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SAGIS – GESTORI PISCINE / TRENTINO * IMPIANTI NATATORI – COVID: « LANCIAMO UN GRIDO D’ALLARME ALLE ISTITUZIONI, SALVATE IL NOSTRO SETTORE »

Siamo i gestori dei centri natatori della provincia di Trento e ci siamo uniti con l’obbiettivo di fare sentire la nostra voce ben sapendo che non siamo ancora ufficialmente un’associazione e non siamo rappresentati da alcuna confederazione di categoria. Un gap al quale cercheremo di porre rimedio al più presto dopo avere identificato l’interlocutore più consono alla nostra attività.

Tutti assieme diamo lavoro a quasi 250 persone tra dipendenti e collaboratori ovvero: istruttori di nuoto, fitness o altre discipline ospitate presso le nostre strutture.

Riteniamo che i nostri impianti siano parte integrante e fondamentale dell’offerta turistica del Trentino perché quasi tutti sono nati per offrire i loro servizi soprattutto agli ospiti durante la stagione invernale e quella estiva; tolti gli impianti cittadini, in molte aree sarebbero difficilmente sostenibili grazie alla sola utenza locale. Di fatto abbiamo quasi tutti in atto regolari convenzioni con i consorzi degli impianti di risalita o con gli hotels per abbinare i nostri servizi alla loro offerta.

Le nostre piscine nella maggioranza dei casi non sono la classica vasca natatoria per uso agonistico sportivo, ma grazie agli investimenti degli anni scorsi si sono trasformate in veri e propri centri acquatici dedicati alle famiglie, spesso corredati di centri benessere, palestre e altre facilities.

Esse rivestono quindi il ruolo di centri di aggregazione e di sport con un’ importantissima valenza sociale e un impatto positivo sulla salute e il benessere degli utenti.
Quotidianamente per buona parte dell’anno al loro interno vengono organizzati corsi per tutte le età, dai bambini agli anziani, dalle gestanti ai diversamente abili e ai traumatizzati che necessitano di riabilitazione fisica in acqua. Non solo nuoto quindi ma un’attività motoria estremamente variegata in acqua e fuori dall’acqua.

Nonostante questo, hanno visto ridotta la propria attività per le chiusure forzate nel 2020 con perdite di fatturato che vanno mediamente dal 60% al 70%.
Purtroppo come ben sapete i nostri impianti sono chiusi dal 24 ottobre scorso, pur essendo secondo noi tra i luoghi più puliti e sicuri in quanto, da sempre, ci dobbiamo attenere a rigidi protocolli di pulizia e sanificazione giornaliera sottoposti alle verifiche periodiche dell’azienda sanitaria.

A livello nazionale non vi sono notizie di focolai di contagio che si siano sviluppati in piscina.

I nostri dipendenti sono in cassa integrazione e causa i ritardi cronici dell’ INPS nell’erogazione dei sussidi sono in grande sofferenza.

Come datori di lavoro non abbiamo alcuna possibilità di anticipare nulla in quanto non abbiamo alcun ricavo, mentre i costi fissi dei nostri impianti sono sì ridotti ma non annullati perchè, soprattutto nei mesi freddi, non è possibile spegnere completamente gli impianti se non andando a comprometterli irrimediabilmente.

Anche da chiusi abbiamo ogni mese spese di riscaldamento, energia elettrica e prodotti chimici e continuiamo a sostenere i costi delle manutenzioni periodiche obbligatorie quali ad esempio:
– impianti d’emergenza o allarmi
– presidi antincendio
– ascensori
– messe a terra etc.

Quando riapriremo avremo sicuramente altri costi per ripristinare i guasti che si presenteranno, fisiologicamente, alla ripartenza.
Abbiamo poi subito un evidente danno di immagine perché le piscine sono state viste come luoghi di contagio e ci vorrà del tempo prima di riacquistare la fiducia degli utenti. Sarà necessaria anche una promozione importante per ripristinare l’alfabetizzazione motoria che è stata persa.

Come per altre realtà, è palese che i ristori statali sono assolutamente insufficienti; per fare un esempio, una struttura che nel 2020 ha perso 200.000,00 €uro rispetto al 2019 riceverà – se e quando – circa 9.800,00 €uro.
Pertanto, lanciamo oggi il nostro grido d’allarme sperando che qualcuno ci ascolti, che capisca la gravità della situazione che rischia in modo concreto di portare alla chiusura di queste strutture e al fallimento delle nostre società.

Anche se in molti casi le strutture sono di proprietà pubblica, in questo momento sarebbe difficilissimo se non impossibile trovare nuovi gestori.
Come conseguenza avremo le strutture chiuse anche una volta che la pandemia sarà superata e quindi soggette ad un rapido deperimento con costi estremamente gravosi per l’eventuale futuro ripristino.
L’ente pubblico sarà chiamato a decidere se dismetterle e demolirle oppure ristrutturarle con costi ben più alti di quelli che chiediamo per superare questa tempesta.
Per salvare tutto questo chiediamo alla Provincia Autonoma di Trento e al Governo un intervento importante che ci consenta nel breve periodo di sopravvivere e pensare concretamente alla riapertura.
Ci vorrà poi probabilmente qualche anno per ritornare alla stabilità.

Le nostre richieste sono:
– Un indispensabile intervento straordinario di ristoro (come già programmato dalla Provincia di Bolzano).
– Un intervento della Provincia per sbloccare le casse integrazioni dei dipendenti ferme a gennaio.
– Una posizione chiara e decisa della Provincia per:

a) accelerare la riapertura, con comunicazioni univoche che ci consentano di riorganizzarci per la stagione estiva.

b) ascoltare la voce dei gestori per contrastare le posizioni dei vari comitati tecnici, gruppi ristretti etc. che stabiliscono linee guida assurde senza alcun approfondimento scientifico (in Inghilterra, ad esempio, le piscine sono state fra le prime attività riaperte dopo il lock down).

c) riconoscere l’importanza strategica di queste strutture per i motivi che abbiamo elencato.
d) consentirci di rivedere le convenzioni con gli enti pubblici.

e) organizzare una campagna di promozione per il ritorno all’attività motoria coinvolgendo anche il settore scolastico e sociale.

Per il futuro ci impegneremo a rafforzare il nostro gruppo per proporre in modo più articolato e sereno altri interventi che potrebbero essere pianificati senza gravi esborsi dando alla nostra attività un aiuto essenziale.

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I Gestori degli Impianti Natatori della Provincia di Trento
Sagis Srl – Cavalese
– Piscina di Cavalese

 

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ASD Dolomitica Nuoto Predazzo
– Piscina di Predazzo

 

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Ssdarl e 2001 SRL Ssd
– Centro Natatorio Rovereto
– Piscina Comunale di Avio
– Piscina Comunale di Ala

 

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Sport e Tempo Libero SSDarl
– Piscina di Primiero-San Martino di Castrozza

 

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Andalo Gestioni Srl
– AcquaPark & SPA ACQUAin – Andalo

 

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Rari Nantes Valsugana SSDarl
Piscine di:
– Pergine Valsugana
– Levico Terme
– Roncegno Terme
– Borgo Valsugana
– Castel Ivano

 

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Asd area51
– Piscina di Spiazzo Rendena

 

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FM Srl
– Aqualido Ronzone

 

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Asd Brenta Nuoto
– Piscina Acquambiéz di
San Lorenzo Dorsino

 

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SITC SpA Canazei
– Centro Acquatico Dolaondes Canazei

 

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S.G.S. Srl Malè
– Acqua Center Val di Sole-Malè

 

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Centro Acquatico “Aquaclub” – – Valle del Chiese – Condino