News immediate,
non mediate!
Categoria news:
LANCIO D'AGENZIA

SEN. CONZATTI (IV) * “STATI GENERALI DELLE DONNE“: « SERVE LAVORARE SU 7 AZIONI INTEGRATE, A TRENTO HOTEL AMERICA SABATO 28 MAGGIO ORE 11,00 »

Scritto da
16.35 - venerdì 27 maggio 2022

Conferenza degli Stati Generali delle donne, “l’obiettivo trasversale del Pnrr: parità di genere”. Sen. Donatella Conzatti: “serve lavorare su 7 azioni integrate: tempo, competenze, lavoro, reddito, potere, libertà ed identità per trasformare l’italia in un paese realmente paritario”,

sabato 28 maggio 2022 ore 11
Hotel America, Trento

Gli Stati Generali delle donne sono un coordinamento permanente, nato nel dicembre del 2014.

Un forum diventato interlocutore per le Istituzioni. “Ed è proprio grazie al percorso di confronto, nato e cresciuto in questa mia XVIII legislatura parlamentare – dice la Senatrice di Italia Viva, Donatella Conzatti che domani parteciperà all’incontro – che nasce la conferenza “‘L’obiettivo trasversale del PNRR: parità di genere’”

Nel corso dell’incontro verrà analizzato il PNRR con un focus sul raggiungimento dell’obiettivo trasversale di ridurre le disuguaglianze di genere. Obiettivo previsto anche dalla Strategia nazionale per la parità di genere.

“Un Piano, il PNRR, – anticipa nei temi Conzatti – di 235 miliardi di euro per la trasformazione del Paese, che dovrà essere completato entro il 2026. Una grande opportunità che, se non colta, relegherà quei territori a retroguardia. Un solido progetto politico di trasformazione del Paese”.

Conzatti si sofferma, in particolare sugli obiettivi e sulle azioni integrate da mettere in atto.

“Il PNRR, così come la Strategia nazionale per la parità di genere, ha l’obiettivo di trasformare l’Italia in un paese realmente paritario, attraverso 7 azioni integrate: Tempo, Competenze, Lavoro, Reddito, Potere, Libertà ed Identità”.

 

1. Tempo
Il 74% del tempo delle donne, rispetto al tempo degli uomini, è dedicato ai tempi di cura di casa-famiglia-figli, una percentuale sproporzionata che toglie tempo alle donne. Le azioni poste in essere e finanziate dal PNRR sono: i poli 0-6 anni (4,6 mld di euro), il tempo pieno a scuola (1 mld di euro), i servizi di conciliazione e i congedi di paternità.

 

2. Competenze
Le donne si laureano prima, di più e meglio degli uomini ma ci sono ancora poche laureate nelle discipline STEM. Le donne laureate nelle materie scientifiche, in UE, sono il 14,9%, contro il 27,9% dei laureati mentre in Italia la percentuale si ferma al 13,3% contro il 19,40% dei laureati. Percorsi di studio, quelli STEM, che oggi permettono di fare un salto di qualità nella ricerca del lavoro, nella carriera e nel reddito. Le misure messe in campo nel PNRR sono pari a 1 mld di euro e prevedono interventi quali borse di studio e orientamento scolastico verso le STEM.

 

3. Lavoro
Una donna su due in Italia non lavora. Una su tre al Sud. Siamo agli ultimi posti in Europa. Questo vuol dire che le donne non sono libere e indipendenti. Sono stati finanziati e messi in campo interventi per l’imprenditoria femminile, per la decontribuzione delle assunzioni femminili nonché è stata resa obbligatoria (per aziende con più di 50 dipendenti) la Relazione biennale sullo stato del personale in azienda. Ricordiamo, a tal proposito, il Fondo impresa femminile: l’incentivo del Ministero dello sviluppo economico che sostiene la nascita, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese guidate da donne con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva pari a 200 milioni di euro, di cui 160 milioni a carico del PNRR e 40 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio 2021.

 

4. Reddito
A parità di ruolo le donne guadagnano circa il 16% in meno dei colleghi uomini. Nelle posizioni apicali paradossalmente il 23% in meno. Per questo è stata introdotta la Certificazione aziendale per la parità di genere. Certificazione resa requisito essenziale, pena l’esclusione, per accedere a finanziamenti e bandi PNRR.

 

5. Potere
Le donne arrivano ai vertici in misura inversamente proporzionale alle loro capacità. Se nei Consigli di amministrazione, di aziende quotate e non, la quota femminile è salita al 35% grazie alla Legge Golfo Mosca, resta ferma al 3% quella delle donne AD/ceo. Per dare alle donne le medesime possibilità di arrivare ai vertici, il Palamento in questa XVIII Legislatura ha prorogato e potenziato la Legge per la parità nelle società quotate, ha modificato il TU delle partecipate pubbliche ed in queste settimane il Senato sta approvando il Ddl per la parità nelle Authority. La presenza di donne – con cultura paritaria – ai vertici è dirimente per “far scendere l’ascensore”, per cambiare in senso paritario migliorando l’organizzazione aziendale e di enti. Il medesimo principio di parità di accesso va garantito anche per le cariche elettive: nelle elezioni regionali, provinciali e amministrative la doppia preferenza di genere si è dimostrata nei fatti la tecnica che maggiormente garantisce il principio costituzione così da evitare che la politica e le decisioni pubbliche non siano riservate agli uomini.

 

6. Libertà
Una donna su tre subisce una qualche forma di violenza (violenza psicologica, economica, minacce, segregazione, percosse, violenza sessuale). Una donna viene uccisa ogni due giorni. Le donne non sono libere dalla violenza. Per questo sono state raddoppiate le risorse per la Strategia nazionale per il contrasto alla violenza domestica e di genere, così da attuare in modo sempre più efficace la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia dal 2013. La Strategia nazionale si fonda su quattro assi di intervento: prevenzione, protezione, punizione e politiche. L’ultimo intervento attuato, in ordine di tempo, è quello dell’accreditamento e del finanziamento dei Centri per la rieducazione degli uomini autori di violenza.

7. Identità
L’identità è rappresentata dal nostro nome e cognome. Oggi noi ci chiamiamo con il nostro nome proprio e il cognome del padre. La Cassazione 16 anni fa per la prima volta e il 27 aprile 2022 l’ultima, ha ribadito che attribuire il solo cognome del padre è incostituzionale oltre che retaggio di una cultura patriarcale. Stiamo lavorando perché anche in Italia, come già in altri paesi europei, sia garantita un’identità piena rappresentata dai cognomi di entrambi i genitori.

 

“ I divari di genere da colmare – conclude la Senatrice – sono considerati una priorità strategica trasversale a tutte e 6 le Missioni del PNRR e del Governo italiano che ha approvato e reso strutturale la Strategia nazionale per la parità di genere. Un obiettivo che risponde ai principi costituzionali e che “conviene” anche dal punto di vista economico. La direzione è chiara, il percorso è tracciato. Guai a chi rema contro! Remare contro il PNRR significa remare contro il successo dell’Italia”.

Categoria news:
LANCIO D'AGENZIA

I commenti sono chiusi.