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SAPPE – SINDACATO AUTONOMO POLIZIA PENITENZIARIA * CARCERE TRENTO: « DETENUTA AGGREDISCE POLIZIOTTA PENITENZIARIA, COLPITA CON PUGNI E SCHIAFFI SUL VISO »

Ancora un fatto violento all’interno delle carceri del Triveneto. Massimiliano Rosa, segretario provinciale di Trento del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, racconta quanto avvenuto questa mattina nel carcere di Spini di Gardolo: “La Segreteria Provinciale S.A.P.Pe di Trento comunica che questa mattina una poliziotta in servizio presso la sezione femminile della Casa Circondariale di Trento è stata aggredita violentemente da una detenuta.

La detenuta, dopo aver ricevuto da parte del personale dell’ufficio matricola una notifica di un atto, è tornata verso la sua cella ad un tratto ritornava verso la collega chiedendo in maniera vigorosa il cambio cella la collega rispondeva alla stessa di attendere l’ispettore di sorveglianza di turno per la decisione in merito ma all’improvviso la detenuta, originaria dalla Repubblica Ceca, si è scagliata violentissimamente contro la collega scaraventandola a terra e colpendola ripetutamente con pugni e schiaffi sul viso e sul corpo.

Solo la presenza in loco e l’intervento immediato del collega matricolista ha impedito che l’aggressione avesse conseguenze drammatiche. La detenuta è stata posta in isolamento. La poliziotta, visibilmente scossa e ferita, è stata subito trasportata all’ospedale Santa Chiara di Trento per le cure necessarie. Per lei trauma cranico, contusione e tumefazione al gomito destro. Registriamo, dunque, l’ennesimo episodio di violenza nei confronti di personale appartenente al Corpo in servizio nel Triveneto. I detenuti evidentemente sono convinti non di essere in carcere a scontare una pena ma in un albergo, dove possono fare ciò che preferiscono…”.

Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, esprime solidarietà alla poliziotta ferita e denuncia: “La situazione si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti. I numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nel primo semestre del 2019 sono inquietanti: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi.

I decessi per cause naturali sono stati 49 ed i suicidi 22. Le evasioni sono state 5 da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all’esterno, 10 da semilibertà, 18 da licenze concesse a internati. E la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la vigilanza dinamica ed il regime penitenziario ‘aperto’, ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le Sezioni detentive con controlli sporadici ed occasionali della Polizia Penitenziaria”.

CAPECE e Giovanni VONA, segretario nazionale SAPPE per il Triveneto, sollecitano Ministro e Capo DAP a intervenire: “Questa di Trento è l’ennesima grave e intollerabile aggressione da parte di una detenuta ai danni di appartenenti alla Polizia penitenziaria. A lei va la nostra vicinanza e solidarietà nonché un ringraziamento particolare per l’intervento che nonostante le conseguenze riportare ed incuranti di qualsiasi pericolo ha permesso di bloccare la detenuto violenta.

La situazione nelle nostre carceri resta allarmante e la realtà è che i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcun motivo o ragione. Ma è evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziari, a cominciare dal ripianamento delle carenze organiche dei Reparti di Polizia Penitenziaria del Triveneto”.