Il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni: “Riparte l’attività degli Uffici Immigrazione con nuovi carichi di lavoro e mancanza di personale. Situazione al collasso, a rischio l’attività di controllo del territorio”

Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia, interviene riguardo l’oramai imminente ritorno a pieno regime dell’attività degli Uffici Immigrazione sta gradualmente ripartendo dopo mesi di chiusura al pubblico. Nei primi giorni di giugno partiranno le procedure per la sanatoria per i migranti irregolari del settore agricoltura, colf e badanti. Il rischio concreto è che l’apparato vada al collasso: “Gli accessi saranno regolati e contingentati per il rispetto dei decreti COVID-19 – spiega Paoloni – e gli appuntamenti per la presentazione delle istanze di rinnovo inviate tramite Poste Italiane spostate a cominciare dal 15 giugno 2020. Ma è bene sapere che l’attività degli Uffici Immigrazione richiede una organizzazione attenta e complessa come l’esperienza di questi mesi ha dimostrato e per tornare alla “normalità” servirà molto tempo. E come se non bastasse, coi primi di giugno partiranno le procedure per la sanatoria per i migranti irregolari del settore agricoltura, colf e badanti. Il rischio concreto è che l’apparato vada al collasso!”

“Pare sia previsto un supporto agli uffici immigrazione di circa 900 lavoratori interinali – sottolinea Paoloni – ma le tempistiche di inizio della loro collaborazione non sono chiare e certamente non avverrà prima dell’inizio delle procedure. L’esperienza purtroppo ci insegna che in questi casi i nostri uffici se non adeguatamente rinforzati e organizzati anche nella parte che svolgono indagini specifiche, rischiano il collasso, e ad oggi purtroppo non abbiamo notizie di iniziative del Dipartimento in tal senso. L’esecutivo sappia che la situazione è seria: da una parte gli uffici immigrazione rischiano il collasso oppure, dall’altra, per dargli rinforzo si dovrà distrarre personale e risorse da altre articolazioni ponendo queste ultime nella condizione di inoperatività poiché gli organici di tutti gli uffici sono ridotti all’osso. Cosa si deciderà di sacrificare? Il controllo del territorio? Le indagini? Il rilascio di passaporti e licenze? La verifica dei boss mafiosi inviati ai domiciliari? La coperta è cortissima!”

“Si dovrà anche tenere conto che molti di questi clandestini regolarizzati andranno a coprire i pochi posti di lavoro disponibili con il rischio del crollo dei salari per l’eccesso di manodopera, ma anche e soprattutto il rischio più che concreto che finiscano nelle mani di approfittatori cedendo a condizioni indecorose con il solo fine di non vedersi revocato il permesso ed essere espulsi.
Una altra sanatoria, inoltre, spingerà altre migliaia di migranti clandestini a provare l’ingresso nel nostro paese sperando di trovare una via per la regolarizzazione. Il tutto aggravato dal fatto che i C.P.R. hanno una capacità quasi nulla di eseguire i provvedimenti di allontanamento – conclude Paoloni – con la conseguenza che chi non riuscirà nella regolarizzazione, resterà comunque sul suolo italiano e si dovrà guadagnare da vivere giorno per giorno: tra luci ed ombre. Noi per il momento, vediamo solo ombre!”