INTERVISTA AL SEGRETARIO UIL FPL SETTORE SANITÀ TRENTO

GIUSEPPE VARAGONE

Focus su: Assunzioni - Contagi covid - Presidio - Contratto - Apss

Poliziotti in quarantena e sottoposti a turni massacranti di lavoro. Da Lampedusa, fin su a Trieste il sistema è al collasso. Stefano Paoloni (SAP): “I poliziotti non sono carne da macello”.

Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia, commenta la grave condizione di lavoro cui è piombata gran parte della Polizia di Stato in queste ultime settimane: “E’ un bollettino che non finisce mai – esclama Stefan Paoloni – Da Ventimiglia, a Trieste, passando per Udine, la Sicilia nella sua interezza con Lampedusa che ne è il triste vessillo, la Calabria dove la popolazione si è distesa lungo la statale pur di manifestare il suo dissenso, ed è di poche ore fa la notizia che anche in Puglia, verranno portati circa 100 immigrati clandestini a Brindisi, molti dei quali positivi al Covid19. In tutto questo molti poliziotti sono obbligati alla quarantena, perchè hanno avuto contatti con positivi con ripercussioni gravi sull’attività lavorativa. Ripetiamo da settimane che si stanno minando le basi del comparto sicurezza e quel che è peggio è che tutto avviene a nel silenzio più assordante del Viminale e appare quantomeno sconcertante sentir dire al ministro dell’interno Lamorgese che la rotta balcanica tutto sommato non sta creando emergenza”.

“La realtà è che di fatto – spiega Paoloni – la questione migranti non è sotto controllo: è lampante. Le forze dell’ordine non possono essere mandate allo sbaraglio. I poliziotti spesso lavorano con turni superiori alle 12 ore, condizioni igieniche scarse, turni notturni in continuazioni e pasti frugali. Non possono essere queste le condizioni di servizio per chi vuole servire il paese”.