondata sui principi del fare assieme, un approccio che valorizza la partecipazione  e il protagonismo di tutti, che si sviluppa in rapporti di condivisione tra utenti, familiari e operatori, vissuti in un clima propositivo e di collaborazione.

L’intento del corso FARe sui disturbi depressivi è quello di“fare recovery”, e cioè far sì che persone con disturbi depressivi si riapproprino del ruolo di protagonisti nel migliorare la qualità della loro vita nonostante la malattia. In questa ottica la scelta fatta di utilizzare la fiaba, il racconto, e il disegno come mezzi espressivi per entrare in contatto con la propria interiorità, ben si attaglia al tema del Depression Day dell’anno, ed è stata fatta proprio per superare i rigidi codici del linguaggio medico e tecnico- scientifico e cercare chiavi di lettura e di approccio al disagio più informali, “umane” e mediate dalla creatività.

 

 

 

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